Viaggi di Solidarietà

Kenya 18-30 settembre 2020 44mo viaggio di solidarietà – PRIMO ERA COVID19


PREMESSA LA FORZA DI RIPARTIRE
Fondazione Santina riprende a viaggiare. Il 44mo viaggio di solidarietà sarà per inaugurare un dormitorio bruciato nell’orfanotrofio di Mambrui in Kenya: perché il viaggio? Leggi la pagina per capinere il significato, guidati dalle parole di Papa Francesco.

“Noi, l’anno scorso, anzi a novembre dell’anno scorso, non sapevamo cosa fosse una pandemia: è venuta come un diluvio, è venuta di colpo. Adesso ci stiamo svegliando un po’. Ma ci sono tante altre pandemie che fanno morire la gente e noi non ce ne accorgiamo, guardiamo da un’altra parte. Siamo un po’ incoscienti davanti alle tragedie che in questo momento accadono nel mondo. Soltanto vorrei dirvi una statistica ufficiale dei primi quattro mesi di quest’anno, che non parla della pandemia del coronavirus, parla di un’altra. Nei primi quattro mesi di quest’anno sono morte 3 milioni e 700 mila persone di fame. C’è la pandemia della fame. In quattro mesi, quasi 4 milioni di persone. Questa preghiera di oggi, per chiedere che il Signore fermi questa pandemia, ci deve far pensare alle altre pandemie del mondo. Ce ne sono tante! La pandemia delle guerre, della fame e tante altre.” (Omelia di Papa Francesco, Giovedì, 14 maggio 2020 a Casa Santa Marta).

 

E’ domenica 13 settembre 2020, venerdì prossimo 18 settembre alle 23.40 salirò su di un aereo e partirò per il Kenya: è il 44mo Viaggio di Solidarietà, il primo dell’era covid19. E’ un viaggio problematico e complesso a motivo della pandemia e la preparazione è minuziosa. Oggi per volare in qualche paese del mondo diventa estenuante. Ed il racconto di queste procedure costituisce la premessa di quello che spero sia il trentesimo libretto della nostra collana #VoltiDiSperanza. Il periodo del viaggio è dal 18 al 30 settembre. Il biglietto l’ho acquistato solo i giorni scorsi perché gli imprevisti sono settimanali. Volo alle 23.40 da Roma ad Addis Abeba dove giungo alle 7 del mattino, poi alle 10 il volo per Mombasa dove atterro alle 12,30. Sembra facile, ma non lo è. Il Kenya chiede per l’ingresso un test sierologico entro le 72 ore di partenza. Ho fissato appuntamento in Vaticano al Fondo Assistenza Sanitaria e domani, lunedì, devo chiamare per la conferma. Poi visto sul passaporto, poi devo riempire un formulario nel sito del Ministero della Salute Keniota con una serie di dati minuziosi, devo inviare per mail la richiesta: essa viene esaminata e viene inviato al mio cellulare in QRCODE che devo mostrare dal mio telefonino all’arrivo in frontiera in Kenya: devo dare cellulare Keniota perché ogni giorno mi si possa inviare aggiornamenti sulla situazione covid e per essere avvisato se un passeggero che avesse viaggiato con me avesse covid e quindi finire in una maledetta quarantena, indicare mia residenza a cui essere contattato e questo solo per il viaggio di andata.

E per il viaggio di ritorno? Se stanno così le cose al mio arrivo a Fiumicino il giorno 30 alle 4 del mattino devo indicare mia residenza: via Arena 5 Bergamo e recarmi a tale indirizzo, presentarmi alla ASL e rimanere in quarantena per 14 giorni finiti i quali per rientrare in Vaticano devo fare un test sierologico… Se non cambiano le cose mi sembra un bel casino, senza parlare del fatto che le cose potrebbero peggiorare e magari, spero proprio di no, tornare in lockdown! Sudo freddo alla fatica di un rientro in Italia se ciò avvenisse. Continuo nel raccontare i casini? Con Jimmy stiamo preparando bene ogni dettaglio, ma la prudenza non è mai troppa. Da Mombasa a Mambrui Jimmy dovrà guidare con il mio biglietto aereo in mano per dimostrare che mi viene a prendere… vi è obbligo di mettere mascherine dalle 18 alle 6 del mattino e di non uscire. E se ti prendi il covid in questa situazione… mi diceva Bobo, un amico che ben conosce il Kenya: “gigi ome fai di solito prega tutti i tuoi santi protettori che ciò non avvenga!” A proposito anche una assicurazione di viaggio in sto casino non è proprio conveniente: chi ti assicura per un viaggio in piena pandemia? Sono in trattativa con un amico che fa assicuratore e sta studiando la situazione più conveniente per me. In Kenya ci siamo dati delle regole molto ferree: incontri solo in sicurezza e rigorosamente con mascherine: programma scarno, senza dormire nelle capanne dalle famiglie.

Ecco i punti salienti: inaugurazione dormitorio all’orfanotrofio di Mambrui e celebrazione Messa, incontro con Piera la mitica responsabile dell’orfanotrofio; visita alle dieci famiglie dei bambini HIV che terminano il triennio di adozione; incontro con 10 nuove famiglie per adozione di altri 10 bambini per il triennio 2021-22-23; visita alla missione di Lango Baya, dove abbiamo costruito 4 aule di scuola ed a Chakama dove Silvia Romano è stata rapita dagli islamisti di Al Shabab… per incontrare le suore della comunità cristiana. A proposito in Kenya proprio a motivo della pandemia sembra più elevato il rischio di terrorismo… bene questo è il viaggio che sto organizzando. Sicuramente ne ho passati altri belli incasinati, ma come prospettiva questo sembra proprio non lasciarsi mancare nulla, del tipo sai quando parti, ma non quando torni, e come torni! Ridendo ieri con gli amici di Bergamo in chat dicevo che se durante la quarantena a Bergamo mi incasinassi con il covid e finissi in terapia intensiva che mi mettano uno dei due ventilatori con la targhetta Fondazione Santina, preferibilmente quello di mia madre, ma anche quello di Rosy Lorini mi va bene!

PERCHÉ PARTIRE? ANZI PERCHÉ RI-PARTIRE?
Ecco il cuore di questa introduzione! Gigi non è il caso di rimandare? E’ da marzo che non mi muovo, a parte la pausa di 5 giorni a Bergamo per ferragosto e due fine settimana. In questi mesi l’occhio del ciclone del coronavirus si è abbattuto su Bergamo ed ha causato un disastro. Penso che tra 200 anni sui libri di storia nel 2020 si parlerà di una città nel mondo e quella è Bergamo ed il Covid19. Il video promo in youtube è molto forte, lo potete vedere qui. Camion dell’esercito zeppi di cadaveri scorrono e dipingono in pochi fotogrammi tutta l’angoscia della mia Bergamo. Il mondo è cambiato, ma soprattutto il mondo si è spaventato, Bergamo si è spaventata. E gli spaventi molte volte sono salutari. Questo 44mo viaggio in verità è iniziato da molte settimane ed ha il suo cuore nel libretto Luca. In quel libretto con Giulia abbiamo dipinto la tragedia del covid vissuta da persone in carne ed ossa come Luca, Giovanni, Pina, Don Angelo, Maria, Caterina ed Emanuele. Storie vere che hanno graffiato l’anima di tutti i nostri lettori e l’hanno fatta sanguinare! Il libretto ha avuto un grande successo, la nostra Fondazione Santina, solo con le sue forze ha distribuito ben 6000 libretti ad oggi e con il ricavato abbiamo, come ben sapete, comperato i due ventilatori per il costo di euro 25.000: un autentico miracolo, forse un autentico mistero. Ci siamo spaventati tutti!
Abbiamo perso parenti amici, posti di lavoro, chi è finito in cassa integrazione. La Chiesa di Bergamo ha perso 40 preti tra diocesani e religiosi. Mentre scrivevo il libretto di Luca mi interrogavo profondamente e mi domandavo: stiamo assaggiando il dolore, l’angoscia e la disperazione: la morte! Ma il covid è il reale guaio del mondo? Oppure è il reale guaio dei ricchi? Io mi sto facendo l’idea che il covid sia il guaio dei ricchi, dei malati ricchi, perché i poveri hanno altri guai! Quali? Rileggi l’inizio di questa premessa l’omelia di Papa Francesco: in quattro mesi tre milioni e settecentomila persone sono morte di fame, diceva il papa in quella omelia del 14 maggio 2020. Bene torniamo ad oggi e con un certa approssimazione raddoppiamo la cifra… e vedrai che possiamo pensare che alla fine del mese di agosto i morti per la fame erano 7 milioni, mentre il covid è solo a 920.000 morti. Ora divento cattivo e graffio! I 7 milioni sono tutti poveri, mentre i 980.000 sono tutti morti ricchi: Gigi, dai piantala! Non mi provocare! E invece ti provoco, ti faccio incazzare: ma rifletti. Sai perché sono morti i 980.000? Perché mancava a loro un ventilatore, perché non vi era posto in terapia intensiva. Ma, alt! Fermati così sei lineare preciso pulito: mancano ventilatori, questo è il motivo! Giusto vero sacrosanto, ma anche falso ridicolo e blasfemo! Sai quanto costa un ventilatore solo? Circa 12.500 euro! E per avere un ventilatore devi avere un letto di terapia intensiva al quale arrivi una conduttura di ossigeno e un ospedale in cui situare il tutto e in questo ospedale un luogo di emergenza. …purtroppo ti se scordato tutti i passaggi, nella tua testa di “ricco”. Si nella nostra testa di merda di ricchi mancano i ventilatori perché abbiamo ossigeno, abbiamo terapia intensiva, abbiamo ospedale e a Bergamo un ospedale all’avanguardia! Se prima di pensare all’ Africa pensiamo al Perù sulle Ande vediamo che scompaiono non solo i ventilatori, ma anche l’ossigeno e le terapie intensive, anche se vi sono sguarniti ospedali! La si muore non perché mancano ventilatori, ma perché manca ossigeno! E il gioco è già diverso… abbiamo spedito al vescovo di Puno un modesto simbolico contributo per una campagna che i vescovi del Perù hanno promosso per avere bombole di ossigeno e impianti per ossigeno nelle piccole cliniche ed ospedali del Perù profundo . Se passiamo in Kenya invece il casino è davvero molto più grosso: che significa lavarsi le mani con acqua frequentemente per evitare il covidd se manca acqua? Manca cibo? Dove sto andando si muore di fame, di malaria, per la puntura di un serpente velenoso! Loro i poveri non muoiono di Covid, noi ricchi moriamo di covid! Loro muoiono male e molto peggio di noi… ma i morti tra i poveri non fanno numero. Ti lancio una domanda forte ed imbarazzante: ma con tutti i miliari di euro che stiamo investendo nella lotta al covid quanti morti in meno avremmo avuto per la sola fame, ti rispondo forte. TUTTI, avremmo salvato 7 milioni dalla morte di fame ed invece i miliardi che buttiamo sono per salvare i 980.000 ricchi dalla morte senza ventilatore! Non è uno schifo? Non è schizofrenia? Rispondi a questa domanda e sei pronto a leggere la seconda parte di questa premessa! Spero di non aver graffiato troppo…