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37MO VIAGGIO. CENTOMILA CHILOMETRI, MAR ROSSO 5-13 FEBBRAIO 2012


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CENTOMILA CHILOMETRI
37mo Viaggio di Santina, 5-12 febbraio 2012
Tu sei mio rifugio, mi hai liberato dall’angoscia.

I. PREMESSA UNA INCANTEVOLE NATURA
Per la seconda volta torniamo con Santina ed Olinda a Sharm El Sheik, in un periodo di calma: la nostra vacanza si è svolta infatti dal 5 al 12 febbraio 2012 ed è stato un autentico momento di distensione, svago, pace, preghiera e riflessione. Lontani dalla calca dei turisti estivi, in un buon albergo con poche persone abbiamo trascorso un periodo nel quale lunghe passeggiate, spettacolari tramonti, preghiera e riflessione hanno avuto una parte importante. Abbiamo scelto Sharm per la sua bella natura, non solo marina, come avevamo già avuto modo di vedere, ma anche per la flora e la fauna. Un mare limpido, fiori colorati, alberi dalle grandi e verdi foglie, piante da frutta come banane e datteri, prati verdi ben curati, grandi ed assonnate formiche, diverse qualità di uccelli sono il quadro nel quale hanno avuto luogo le nostre vacanze.
Nell’area si trovano molte specie di roditori e di pipistrelli, ma in realtà la fauna egiziana che s’incontra comunemente si riduce a cammelli addomesticati e asini. I serpenti sono numerosi: ve ne sono di 34 specie, la più conosciuta delle quali è il cobra. Gli scorpioni sono diffusi in tutto il paese, ma essendo animali notturni si fanno vedere solo raramente. Nel Mar Rosso vivono infine lo squalo, la pastinaca comune, la tartaruga, il delfino, il corallo dai mille colori, la spugna, la stella di mare e molluschi di vario tipo.

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In questa settimana abbiamo così potuto immergerci nella magnifica natura del Sinai centro-meridionale e dei grandi migratori che lo attraversano per raggiungere le aree di svernamento in Africa. Nel 2010 sono state osservate 160 specie di uccelli, nel 2009 155. Scenari naturali favolosi, deserto, montagne, lagune, mangrovieti, oasi e coste bagnate da un mare incredibile.
Negli ultimi 15-20 anni la località di Sharm el Sheikh (letteralmente La baia dello sceicco) è diventata una tra le più famose mete turistiche. Negli anni ‘70 la località era un semplice agglomerato di case di pescatori beduini (i veri signori del luogo, ora ritiratisi a vivere verso l’interno e solo marginalmente coinvolti nello sviluppo turistico di massa), situata all’estremità meridionale della penisola del Sinai. Sharm è circondata dalle montagne del deserto, una regione molto arida, senza precipitazioni atmosferiche degne di questo nome, salvo, raramente, qualche eccezionale evento che causa non pochi problemi alla viabilità. Il sole dunque splende per la maggior parte dei giorni disturbato talvolta, nelle giornate più fresche, da passaggi di innocue nubi alte e stratificate.
La notorietà dell’area risale agli eventi biblici da tutti conosciuti ed ancor oggi testimoniati dalla presenza del Monastero di Santa Caterina che costituisce una delle più importanti mete culturali egiziane.

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II. 104.023 CHILOMETRI
Questo viaggio rimarrà per Santina un importante ricordo perché, compiendo il 37mo Viaggio da quando mia madre è malata e disabile, abbiamo superato la soglia dei 100.000 chilometri. Lo so è semplicemente un numero, ma è un numero importante! Il primo viaggio di Santina era molto più modesto: eravamo nell’anno 2006; Mamma era uscita dall’ospedale il 10 aprile 2006 dopo ben 276 giorni di ricovero di cui 109 in terapia intensiva, e dopo soli tre mesi, dal 3 al 15 luglio 2006 andammo al Mare di Marina di Massa ed a Roma. Da quel primo viaggio si sono succeduti con ritmo incalzante e sorprendete ben 36 altri viaggi, realizzati in modi e mezzi diversi: auto, pullman, aereo, nave; Santina ha iniziato a viaggiare per far conoscere a tutti, quasi in una sorta di viaggio missionario, che nella debolezza abita la forza di Dio!

Questo video è una ricostruzione cn grafica molto elaborata dei 37 viaggi di Santina e della 73 località visitate e fornisce un’idea complessiva di quanto ha viaggiato Santina Zucchinelli

Centomila chilometri (per la precisione 104.023) sono però tanti, un amico medico mi diceva che molte persone non li percorrono in tutta la loro vita, figuriamoci se è possibile pensare questo in soli 5 anni e mezzo, a 86 anni e con la situazione di disabilità e malattia in cui vive mia madre: penso che sia un autentico miracolo. Centomila chilometri corrispondono, per dare un’idea, a circa due volte e mezzo il giro del mondo.
Viaggi molto duri come in corriera dal Cairo ad Alessandria d’Egitto, oppure in fuoristrada da Mombasa a Watamu (dopo un lungo volo di 9 ore da Milano Malpensa) o nel deserto di Giuda in Israele, nella depressione del Mar Morto, percorrendo la valle del Giordano dalla Galilea alla Giudea. Come non dimenticare questi viaggi, come quello in mezzo ad una tormenta di neve da Barcellona a Madrid, oppure perdendo la strada tra i campi nei pressi di Brno nella Repubblica Ceca? Come non ricordare la paura per il permesso di soggiorno di Olinda ai confini tra la Slovacchia e l’Austria, il tratto di strada sulle montagne di Zacopane dalla Polonia ancora alla Slovacchia, oppure il viaggio lunghissimo da Parigi a Bergamo con un’unica sosta a Ginevra? Santina ha viaggiato sotto il caldo torrido di Atene, ha atteso aerei per lunghe ore a Tel Aviv, Fiumicino, Sharm el Sheik, Milano Malpensa, o Mombasa…Come dimenticare le strade difficili e sconnesse tra Croazia e Bosnia-Erzegovina… oppure il taxi nel caldo torrido da Tunisi a Cartagine? Mamma ha percorso le vie assolate di Palma de Majorca, nell’isola di Creta o a Rodi, la strada ghiacciata da Lourdes a Tolosa, la sosta ad Ajaccio sotto il sole di agosto… e per finire ha sopportato, in questo 37mo viaggio, l’arrivo alle 3,20 di notte a Milano Malpensa con -12 gradi dai + 24 di Sharm… lo scorso 12 febbraio.

Veramente ci siamo sentiti di far fare a Santina quello che si vede in questo simpatico trailer del film QUASI AMICI:

Ma forse anche Santina è stata nei posti più impensati della terra su di una carrozzina spinta, come nel film sopra proposto, da un amico nero che ci faceva da guida a Watamu. La nostra macchina non era una maserati, ma comunque un fuoristrada adatto alla foresta del Kenya:

Traballante per gli scossoni Santina, inchiodata sulla sua carrozzina, ha percorso i vicoli di Gerusalemme, i poveri villaggi del Kenya, si è arrampicata sull’erta via crucis di Lourdes, è salita sulla Tour Eiffel, oppure sul tetto della Basilica di San Pietro a Roma. Con Olinda ho sollevato letteralmente Mamma e la sua carrozzina in un parcheggio di Vienna, oppure ho spinto Santina in una strada in forte salita nel Principato di Monaco e Montecarlo… quella carrozzina ne ha fatta di strada, ora un po’ arrugginita, ma in perfetta forma, dopo aver cambiato una gomma, continua ad essere pronta per altri viaggi.
Ma se decisamente impressionano i chilometri, ancor più decisamente impressionano i giorni: 273 nel loro totale! In una sommaria sintesi questi giorni corrispondono a più di 9 mesi di viaggio. In altre parole di questi quasi sette anni di vita dopo l’intervento chirurgico e la lunga permanenza in ospedale, Santina ha trascorso molti mesi viaggiando… non è incredibile? Siamo particolarmente felici di questo traguardo dei 9 mesi, ancora più di quello altrettanto simbolico dei 100.000 chilometri, perché se guardiamo con attenzione la permanenza di mia Madre in ospedale possiamo dire che sia durata 276 giorni. Siamo quindi fieri e pieni di riconoscenza al Signore che ci ha concesso di far corrispondere specularmente ai nove mesi di intensa e forte sofferenza in ospedale altri nove mesi di viaggi missionari per il mondo; e con la grazia di Dio vorremmo spingerci ancora oltre…

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III. TU SEI MIO RIFUGIO, MI HAI LIBERATO DALL’ANGOSCIA
Tu sei mio rifugio, mi hai liberato dall’angoscia è il ritornello al salmo responsoriale che è divenuto un po’ lo slogan, il motivo di riflessione e preghiera nelle nostre giornate di Sharm. E’ vero il punto di partenza della mia preghiera in quei giorni è stata l’angoscia. L’angoscia è un tema importante nell’esperienza umana e soprattutto nell’esperienza del soffrire. Personalmente in questi 6 anni l’angoscia mi è stata una fedele compagna con differenti sfumature, dalle paure dei piccoli imprevisti quotidiani, a quelle un po’ più serie per l’accertamento di esami medici non convincenti, per passare ad angosce di diversa dimensione e natura: l’angoscia principe è stata quella nella notte dal 22 al 23 luglio 2005, la terribile notte dell’arresto cardiaco, poi la notte dell’intervento chirurgico di urgenza la seguente settimana, in seguito i diversi giorni trascorsi in ospedale. L’angoscia delle prime notti a casa con il respiro difficile e rumoroso di mamma, l’angoscia per il vomito, l’angoscia per l’imprevisto. Ed i viaggi in questo sono miniere di piccole e grandi angosce: il perdere la strada nella Repubblica Ceca, oppure la febbre e l’influenza a Madrid, l’angoscia per la mancanza di benzina nel deserto di Giuda, l’angoscia per le lunghe attese in aeroporto o la preoccupazione durante le nove ore di aereo da Milano a Momasa. Potremmo qui scrivere una lunga storia dell’angoscia mia e della serenità contrastante di mamma: angoscia mia e tranquillità sua!
Da quando Santina è stata colpita da questa grave patologia invalidante il mio sonno notturno si è fatto molto leggero e spesso nel cuore della notte mi sveglio. L’esperienza con Santina mi porta a studiare profondamente la situazione di angoscia che prima non conoscevo. Guardare in faccia a questa realtà che talvolta sembra toglierti il respiro non è facile. Non voglio qui condurre un esame di introspezione psicologico, ma semplicemente spirituale.
Il primo fatto che mi viene alla mente e che getta profonda luce su tutta questa mia storia di angoscia è il fatto che anche Gesù stesso ha sentito sulla sua carne l’angoscia nell’orto degli ulivi. Dunque anche il figlio di Dio ha voluto assaporare questo. E questo fatto mi conforta. Se Gesù ha patito angoscia anche la mia angoscia diviene più lieve. Il secondo passaggio della mia riflessione a Sharm è stato il seguente. Cosa Gesù ha fatto durante l’angoscia? Ha fatto due cose: ha cercato amici, ma non ne ha trovati, e si è messo a pregare ed un angelo lo ha consolato. Questo diviene per me una lezione semplice ed esemplare: nelle angosce è lecito cercare conforto nelle amicizie, Gesù lo ha cercato in Pietro, Giacomo e Giovanni, ma non è una strada fruttuosa, essa è stata per Gesù deludente perché i suoi amici, vinti dal sonno pur essendo fisicamente vicini, lontani solo un tiro di sasso, non sono stati di conforto nel loro sonno profondo.
La seconda strada, battuta da Gesù, è quella della preghiera. In quella Gesù trova conforto da un angelo. Forse devo incamminarmi più decisamente su questa strada. Ma se seguiamo con attenzione la strada percorsa da Gesù nella sua preghiera scopriamo che il centro nelle sua preghiera vi è una richiesta umana di togliere la sofferenza ed il patibolo, ma subito dopo vi è l’accettazione totale della volontà di Dio. Lo studio dell’angoscia porta alla preghiera ed all’obbedienza che Gesù esercita congiuntamente nel Getzemani.
E’ strano ho appena terminato la scrittura dell’ultimo libro di Santina e nella prima parte di quel lungo testo, illustravo come i due più grandi insegnamenti di Santina con le sue rare parole sono state preghiera ed obbedienza. Percorrendo l’analisi di queste mie angosce nel Vangelo trovo un forte richiamo alla preghiera ed all’obbedienza di Gesù nella notte della sua Passione, guardando alla vita semplice di mia madre trovo anche in essa preghiera ed obbedienza! Ancora una volta la vicenda di Santina diviene per me una medicina alla mia vita insulsa.
Una delle più impressionanti caratteristiche di mia Madre e della sua vita da disabile è la profonda calma e pace che sa donare a tutti coloro che la incontrano. Questa fragile e piccola Santina, con i suoi gesti, con i suoi atteggiamenti, con la sua disarmante innocenza e fragilità, e soprattutto nel suo splendido sorriso – che fa da corona a tutti i suoi gesti e movimenti – producono nell’insieme la sensazione di profonda pace, serenità ed equilibrio che cattura il visitatore e le innumerevoli persone che mamma incontra, regalando a tutti la medicina di una calma interiore.. Nella vita di Santina che ha affrontato un dolore atroce non trovo traccia di ansia e di angoscia ed il segreto è il fatto che Lei ha accettato fino in fondo la volontà di Dio e vive in profonda unione con Lui. Il giorno 11 febbraio 2012 alle ore 16,27 da sola mamma si fa il segno della croce ed intuisco che sta pregando. Allora chiedo a Mamma: “Mamma stai pregando?” Mi risponde con un cenno del capo di sì. “Quale preghiera stai recitando?” Mi risponde sussurrando: “Padre Nostro!” Che donna incredibile, avvolta nel suo silenzio profondo prega e sceglie proprio la preghiera di Gesù che pone al centro l’espressione: “Sia fatta la tua volontà”. Una mattina dopo colazione rientro in camera e trovo mamma con le mani giunte, allora chiedo: “Stai pregando?” Mi risponde ancora di si. Il ritornello del salmo responsoriale della messa che è diventato la guida della nostra permanenza a Sharm ha davvero la sua verità: Tu sei mio rifugio, mi hai liberato dall’angoscia. Perché mia madre nel dolore e nella malattia non è angosciata ed io sì? Perché Lei è una donna di fede e io ancora non lo sono. Forse la strada per vincere queste angosce ricorrenti è una maggiore fiducia nella Provvidenza. Ancora una volta siamo davanti a una provocazione di fede che raccolgo e conservo nel mio cuore come un grande tesoro.

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IV. EUCARISTIA
Dal 18 Luglio 2005 uno dei pilastri indubitabili della vicenda di Santina è l’importanza della Santa Messa ed il grande valore dell’Eucaristia. Proprio in quel lunedì mattina con la Messa alle ore 9,00 celebrata nella camera di ospedale ebbe inizio la via crucis di Santina. Prima di entrare in camera operatoria, l’ultimo cibo assunto da persona sana per Santina è stata la particola consacrata. I medici ci avevano detto che un piccolo frammento non avrebbe infranto il suo stretto digiuno propedeutico all’intervento. Al suo risveglio, il primo alimento che ha masticato è stato un piccolo frammento di Eucaristia, quando ancora in terapia intensiva, furtivamente ho portato a Lei la santa Comunione consacrata nelle messe che celebravo da solo nel vecchio appartamento in città alta. Da quei tristi giorni fino ad oggi l’Eucaristia e la devozione eucaristica ha sempre costituito il filo rosso della nostra esperienza. La Messa si è colorata così di diverse tonalità, ad esempio quella dei molti pellegrinaggi a luoghi cari alla Vergine Maria od ai Santi, oppure Eucaristie celebrate nelle grandi feste liturgiche dell’Anno, per passare alle celebrazioni nelle quali per 4 volte a Gerusalemme è stato amministrato il Sacramento dell’Unzione dei malati a Santina, Messe celebrate in occasione del compleanno o dell’onomastico, ed infine Messe solenni, come quelle della Beatificazione di Giovanni Paolo II, oppure i solenni pontificali del giorno di Pasqua con il Papa Benedetto XVI, dal quale Mamma ha ricevuto la Comunione, fino a giungere a quelle più semplici celebrate nel silenzio della nostra casa di Bergamo. La Messa dunque ha assunto nella nostra esperienza un enorme valore, nella convinzione che solo in Gesù si trova la forza per sopportare e comprendere il Mistero della sofferenza.
Padre Federico Lombardi in una presentazione del libro Quando sono debole è allora che sono forte, il 15 dicembre 2012, si è soffermato sul valore della Messa celebrata dal figlio sacerdote con la Madre anziana. E’ proprio vero il rapporto tra figlio sacerdote e Madre non è spiegabile con semplici parole, è fatto di silenzio e di preghiera, è fatto di sguardi e profonda intesa. A questo fatto – sottolineato dal portavoce vaticano – devo aggiungere che al collo nel crocifisso di Gerusalemme è contenuto un frammento di una garza con il sangue di Santina, una briciola della roccia del Santo Sepolcro e la mirra. Quel crocifisso istintivamente lo tocco sempre durante la consacrazione del vino… e mi sento meno indegno di celebrare Messa, purificato dalla sofferenza di Santina racchiusa in quella reliquia importante per me.
Dopo queste iniziali considerazioni passo ora ad osservare il periodo di una settimana trascorso a Sharm el Sheik nel quale ho deciso di dare più importanza alla celebrazione della Messa vissuta con Santina ed Olinda. La nostra vacanza si è così trasformata nel silenzio del Mar Rosso in una momento di tranquilla preghiera, al centro della quale vi era la Messa quotidiana, alla quale mia Madre ha sempre partecipato con grande impegno ed esprimendo a voce alta alcune significative preghiere. In verità Santina in Egitto ha vissuto anche un altro importante sacramento: la sera di domenica 12 febbraio, prima di cena, dopo aver recitato le preghiere riceve con molta devozione il Sacramento della Riconciliazione. Tale sacramento è propedeutico ad una degna della Messa.
Con molta curiosità mi sono annotato quanto avvenuto durante la celebrazione di una di queste Messe: era l’8 febbraio 2012 alle ore 18,40. La considerazione di questa Messa serve a capire quanto avviene anche in tutte le altre messe, che Santina vive con autentico slancio e impegno. Prima di tutto è utile sottolineare che Mamma vive la Messa con un atteggiamento diverso da quello con il quale vive il resto della giornata. Fa fatica Santina, ma si concentra, appare particolarmente vigile, non riesce a parlare, ma i suoi occhi sembrano rispondere alle diverse parti della celebrazione riservata ai fedeli. Dopo quell’Eucaristia ho scritto in modo fedele otto annotazioni, sulle quali possiamo riflettere. Eccole di seguito riportate.
1. All’atto penitenziale Santina si batte il petto mentre recitiamo la preghiera del Confesso. Questo fatto mi fa capire non solo che segue la Messa, ma che la segue con l’umiltà di riconosce il proprio errore. Non è commovente tutto questo? Ma che peccato potrà commettere questa anima così pura?
2. Siamo alla proclamazione del Vangelo e Mamma in silenzio si fa il triplice segno di croce sulla fronte, sulle labbra e sul cuore. Questo segno le è particolarmente caro e nella Cattedrale di Vienna, creando in me stupore per la messa celebrata in tedesco, Santina si fa il segno della croce proprio a questo momento! E poi Mamma prima della mia partenza per Roma, ancora oggi, volentieri compie su di me il triplice segno della croce.
3.Giunge il momento delle preghiere dei fedeli, alle quali Santina partecipa sempre con grande impegno, non solo rispondendo uno straziato: Ascoltaci Signore, ma soprattutto proponendo una sua personale intenzione dei fedeli, e così Mamma sussurra “Prego per le famiglie”. Nei giorni seguenti si ricorderà invece dei figli e di tutti gli uomini.
4. Ci avvinciamo alla consacrazione e inizio la proclamazione del prefazio dicendo la frase di rito: “In alto i nostri cuori” e Mamma risponde con voce forte: “Sono rivolti al Signore!” Davvero il cuore di Santina attraverso la sua sofferenza è totalmente rivolto al Signore, nel dolore che prova al calcagno destro, quando vomita, quando la saliva va attraverso, i suoi occhi sono spesso attraversati dalla sofferenza, ma proprio attraverso questa sofferenza Santina purifica il suo cuore e lo regala a Dio nella Messa!
5. Siamo alla consacrazione del vino e Santina mentre depongo il calice con il Sangue di Gesù compie devotamente il segno di croce. Ebbene, nella Messa Tridentina il Sacerdote doveva segnare il pane e del vino 25 volte durante la Messa, dieci volte prima e quindici volte dopo la consacrazione, ed i fedeli alla conclusione della consacrazione si facevano il Segno della Croce. Mamma nella sua vecchiaia ricupera quello che da piccola bambina prima e poi da giovane faceva. E mi insegna una particolare devozione per il momento della consacrazione.
6. Arriva il momento di recitare il Padre nostro e Mamma spontaneamente prega quella bella preghiera che so essere sua compagna interiore a voce alta, ed offre la mano in segno di comunione ad Olinda ed a me. Con semplice gesto e con alcune parole strascicate, Mamma mi offre una pagina di profonda teologia sul valore comunionale del Padre nostro.
7. Giunge il momento dello scambio della pace, ed anche qui Santina si attiva con due grandi gesti, quello di stringere la mano a me ed ad Olinda e quello di regalare il suo radioso sorriso. La pace e la volontà di pace sono scritte profondamente nella sua vita di persona anziana e nel suo impegno durato un’esistenza di costruire positivamente rapporti di pace e di distensione con tutti.
8. Dopo lo scambio della pace ci dobbiamo preparare alla Comunione con la preghiera dell’Agnello di Dio. Mamma tace e non risponde, ma compie in silenzio l’eloquente gesto di battersi per 3 volte il petto e richiamando quella umiltà che avevo notato durante la preghiera del Confesso, all’inizio della messa.
Cercando di riassumere questi otto gesti, vedo come in essi ha un particolare privilegio il segno della croce che Mamma compie durante la consacrazione del Sangue di Gesù e prima della Lettura del Vangelo. Un segno di croce legato tra l’altro al Vangelo ed al Sangue di Cristo: che potente esegesi dogmatica!
Il secondo rilievo che emerge da queste otto annotazioni e il battersi il petto sia alla preghiera del Confesso che all’Agnello di Dio: tutto questo dichiara una grande umiltà di Santina nell’assistere alla Messa e nella propria vita.
Anche la ricerca di comunione è fortemente presente in Santina nel dare spontaneamente il gesto della pace ed a offrire la sua mano ad Olinda durante la preghiera del Padre nostro.
Infine le parole pronunciate da Santina in alto i nostri cuori sono una profonda sintesi dell’atteggiamento di Santina: un cuore completamente e totalmente rivolto a Dio.

 

IV. APPENDICE. TRENTASETTE VIAGGI NEL MONDO

TABELLA DEI VIAGGI DI SANTINA DOPO LA LUNGA DEGENZA IN OSPEDALE
  Destinazione Data Giorni Chilometri percorsi
1 Marina di Massa, Roma 03-15.07.06 13 1290
2 Roma 03-12.12.06 10 1224
3 Marina di Massa 03-10.04.07 06 550
4 Loreto, Roma 29-08.07.07 10 1369
5 Venezia 14-15.08.07 02 476
6 Gerusalemme 4-11.10.07 08 5504
7 Marina di Massa, Pisa 23-29.12.07 07 664
8 Nimes, Lourdes, Nizza 19-25.03.08 07 2200
9 Vienna, Cracovia,Czestochowa, Bratislava 1-8.06.08 08 3117
10 Assisi, Roma, Loreto 1-8.11.08 08 1455
11 Barcellona, Madrid, Genova 22.12-01.09 11 3288 (incluse 329 miglia nautiche in mare Barcellona-Genova)
12 Milano 15.3.09 01 106
13 Torino 22.3.09 01 364
14 Lugano 29.3 09e agosto 2009 02 237
15 Roma e Fregene 5-19.04.09 15 1306
16 Gerusalemme, Nazareth 14-21.05.09 08 5924
17 Gardaland 28-29.06.09 02 184
18 Venezia, Bari, Rodi, Atene,Argostoli, Dubrovnik, Venezia 10-17.08.09 crociera 08 4498
19 Loreto, S. Giovanni Rotondo, Pompei, Roma, Marina di Massa 1-8.11.09 08 1917
20 Genova, Katakalon, Atene, Rodi, Alessandria, Cairo, Herakleon,Messina, Civitavecchia Genova 19-29.12.09 crociera 11+3 (5462 + 669+416) 6547
21 Pasqua a Roma e Fregene 28 marzo–10 Aprile 2010 14 giorni 1360
22 Torino, Ars e Parigi 29.4-3.5 2010 05 1856
23 Gerusalemme, Nazareth 3-10.06.10 08 5924
24 Roma 11-18.07.10 07 1224
25 Genova, Portofino,Ajaccio,Civitavecchia, Salerno, Tunisi,Cartagine, Palma di Maiorca,Tolone, Genova 9-16 Agosto 2010Crociera 08 3824
26 Bergamo – Sharm El sheik 1-8.11.2010 08 5874
27 Loreto – Roma 31.12 – 6.1.2011 07 1402
28 Bergamo – Cannes – Marsiglia – Nimes – Carcassonne – Lourdes – Cannes – Principato di Monaco – Bergamo 6-13 Febbraio 2011 08 2301
29 Venezia per Carnevale 2011 6 Marzo 2011 01 476
30 Assisi – Roma – Orvieto 16.4-2.5 2011 17 2100
31 Gerusalemme, Nazareth, Beatitudini, Gerico, Qumran 16-23.6.2011 08 6304
32 Venezia, Capo d’Istria, Ravenna, Bari, Dubrovnik, Medugorje, Venezia, Padova 13-20.8.2011 08 2850
33 Bergamo – Assisi – Bergamo 2-5.9.2011 04 1054
34 Bergamo – Mombasa – Watamu – Mombasa Bergamo 23- 30.10.2011 08 18.000
35 Trasloco Via Arena 6

a Via Arena 5

     
36 Roma e Firenze 2-6 gennaio 2012 05 1380
37 Bergamo Sharm El Sheik 5-12 Febbraio ‘12 08 5874
  TOTALI   273 104.023

9 mesi ed un giorno circa: 273 giorni di viaggio contro i 276 trascorsi in ospedale

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