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Adozioni in Kenya programma 2018-2020


E’ la proposta di adozioni a distanza per tre anni (2018-2020) dieci bambini in Kenya, con una offerta annua di Euro 300 per un totale di 900 Euro

L’importo di Euro 3000,  suddiviso in 300 Euro per dieci bambini,  sarà versato in un’unica soluzione di Euro 3000 allo scadere dell’anno alla parrocchia di Msabaha, in Kenya. La peculiarità del programma è il fatto che sarà gestito direttamente dal nostro Jimmy e da Doreen, nostri iscritti in Kenya, con il supporto del nuovo ingresso di Lazzaro. 

ANNUALITA’ DATA IMPORTO EURO 3000
PRIMA RATA  28 MARZO 2018-2019  Euro 3000
SECONDA RATA MARZO 2019 -2020  
TERZA RATA MARZO 2020-2021  
TOTALE  TRE ANNI  EURO 9000

PRIMA ANNUALITA’ 28 MARZO 2018-2019

Ricevuta del parroco di Msabaha in data 11 aprile 2018

 

Erogazione prima annualità: euro 3000 il 28 marzo 2018

PRIMA ANNUALITA’ 2018 -2019

REPORT MESE DI APRILE 2018
Hallo friends of Santina, I would like to take this opportunity to thank you all who have contributed for the support of the children. May God bless you all. On 4th of April I went to Fr Hilary office. We had a short discussion about the children. On this month we have started giving each child twenty four kilograms of maize flour every month. Next month we will take the children to private schools. Also at school the children will have breakfast and lunch, so the children will not have problems with food at home and at school. The children will also have medication or medicine when they are sick or when they have healthy complications. This is the best gift and support the children are receiving from you guys. May God guide and protect you.

REPORT MESE DI MAGGIO 2018
Hallo good friends of Santina. This is may report about the children for this month.  On Tuesday on this month I went to the shop after my normal work and I bought 24kilos of maize flour to all our ten children. Then I called motorbike  went house after house distributing 24 kilos of maize flour to each child. Also in this month I took nine children to school and I paid all school fees and I bought school uniform for them. This month no healthy complications from any of our children, all of them are healthy ok. Thank you good friends of Santina and God bless you all we are praying for you all

HUMAN IMMUNODEFICIENCY VIRUS
James, anni 10, morto l’11 gennaio 2016; Pilli, 30 anni, morta il 17 giugno 2016; Waziri, anni 19, morto il 27 marzo 2017; Kenga, anni 70, morta il 6 ottobre 2017; …ed infine Tatu, anni 40, morta il 3 gennaio 2018. Su dieci persone morte durante la vita di Associazione Amici di Santina Zucchinelli, ben cinque sono vittime dell’HIV che si trasforma per scarsa o nulla alimentazione di in AIDS. Fa molta impressione quando a morire di AIDS è una persona di cui conosci nome e cognome, indirizzo ed età. Non è un annuncio funebre anonimo, viene meno un pezzo di te. E la sorpresa di Tatu è stata la più brutta sorpresa riservatami da questo viaggio. Se vi ricordate Tatu è la moglie sieropositiva di James, anche lui sieropositivo, di cui abbiamo parlato approfonditamente nel libretto a lui dedicato nella nostra collana #VoltiDiSpesranza. La dovevo battezzare in questo viaggio: ci ha pensato Padre Alessandro prima che fosse troppo tardi! La donna si aggrava durante Natale e muore il 3 gennaio scorso; Padre Alessandro celebar il funerale il seguente 13 gennaio 2018.  Sono Jeep con Jimmy e Simonetta verso Lango Baya, lunedì 12 febbraio scorso: “Padre Alessandro, come sta James?”

Lettera del parroco di Msabaha in Kenya con la quale si indicano le coordinate bancarie della parrocchia sulle quali bonificare l’aiuto ai 10 bambini

Il sacerdote del Guatemala, si gira verso di me e mi dice: “Ho una brutta notizia, la sua sposa Tatu che era sieropositiva si è aggravata ed è morta, abbiamo fatto il funerale il 13 gennaio. Ti ricordi che dovevi battezzarla in occasione di questo viaggio? Ho celebrato io quel sacramento quando ho capito che non ce l’avrebbe fatta”. Ci guardiamo silenziosamente con Simonetta, e poi la donna dice: “Ma no! Non può essere vero, quanto mi dispiace!” Anche Simonetta aveva conosciuto la nostra Tatu, mi aveva scattato fotografie con lei, Padre Alessandro continua: “L’HIV si può trasformare in AIDS e dunque in morte nel giro di poche settimane se non vi è una attenzione medica e di alimentazione più che corretta. Mentre in Europa si vive una vita intera da sieropositivi, qui oltre allo stigma sociale, la mancanza di adeguata alimentazione e di terapie, portano alla morte in modo repentino”.

Elenco dei bambini e dei genitori adottivi programma 2018-19-20

Mi sovrappongo alle sue spiegazioni, in modo appassionato. “E la figlia di un anno? La piccola Filomena chi la accudisce?” “La nonna paterna”, mi risponde il padre. Anche Jimmy si fa triste. Nella nostra auto regna un freddo silenzio. Penso alla nostra piccola Naomi che a motivo della emoglobina bassa stava per lasciarci, se non fossimo intervenuti con una opportuna cura terapeutica dal fantastico costo di Euro 3,50… il costo di un gelato in Italia! Mentre in Italia si spendono 17.000 euro per fiala per una anziana donna di 80 anni ricca di soldi, che malata di tumore, pur spendendo tutti quei denari, muore dopo un mese! Lasciamo perdere la polemica… La nostra jeep giunge alla parrocchia e dopo la commovente inaugurazione andiamo a salutare gli alunni che felici stanno consumando il pranzo: riso e pollo. In un angolo del grande cortile della scuola vi è lei la piccola Filomena, grande come la mia piccola Santina. E’ accudita dalla nonna, cerco di avvicinarmi, ma come sei mesi fa esplode in un pianto di spavento per il colore bianco della mia pelle. La saluto da lontano con Simonetta al mio fianco, tutti e due con il nodo alla gola.

Torno alla capanna di Santina ma, la morte di Tatu mi ha trasformato. Mentre nei primi due giorni ero catturato, stregato, ammaliato dalla piccola Santina, mentre scende la sera sul piccolo villaggio di Msabaha, tolgo lo zaino dalle spalle e con Jimmy usciamo fuori, accarezzo la piccola Santina e le do un paio di baci, ma poi in modo magnetico vengo attirato da Everlyne. Nora di 6 anni e Ramsey di 7 anni sono gli altri due figli di Everlyne e giocano, Ramsey ogni tanto mi toglie qualche formica gigante dai pantaloni. Vi è quiete nel villaggio, nella nostra capanna non vi è luce e dunque dobbiamo accendere la lampada alla paraffina molto presto. Everlyne è seduta all’ingresso della porta, sta lavando due scodelle di plastica gialla nella quale poi dovremo mangiare il poco riso della sera. Mi faccio silenzioso, non scherzo con i bimbi e neppure con la piccola Santina che con la sua manina continua a tirarmi i pantaloni color caffè. Non le rispondo e allora mi slaccia una scarpa da tennis… le do un forte bacio e continuo a guardare Everlyne. La povera donna ha l’età di 37 anni ed ora ha tre bambini, ne avrebbe avuto 4 se un piccolo non fosse morto prematuramente per l’AIDS.

Si reca ogni giorno a Watamu per vendere frutta e con i pochi soldi che ricava deve provvedere a lei ed alla sua famiglia. Alcune volte dormono senza mangiare perché quanto riceve dal lavoro saltuario è molto poco. Normalmente mangiano un pasto per giorno. Everlyne sta usando le medicine contro HIV da almeno 12 anni. Ogni mattino lascia la piccola Santina alla nonna e va a vendere la frutta, mentre gli altri due bambini vanno a scuola. Jimmy si accorge del mio strano mutismo e mi domanda: “Padre, perché questa sera sei zitto?” Rispondo a lui con una domanda secca e molto diretta: “E se Everlyne come Tatu muore? Cosa ne sarà di questi tre bambini?” Il giovane, mentre prepara il giaciglio per la notte mi dice: “Sei rimasto colpito dalla morte di Tatu? Vero?” Mi siedo sulla stuoia per terra, la lucerna alla paraffina illumina il giovane e io rispondo: “James, Pilli, Waziri, Kenga, e Tatu! Li conoscevo tutti, mi ricordo perfettamente il forte abbraccio alle loro ossa secche, il loro respiro affannato, la loro febbre… ma questa volta è ancora più forte! Non per il nome della piccola preso da mia madre Santina, ma per questa convivenza di una settimana in una capanna con una donna sieropositiva, quando tutto il villaggio ha timore ad entrare qui, a mangiare dal suo piatto… a toccarla! Cretina e stupida mancanza di cultura….” Jimmy si scatena. “Gigi, tu non hai neppure l’idea del casino che abbiamo fatto qui in villaggio, tutti parlano di noi due: non solo abbiamo costruito e regalato a Everlyne Ramsey, Nora e Santina una pulita e nuova capanna, ma ora vuoi portare anche elettricità; di più abiti qui, dentro queste mura. Io e te abbiamo abitato qui! La gente è sorpresa, parla di noi: il musungo abita nella casa delle donna con HIV. Alcuni ti apprezzano, altri invece ti disprezzo, ma tutti sono accomunati da meraviglia: tu con me dormi qui e dormi da una donna sieropositiva con la sua famiglia!”  Proprio per questo Jimmy non so come reagirei alla sua morte! Cavolo mi ci sono affezionato troppo. Tu ti devi prendere cura di lei: lei non può morire. Chi se ne frega di Santina, se mi muore Everlyne che ne è di lei di Ramsey e di Nora? Jimmy mi abbraccia forte e mi dice: “Non ti preoccupare papà verrò a trovarli spesso, porterò cibo per lei e ti invio spesso foto per whatapp, va bene? Ora dormiamo ti vedo sfinito”. Tolgo le scarpe… Everlyne si è sdraiata nel suo letto con la piccola Santina; Jimmy spegne la lampada a paraffina e sprofondo in un sonno inquieto. Sono dei forti colpi di tosse a svegliarmi nel cuore della notte. La porta è aperta e vedo le stelle brillare. Everlyne è fuori e la sento tossire. Jimmy dorme profondamente con il classico sonno dei giovani. Mi metto le scarpe e la raggiungo, sta sputando catarro. Prendo dalla tanica gialla una tazza di acqua del pozzo e gliela porgo. Mi guarda, non parla bene inglese, ma non vi è bisogno di parlare. Prendo un po’ di acqua e le voglio pulire il volto e le labbra… la tocco e mi accorgo che la povera donna scotta dalla febbre! La pulisco bene, le offro un altro bicchiere di acqua, lei lo trangugia segno evidente di febbre. E trema, trema… La abbraccio forte, forte: sento il suo magro seno, conto le ossa delle costole e quando la lascio da quell’abbraccio le vedo gli occhi pieni di paura, lacrime e di vuoto! “Che sarà di me Padre?” “Che sarà dei miei bambini, quando ho febbre così alta non riesco neppure a lavorare e se non lavoro non mangio e se non mangio muoio! Che catena perversa è questa roba! Demoniaca. “E se muori tu cosa sarà dei bambini?” Aggiungo io! Non riesco a confortarla, riesco solo ad abbracciarla ed a fare silenzio con lei. Si calma. Mano nella mano rientriamo nella capanna. La porto al suo letto. Esco e prendo una nuova tazza di acqua. “Se ti viene da tossire qui hai acqua.” Santina dorme tranquilla… fuori è l’alba. Tento di dormire un’ora, ma gli occhi sono pieni di lacrime. Proprio in quell’ora di insonnia ho capito che la scelta di adottare 10 bambini con HIV era la scelta più dolorosa, ma più giusta da compiere… e proprio queste due pagine vi volevano preparare all’incontro con i nostri 10 tesori, i nostri nuovi 10 bambini pieni di HIV e vuoti di cibo e medicine!

I DIECI BAMBINI AFFETTI DA HIV E IL NOSTRO PROGRAMMA DI ADOZIONI A DISTANZA
 Prima di parlare di loro dieci è meglio dire l’originalità del nuovo programma di adozioni a distanza in Kenya per il triennio 2018-19-20. Questo programma a differenza del prevendente ha due nuove caratteristiche. La prima caratteristica è che esso è totalmente nostro, nel triennio passato il nostro aiuto andava ad una associazione slovacca che provvedeva a dare ai 10 bambini servizi scolastici. In questo nuovo programma i nostri denari andranno alla parrocchia di Msabaha e poi amministrati direttamente da Jimmy e Doreen. Con i due giovani abbiamo avuto lunghe riunioni e abbiamo cercato di ottimizzare ogni centesimo raccolto. La seconda caratteristica del nostro nuovo programma è la scelta di dieci bambini tutti con HIV. Dunque i 25 euro mensili non saranno destinati prima di tutto all’educazione, ma invece alle cure mediche ed alla alimentazione. Naturalmente l’attenzione non sarà solo ai bambini, ma anche ai loro genitori o parenti, qualora fossero sieropositivi. Siamo infatti convinti che se i genitori venissero meno sarebbe un dramma per questi piccoli. Potete capire che questa scelta in questi tre anni ci porterà davanti anche a possibili lutti, come purtroppo è avvenuto per Tatu; ma proprio per questo pesno che il nostro impegno in questa immensa emergenza sia ancora più proficuo e lodevole. Prepariamoci dunque anche a dei possibili lutti, o dei bambini adottati o di qualche loro parente… Certamente nel nostro piccolo lotteremo con tutte le forze perché questo non avvenga. Il programma di 3 anni riguarda i dieci bambini che ora vi presento e che vivono nei pressi del villaggio di Msabaha.

Sami Peter Taura adottato da Enrico M.
Il bambino cristiano è nato nel 2010 ed oggi ha 8anni, vive con la nonna paterna, con il padre Peter e con lo zio John. Peter, il padre compie dei lavori saltuari, come ad esempio trasporta persone con la moto. Peter è sieropositivo, purtroppo la mamma Damma è morta per AIDS nel 2017. Il suo corpo è sepolto fuori dalla casa, senza neppure una croce. Sami Peter è figlio unico di Peter e Damma, ed è anche lui sieropositivo. Nella casa vive con altri 7 cugini e la povera anziana accudisce come può vendendo frutta e verdura al mercato.

Caterine Halima Issa adottata da Marilena e Stefano
La bambina sieropositiva ha sette anni ed entra nel nostro programma di adozioni. Questo è uno dei tanti casi in cui non solo non si conosce la data di nascita, ma Caterine Halima non risulta neppure essere iscritta alla anagrafe; in altre parole se oggi morisse nessuno se ne accorgerebbe. La mamma Kasichana era HIV, quando la sua situazione di salute peggiora e l’HIV si trasforma in AIDS, la donna di 27 anni va a casa della nonna Beatrice e li dopo pochi giorni muore. Beatrice ha 69 anni e mantieni tre bambini con la vendita di prodotti agricoli. Il papà di Caterine Halima non si conosce.

Due sorelline: Juma e Pendo Salima adottate da Gianfranco e Novella
Di queste due bambine abbiamo i documenti. Entrambe sono sieropositive. In verità i bambini sieropositivi sono tre su sei, ma non ce la siamo sentita di offrire una adozione a tre persone, pensando di dividere su più famiglie il nostro intervento. Juma è nata il 5 dicembre 2006 ed ha quindi 12 anni, mentre Pendo è la più grande ed è nata il 3 marzo 2003 ed ha 15 anni. I sei fratelli sono tutti figli dello stesso padre che si chiama Salim Charo. La mamma si chiama Samin Bahati ed entrambi padre e madre sono sieropositivi, la donna svolge lavori domestici, mentre il padre svolge lavori occasionali come trasportare persone con la moto. La donna è molto magra, è nata nel 1986 ha 32 anni ed ha problemi di salute evidenti che compromettono il suo lavoro, spesso ha febbre alta che la debilita. Il giorno che visito la famiglia nel villaggio cdi Komoto con Jimmy Pendo è al dispensario, la mattina si era svegliata vomitando e con tremore alle gambe; dovrò tornare il pomeriggio per scattare una foto con lei.

Stella Safari adottata da Mariagrazia
 La bambina è nata l’8 marzo 2010 e quindi ha 8 anni. La ragazzina è nata da padre e madre entrambi HIV. I genitori hanno in totale cinque figli, ma Stella è l’unica nata sieropositiva. Elina Damma, la mamma di Stella è nata nel 1973 ed ha dunque quarantatré anni, mentre il Padre Safari Rima ha 56 anni: la donna lavora nel campo della tessitura, ma il salario è di circa un euro al giorno, per un lavoro di circa otto ora quotidiane; mentre le condizioni di salute del marito impediscono a lui di lavorare. Devono dipendere da altri che portano a loro del cibo.

Amina Rajab adottata da Enrico R.
La piccola è nata il 9 maggio 2013 ed ha dunque cinque anni. Figlia di una musulmano di nome Rajab Mohammed Ramadan che ha trentacinque anni ed è nato nel 1983. L’uomo svolge lavori occasionali come autista di tuc-tuc o di motocicletta per trasporti, ma fa anche il muratore ed altri lavori pesanti. E’ sposato con Mariam, anch’essa sieropositiva; la donna è del 1992 ed ha 26 anni. La coppia ha quattro bambini: Moli Rajab di nove anni, avuto da un’altra donna e da Mariam invece Rajab ha avuto Atman di sei anni, Amina di cinque anni e Tatu di due anni. La moglie Mariam svolge lavori casalinghi.

Joyce Gala adottata da Mariarosa
 E’ una ragazzina sieropositiva nata il 3 aprile 2004 ed ha quattordici anni: entrambi i genitori sono morti. La ragazzina vive con la zia che si chiama Elvina Munica ed ha trentaquattro anni, sono in tutto quattro bambine e tre bambini. Elvina come lavoro cucina chapati e fabbrica macuti, il tetto per le capanne risultato di intreccio di foglie di palma. Il marito di Elvina, Alfred, è contadino.

Emmanuel Charo adottato da Aurora
 Il bambino è nato il 13 maggio 2005 ed oggi ha tredici anni. La mamma si chiama Sidi Charo ed è HIV, ha 56 anni ed ha quattro figli. Il marito di Sidi è morto molti anni fa. I quattro figli sono frutto di due uomini diversi, ma dei quattro solo il nostro Emmanuel è sieropositivo. La donna è una contadina; gli altri tre figli sono grandi e svolgono lavori occasionali: una figlia è impiegata in un mercato, un figlio produce birra dalle palme e l’ultimo fa il cameriere saltuariamente. Ma tutti e tre non riescono a mantere la madre ed Emmanuel perché hanno le loro famiglie ed il lavoro non è fisso.

Nixon adottato da Antonella  ed Elvis adottato da  Rosella
Nixon ha cinque anni ed è nato nel 2013, mentre Elvis ha tre anni ed è nato nel 2015: la loro mamma è morta di AIDS lo scorso anno, il padre è vivo ed è sieropositivo. I due piccolini sono accuditi dalla nonna Mashia che è nata nel 1952 ed ha 66 an ni, svolge lavori domestici e dipende per il cibo dalla carità delle figlie, che hanno solo lavori occasionali ed hanno comunque da mantenere famiglie numerose. Si pendi che sotto il teto della casa di Mashia vivono ben dodici bambini.

         Questo è il profilo dei dieci bambini che abbiamo preso in adozione a distanza per tre anni. Si tratta, come avete potuto notare, di sei bambine e quattro bambini. Una bambina di questi dieci è musulmana, mentre gli altri sono cristiani o non professano alcuna religione Altra caratteristica importante di questo gruppo di dieci è il fatto che sono due di questi bambini oggi non ha relazioni con parenti sieropositivi si tratta di Joyce Gala e di Caterine Halima Issa. In questi due casi i genitori sono morti ed entrabe vivono in famiglie sane. Per quanto riguarda gli altri otto bambini invece essi sono in contesti intaccati dall’HIV perché padre o madre, o entrambi sono affetti da HIV. Dunque il quadro del nostro impegno non è semplice e prevedibilmente in questi anni si potrebbe avere la morte di qualcuno in questo gruppo. A tale motivo le persone che scelgono di adottare i bambini devono essere ancora più responsabili e non abbandonare il loro impegno in questi tre anni.

Vivere insieme è un’Arte!Papa Francesco
Programma di Adozione a Distanza in Keny
Triennio 2018-2019-2020 Norme erogazione degli aiuti alle famiglie dei 10 bambini

  1. La quota annuale per l’adozione a distanza è di Euro 300 a persona e l’impegno è triennale per un totale di Euro 900.
  2. Raccolte le 10 quote annuali per un totale di Euro 3000, con bonifico bancario e facendoci carico delle spese bancarie in ricezione, con qualifica OUR, eroghiamo l’intera somma alla Parrocchia di Msabaha il cui Parroco è Padre Hilary, un cappuccino maltese.
  3. Padre Hilary ci invia ricevuta di Euro 3000
  4. Una volta al mese Padre Hilary dona a Jimmy, il nostro associato che segue con Doreen il programma, l’equivalente in scellini di Euro 250, che suddivisi in 10 parti equivale alla buona somma per Africa di Euro 25.
  5. Jimmy, informando Padre Hilary, si incarica di usare i 25 euro nel seguente modo:
    5.1.    Educazione (tasse scolastiche e di iscrizione dei bambini adottati)
    5.2     Alimentazione (farina, fagioli, riso)
    5.3     Medicine e visite mediche, qualora che ne fosse bisogno per il bambino o i genitori o parenti ammalati di AIDS. In questo caso, se ci fosse bisogno di cure mediche l’intera somma sarebbe suddivisa in: spese mediche prima di tutto, poi per l’alimentazione ed infine nella educazione.
  6. Mensilmente Jimmy e Doreen si cureranno di scrivere un resoconto di come il denaro sia stato impiegato ed ogni semestre, od in occasione di un nostro viaggio di solidarietà provvederà a consegnarci ricevute di quanto speso.
  7. Al termine di questo anno in una approfondita revisione con Padre Hilary, Jimmy e Doreen si provvederà a rinnovare la seconda annualità
  8. Per tutti questi motivi di impegno sono ad esortare tutti i genitori adottivi a non abbandonare il programma di adozione, viste anche le precarie situazioni di salute dei piccoli.
  9. Le vie di informazione saranno solo 3:
    9.1. La pagina web dedicata al nostro programma, dove si troveranno i dati generali dei bambini, dei pagamenti e della situazione in cui essi vivono. Tale pagina è visibile a tutti
    9.2. La chat del gruppo di adozioni a distanza. In questa a scadenza regolare Jimmy provvederà ad inviare notizie più specifiche. 
    9.3 Una chat personale con Jimmy (per chi intende inglese) attraverso la quale avere notizie più dettagliate sui bambini.
  10. Il programma è triennale e non rinnovabile.

Martedì della Settimana Santa
27 marzo 2018