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51MA NEWSLETTER: QUATTRO OTTOBRE 2017


Cari amici,

anche questo mese, abbiamo tante cose da dirci, soprattutto dei successi, piccoli e grandi, raggiunti dalla nostra Associazione; ogni giorno si costruisce qualcosa, per essere sempre più vicini ai deboli e ai bisognosi.

Innanzitutto vogliamo parlarvi del viaggio di don Gigi in Kenya, 

durante il quale ha incontrato la piccola Santina e la sua mamma che, come abbiamo potuto vedere dalle foto, accarezza la sua bambina. E’ un gesto di grande tenerezza, nonostante la sua malattia la stia lentamente devastando. Ci dispiace molto per questa giovane donna, che probabilmente non potrà crescere sua figlia, come è desiderio di ogni madre, ma che fino all’ultimo istante cerca di starle vicino, come può e con i mezzi di cui dispone.

Don Gigi, con la sua consueta generosità, si è offerto di dormire nella povera capanna di Santina, proprio per condividere la loro quotidianità e per far sentire la sua vicinanza. Sicuramente avrà dormito pochissimo, perché molestato dagli insetti e dai topi, ma ha voluto fare esperienza di come si vive in Africa, fra la gente povera, cui manca tutto, anche il necessario. Come ci racconta nei suoi messaggi, questa esperienza lo ha reso più forte spiritualmente, facendoci comprendere cosa significa avere l’essenziale.

Ha anche condiviso con noi, la storia del suo orologio comprato in Perù, che porta sempre in viaggio.  


A Roma ha provato a farlo riparare, ma tutti gli hanno consigliato di lasciar perdere, perché non ne valeva la pena. In Kenya invece, accompagnato da Jimmy, si è recato da un orologiaio, che con molta pazienza e dovizia, lo ha sistemato, facendolo di nuovo funzionare. Nei paesi poveri, ciò che per noi è da buttare, per loro è ancora utile; ecco perché anche noi dovremmo riflettere sulle condizioni di questi fratelli, rinunciando ai nostri falsi bisogni, in loro favore. Don Gigi inoltre, da buon sacerdote, ci ha dato un altro insegnamento, quello di non avere paura di affrontare determinate situazioni, ma di viverle fino in fondo, perché come giustamente dice nel suo libro, la paura ti fa morire, la speranza ti fa vivere. Aiutare chi è nel bisogno, ci rende forti e trasforma la nostra vita che, da povera e monotona, diventa ricca e gioiosa.

Un momento molto importante per la nostra vita associativa, è stato vissuto lo scorso 5 ottobre, presso l’Università degli Studi di Bergamo, sul tema: Religioni e Pace, notizie dal mondo attuale.

Durante la Conferenza, alla quale hanno partecipato gli studenti universitari, Monsignor Ginami ed il dottor Emanuele Berbenni, hanno parlato delle finalità delle nostre “ opere di luce “, ma soprattutto del valore umano che hanno i viaggi da loro intrapresi, dai quali si ritorna, vedendo la vita in una prospettiva diversa. E’ stata un’esperienza straordinaria anche per i giovani universitari, che hanno preso consapevolezza di cosa voglia dire vivere la fame e la disperazione. Il professor Pellegrini della Cattedra di “Storia delle Religioni”, che presiede, nel suo intervento, ha ribadito come dai libretti della Collana “Opere di luce”, scaturiscano umanità e speranza, fattori essenziali per un possibile dialogo tra Cristianesimo ed Islam, temi importantissimi nel mondo attuale.

Anche la trasmissione tenuta a Radio Mater,

sempre sulla stessa Collana, ha svolto argomenti di carattere internazionale, sottolineando, al di là delle diversità religiose o culturali, quanto sia importante da parte degli organismi di governo, cercare di aprire un dialogo tra le parti, venendosi incontro reciprocamente, per tentare di costruire ponti e non muri, come sempre ribadisce Papa Francesco. Sicuramente ciò non è semplice, ma andrebbe fatto, se siamo uomini di buona volontà, soprattutto per dare un futuro a tanti giovani e bambini, che vivono esperienze dolorose, come Fahmi. La giornalista Franca Giansoldati, nella sua introduzione al libretto, che porta questo titolo, si augura che Fahmi possa volare alto, per non farsi raggiungere dai ricordi brutti e che anche lui, come gli altri bambini, possa finalmente avere un orizzonte diverso, fatto di gioia e di pace, di speranze e di certezze, perché non è giusto che tanti piccoli, palestinesi ed israeliani, vivano proiettati nella vendetta e nell’odio, gli uni verso gli altri, perché così non si costruirà mai la pace, né un mondo migliore; l’augurio di tutti noi invece, come Associazione, è quello che si possa costruire la civiltà dell’amore, per tutti i popoli.


Domenica prossima, 15 ottobre, a Roma e il 22 ottobre a Bergamo si terranno i consueti ritiri spirituali, durante il quale pregheremo per le nostre attività e per la nostra crescita umana e spirituale.

 

Grazie, cari amici, per la vostra attenzione ed il vostro impegno e grazie alle Suore di Clausura, per la loro costante preghiera, di cui abbiamo tanto bisogno.

Un saluto cordiale a tutti, in attesa del prossimo appuntamento.

Franca Scordo
Consiglio di Amministrazione