Viaggi

35MO VIAGGIO. TRASLOCO BERGAMO 11 NOVEMBRE 2011


35mo Viaggio di Santina, un viaggio speciale:

Da Via Arena 6 a Via Arena 5 Bergamo

TRASLOCO

Cari Amici di Santina iniziamo con un invito.  Il prossimo 29 dicembre Mamma compirà 86 anni, perchè non ci venite a trovare nella nuova casa? Ci sarà una piccola festa, ecco qui di seguito l’invito:

 

Inviti per compleanno2

 

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere (San Tommaso Moro).

Il viaggio che sto per descrivere è un viaggio un po’ speciale perché in verità si tratta di un trasloco. Traslocare, cambiare definitivamente casa, è in verità un vero e proprio viaggio, alcune volte si tratta di viaggi lunghissimi, altre volte si tratta di soli pochi metri come nel caso di Santina, ma il valore di tale viaggio è unico e in qualche misura irripetibile. La prima caratteristica di tale viaggio è che vi è una andata, ma non vi è ritorno, si esce da una casa senza più rientrarvi, senza più tornare in quell’ambiente, in tale senso il trasloco implica un distacco fisico ed affettivo da un luogo in cui si sono vissute situazioni particolari e magari di forte intensità emotiva, implica in qualche modo una morte, evoca l’assenza definitiva di un luogo caro. Santina era molto attaccata alla nostra abitazione in Via Arena 6 a Bergamo e diverse volte in questi 47-48 anni aveva difeso strenuamente la sua modesta casetta.

 

Santina nella nuova casa di Via Arena 5
Santina nella nuova casa di Via Arena 5

 

 

I. ABITARE IN VIA ARENA 6 PER 48 ANNI

Entrammo a vivere in Via Arena 6 alcuni mesi dopo la morte di mio padre e così dalla curia diocesana di Bergamo a Mamma era stato offerto il lavoro umile di fare le pulizie agli uffici della Banca Cooperativa Diocesana sita in via Arena numero 4; in cambio avrebbe avuto una piccola mansarda dove abitare con noi due piccoli bambini. Non ho molta memoria di quel trasloco, ma mi ricordo la prima volta che vedemmo quella casa con mia mamma, ricordo i pavimenti rossi per terra con mattonelle, un lucernario e le piccole finestre. Mamma accettò di buon grado quel trasferimento provocato dalla morte di mio padre. Santina in verità nella sua vita era uscita di casa molto giovane all’età di circa 16 anni, quando da Sforzatica aveva lasciato la sua cascina in via Cristoforo Colombo per diventare la domestica del Dottor Mario Gualteroni, ed andò ad abitare in Via Rocca in Città alta dove rimase per ben 17 anni fino al giorno del suo matrimonio con mio papà Egidio. A 33 anni mamma si sposò nella Chiesa di Nostra Signora e per alcuni anni dall’agosto del 1958 alla fine del 1963 visse nella curia di Bergamo con il marito fattorino per cinque anni. Via Arena 6 significa dunque circa 48 anni di vita in quella casa: significa ricordi, significa abitudini, significa vita vissuta.

 

L'ultima Messa nella vecchia casa il 10.12.2011
L’ultima Messa nella vecchia casa il 10.12.2011

 

Santina con molta forza non ha mai voluto staccarsi da quella casa, più volte tentò il compianto Mons. Aldo Nicoli di dare a Lei un alloggio migliore e diverso, ma non ci riuscì, fecero allora alcuni rifacimenti del tetto, la ristrutturazione della casa, ma la nostra mansardina rimase tale per tutti questi 48 anni, ancora oggi gli infissi sono quelli di 50 anni fa… Quanti avvenimenti vissuti in quell’appartamento, da quelli tristi per Santina come i primi anni del lutto per mio padre, a quello della morte di mia nonna Alessandra e mio nonno Clemente, alla terribile disabilità che dal 2005 è compagna inseparabile di mia Madre. Ma ci furono anche bellissimi momenti, la Prima Confessione e Comunione, la Cresima mia e di Maria Carolina, come pure il matrimonio di mia sorella, la nascita di Martina, Daniela e Paolo, oppure il 21 giugno 1986, il giorno della mia ordinazione sacerdotale. Quanti ricordi in quelle pareti domestiche. Al ritorno di Santina a casa dopo la lunga permanenza in ospedale dall’ 8 luglio 2005 al 10 aprile 2006, i geriatri ci consigliarono di mantenere la casa come era prima della malattia, perché essa costituiva il mondo di relazioni e di affetto per Santina. “Non toccate nulla di quello che è la sua casa, perché in essa vostra madre ritroverà l’equilibrio dopo la lunga assenza dell’ospedale!” E così con scrupolo e meticolosità Carolina ed io prendemmo quella consegna e adattammo la casa solo quel tanto per renderla agibile ad una disabile.

 

L'ultima sera in via Arena, 6
L’ultima sera in via Arena, 6

 

 

Con il ritorno a casa di Santina entrò a far parte della nostra famiglia anche Olinda che accudisce mia Madre e si prende cura anche di me. Olinda iniziò ad amare quella umile casetta ed a starci bene.

 

II. IL PALAZZO E’ VENDUTO

Non ci saremmo mai e poi mai spostati da lì, non avremmo mai cambiato abitazione, ma purtroppo nella vita molte decisioni non dipendono da noi. La casa nei mesi scorsi fu venduta e ci dissero che a breve avremmo dovuto lasciare quella amata abitazione. Subito provammo sconforto, paura, disorientamento soprattutto per la nostra cara Mamma. Mi venne in mente una bellissima frase di San Tommaso Moro che dice così: Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere (San Tommaso Moro). Ed ora cosa facciamo? “Dio aprirà una via dove pensi non ci sia!” L’economo della Diocesi don Lucio ci propose di vedere un appartamento vicino a casa… un po’ costretti, un po’ incuriositi un sabato pomeriggio Mamma, Carolina ed io facemmo un sopraluogo. Santina rimase un po’ perplessa, a Carolina la casa piacque immediatamente. Ci tornammo il giorno dopo con mio cognato Manuel, i miei nipoti ed i giorni seguenti anche con Olinda. A tutti piacque molto il bellissimo appartamentino.

 

 

Dopo quel sopralluogo ci sedemmo tutti attorno ad un tavolo e con Santina davanti decidemmo di trasformare il grosso problema in una autentica opportunità! Carolina disse: “Sentite, tutti portano gli anziani a vivere gli ultimi anni della loro vita in un ricovero, io voglio portare la Mamma invece a vivere non in un posto peggiore come la casa di riposo, ma in una casa migliore di quella nella quale ora vivete! La Santina si merita di vivere gli ultimi anni della sua vita in una casa luminosa e nuova, con un buon calorifero, un bagno spazioso… si adatterà benissimo, vedrete, vero Mamma?” Santina rispose a Carolina con un meraviglioso sorriso di approvazione. Con quel sorriso e con quelle belle parole di mia sorella mi entrò nel cuore il desiderio di far quel trasloco e di farlo subito. “Bene, sono d’accordo, allora facciamo questo trasloco e facciamolo presto!” Dissi per concludere quella nostra riflessione.

 

 

Le finestre della nuova casa sono quelle dell'ultimo piano della casa chiara
Le finestre della nuova casa sono quelle dell’ultimo piano della casa chiara

 

 

I mesi che seguirono furono di autentica frenesia per tutti, ma soprattutto per la povera Carolina e per mio cognato Manuel, che di cuore ringrazio. Mia sorella si prese a cuore l’arredo della casa, mi passò tutte le indicazioni ed andai ad IKEA per l’acquisto di nuovi mobili, altri li portammo da casa e altri ancora ce li regalarono con un bel televisore nuovo. Poi fu la volta degli elettrodomestici, dalla asciugabiancheria alla cucina… Infine piano, piano giorno per giorno iniziammo a traslocare. In occasione dell’intervento al tunnel carpale di Olinda, il 26 Settembre, accogliemmo in casa un’altra signora boliviana, in supporto di Olinda, ma anche in aiuto al trasloco. A metà di ottobre il grosso del trasporto dei mobili, dei libri e dei nostri effetti personali era fatto, Manuel da parte sua curò l’impianto elettrico e l’illuminazione. Rientrati dal Kenya, mia sorella mi disse: “Don gigi, il 9 novembre viene il tecnico per la caldaia, se funziona da quel giorno possiamo traslocare definitivamente!” “Molto bene, Carolina, sarebbe bello e simbolico fare il trasloco il giorno di San Martino, come la tradizione popolare vuole, è anche una data che ricorderemo facilmente l’11.11.11 !!”.

 

La vista dalla sala della Basilica di  S. Maria Maggire
La vista dalla sala della Basilica di  S. Maria Maggire

 

 

III. I GIORNI DEL TRASLOCO

Chiedo il permesso ai Superiori di assentarmi dall’Ufficio con alcuni giorni di ferie dal 9 al 13 novembre; il permesso mi viene concesso e così giungo a Bergamo nella mattina del 9 novembre.

 

Mercoledì, 9 novembre 2011

La mattina di mercoledì 9 novembre, mentre il tecnico controlla la caldaia con Manuel porto Mamma alla Madonna dei Campi. Voglio celebrare una Messa nel Santuario perché la Vergine ci protegga in questi delicati giorni. Finita la Messa recitiamo il rosario e poi torniamo a casa per il pranzo. Salgo a nuova casa tutto funziona alla perfezione… Mi preparo per l’appuntamento delle ore 16,00 con i proprietari di casa per la firma del contratto di affitto. Alle ore 17,00 torno a casa felice con il nuovo contratto in mano e do un grande bacio a Santina. La sera passa tranquilla nella sistemazione delle ultime cose di casa nuova. Vi è un po’ l’aria dei grandi momenti e la stanchezza delle mille cose da fare. La sera dormo nel nuovo appartatamente e mi addormento pensando che nei giorni seguenti Santina sarebbe venuta a dormire nella nuova abitazione, poverina.

 

La vista da casa della Basilica di S. Maria Maggiore
La vista da casa della Basilica di S. Maria Maggiore

 


Giovedì, 10 novembre 2011

E’ la giornata dedicata alle mille pratiche burocratiche. Giunge Carolina e io con Olinda esco. Dobbiamo andare in comune per il cambio di residenza di tutti e tre, il mio, quello di Santina e quello di Olinda. Vi è una lunga coda, finalmente è il nostro turno e con un po’ di pazienza otteniamo il certificato provvisorio che attesta il nostro cambio di abitazione. Con quel certificato andiamo in questura per Olinda, devo dichiarare che Lei vive con noi, poliziotti molto gentili ci aiutano ed in breve tempo otteniamo anche il secondo nostro documento. Dalla questura dobbiamo passare alla ASL per cambiare la tessera sanitaria di tutti e tre e così verso le ore 16.00 ritorniamo a casa. Alle ore 18,30 celebriamo con un po’ di commozione l’ultima messa in quella nostra abitazione nella quale ho celebrato centinaia di messe e nella quale tante volte Santina si è raccolta in preghiera, ma ostinatamente ci diciamo che dobbiamo trasformare il problema in opportunità… Oramai tutto è pronto per il grande giorno del trasloco e Manuel ha preso un giorno di ferie per aiutarci. Ci addormentiamo stanchi e la mattina presto ci svegliamo.

 

La torre civica
La torre civica

 


Venerdì, 11 novembre 2011

Alle ore 8,00 Marcello e Mario due miei cari amici – che ringrazio di cuore – giungono da Cerete e insieme a Manuel e Carolina iniziamo il trasloco mentre Olinda si prenderà cura di Santina. Carolina si incarica di portare le cose minute mentre noi uomini portiamo le cose più pesanti: televisione, lavatrice, frigorifero, macchina da cucire… lentamente scendiamo con l’ascensore percorriamo 30 metri e attraversata la strada entriamo al numero 5 dove saliamo al quinto piano. Si tratta non solo di trasportare i mobili, ma anche di sistemarli ed allacciare gli elettrodomestici e fare le ultime rifiniture. Alle ore 11,11 del giorno 11.11.11 ci guardiamo divertiti nel salone di casa nuova e sorridiamo. Nel frattempo Olinda sta prendendosi cura di Mamma. Giunge il Dottor Carnicelli per la visita settimanale e trova Santina in ottima forma. Il tempo passa e noi predisponiamo nella casa nuova il letto per Santina per il suo riposo pomeridiano. Nel frattempo nella vecchia casa la sensibilità squisita di Olinda fa compiere a Santina un commovente gesto. “Santina, è arrivato il momento di lasciare per sempre questa casa che per tanti anni ti ha ospitato e che per alcuni anni ha ospitato anche me! La mia Mamma Juana mi diceva che Lei era felice di vivere nella sua bella casetta, ma che stava aspettando il momento di passare ad un altro appartamento bellissimo in cielo… Poverina, non ha avuto la possibilità di fare un trasloco in una casa migliore come oggi noi facciamo. Santina devi essere contenta di andare ad abitare in una casa nuova, quella casa nuova sarà accogliente e passerai gli anni che ti restano da vivere in un bellissimo appartamento.” Santina guarda Olinda con grande calma e accenna un sorrisino. “Bene ora – prosegue Olinda –  diamo un bacio ad ogni stanza della casa: ecco Santina saluta la tua camera da letto…” Mia Madre con grande commozione dà un bacio con la mano tremante alla sua amata camera da letto… lentamente la piccola processione passa in rassegna tutti i piccoli ambienti di casa, Santina è commossa, ma anche Olinda ha gli occhi velati dalla commozione. Al suo racconto la sera anche io proverò una fortissima commozione interiore. Suonano alla porta, vado a vedere: sono Santina ed Olinda che giungono nella nuova casa. La casa è ancora sottosopra, ma è ben riscaldata ed accogliente. Mamma entra con il suo grazioso cappellino nero e io la riempio di baci, benvenuta Mamma, questa è la tua nuova casa, da questa sera dormirai qui”. Mamma sorride serena ed Olinda la porta a riposare. Arriva il tecnico del telefono ed Olinda esce a comperare un pezzo di pizza al taglio per noi. In breve tempo anche la necessaria linea telefonica e la linea ADSL sono attive. Marcello e Mario hanno un altro impegno e ci lasciano per le ore 16,00. Santina si sveglia e la prima attività che compiamo insieme è quella della celebrazione della prima Messa nella nuova casa. La casa ci piace è proprio bella ed accogliente. La Messa vuol essere di ringraziamento e per chiedere a Dio il dono di vivere bene nella nostra nuova abitazione. Terminata la Messa invitiamo a cena la famiglia di Carolina: un ottimo pollo allo spiedo con patatine fritte fa la gioia dei miei nipoti. Con le preghiere della sera chiudiamo la giornata e Mamma si addormenta serena per la prima notte nella nuova casa.

 

Santina nella sua nuova casa
Santina nella sua nuova casa

 


Sabato 12 Novembre 2011

In questa giornata continuano i lavori di sistemazione di casa per renderla sempre più accogliente. Sistemo il termosifone impostando l’orario, si trasportano le altre cose da casa, è un’altra giornata di grande ed inteso lavoro che passa molto velocemente, la mattina dopo, molto presto alle ore 5,30 esco di casa, il volo per Roma è infatti alle 6,50. In aereo sprofondo in un sonno tranquillo e felice per aver lasciato Mamma ed Olinda in una bella nuova casa.

 

La sala
La sala

 

 

IV. TRASFORMARE IL PROBLEMA IN OPPORTUNITA’

La nuova casa ci piace proprio! Scendendo da via Arena, quasi vicino alla Piazza di Santa Maria Maggiore – laddove la strada ciottolata si restringe – sulla sinistra della strada medievale vi è il numero 5. Si sale con l’ascensore all’ultimo piano. Aperta la porta, un piccolo ingresso ci immette in una ampia sala, cuore dell’appartamentino di 92 metri quadrati. Tre belle travi a vista risaltano sul bianco soffitto e conferiscono alla casa un’aria di antichità. Sulla parete in fondo si aprono due ampie finestre che regalano una vista magica sulla Basilica di Santa Maria Maggiore, sul piccolo tempietto di Santa Croce, sulla Cappella Colleoni e sulla torre civica nella quale si nota il grande campanone. La luce trionfa nella nuova casa che nell’ampio salone prende luce da una terza graziosa finestra posta sul lato sinistro. Da una di queste travi pende una antica lampada che porta luce all’angolo cottura. L’ampio salone infatti è diviso in due parti, entrando subito a sinistra vi è la nuova cucina con un tavolino bianco per cucinare, un bel divano regalo di amici, divide quell’angolo cottura dalla sala: un ampio tavolo e alcuni mobili arredano sobriamente questa parte dove trova posto anche una bella poltrona. Al centro della parete di fondo vi è una antica cassapanca che ben si armonizza con le travi a vista e con i mobili. In una vetrinetta trovano posto sei calici per la celebrazione della messa, sono tutti regali che in questi 25 ani ho ricevuto e che ora possono essere visti da tutti, e che bene stanno in questa vetrinetta nella nuova casa. Una gigantografia colorata di Santina con in mano una copia del libro Roccia del mio cuore è Dio si trova sulla parete sopra il nuovo divano-letto di Olinda e conferisce freschezza e gioia alla casa. Il silenzio regna sovrano.

 

La sala ed il soppalco
La sala ed il soppalco

Girandosi verso la porta di entrata si gusta un’altra parte della casa. Da una graziosa scaletta nel lato destro della cucina si sale ad un soppalco in legno destinato a biblioteca, in cima alla scaletta vi è una seconda antica lampada che dona luce a tutto l’ambiente. Il soppalco pur essendo piccolo è dotato di tutto: vi è molta luce da un bel lucernario che permette una vista mozzafiato sulla Città bassa e da u’altra finestra che guarda verso il vicino monastero di Santa Grata e il colle di San Vigilio. La parete che sovrasta la cucina è una spaziosa libreria dove trovano posto in modo ordinato tanti libri. Guardando dalla parete in fondo al salone verso l’ingresso la vista è piacevole: le belle travi a vista, due antiche lampade, la scaletta, la libreria ed il soppalco creano un ambiente molto elegante.

Dall’ampia e luminosa sala piena di luce si entra in un’altra stanza, più piccola, ma con una vista altrettanto spettacolare sulla vecchia città. E’ arredata in modo semplice, ma elegante: un letto, due armadi un cassettone e una poltrona. Finalmente nella nuova casa posso godere di una camera tutta mia, nella quale studiare, riposare, pregare nei miei ritorni a Bergamo. Anche questa stanza è perfettamente silenziosa.

Dall’ingresso, in direzione opposta al salone, si trova la camera di Santina. Una piccola anticamera crea l’ accesso da una parte al grande e luminoso bagno e dall’altra alla stanza da notte di Mamma. La camera di Santina è inconfondibile perché sullo stipite della porta vi è scritto: La principessa dorme qui. Tutti gli amici e i conoscenti che visitano la casa sorridono a quell’iscrizione. La stanza è protetta dai rumori del resto della casa perché due porte si possono chiudere per garantire un tranquillo riposo anche nel pomeriggio. Anche questa stanza è caratterizzata dalla luce. Una ampia finestra guarda su via Arena, si vedono anche da lì il Monastero di santa Grata alla quale mamma è devota come oblata e il bel colle di san Vigilio.

Questa è la sobria descrizione della casetta in cui abbiamo portato Santina, una abitazione nuova più comoda, più calda e con molta luce. Se lo meritava proprio la cara Santina un trattamento così!

 

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CONCLUSIONI: MA SANTINA E’ CONTENTA DELLA NUOVA CASA?

Molta gente ci ha detto che la data del trasloco è sorprendente: 11.11.11. Noi non crediamo ai palindromi e neppure siamo affascinati dalla data che nella gente ha scatenato tante supposizioni. Per molti è stato un giorno da non dimenticare, se si pensa che non ne avremo altri simili per i prossimi 100 anni. In giro per il mondo, sono stati molti gli eventi organizzati per celebrare questa data irripetibile. In Messico, si è celebrata una serie innumerevoli di matrimoni secondo il rito Maya. In India, molte sono state le coppie hanno scelto di celebrare le proprie nozze in questo giorno che, secondo la numerologia orientale, rappresenterebbe una data particolarmente importante. In Perù sul lago andino del Titicaca, soprannominato il ‘grembo del mondo’, una grande cerimonia sciamanica ha permesso ai numerosi partecipanti di diventare Guardiani della Luce. Ed infine in Argentina, in migliaia si sono recati alle pendici dell’Unitorco, montagna a 800 km da Buenos Aires pervasa da leggende preispaniche, per celebrare l’apertura di una porta cosmica ad un’ altra realtà. Per noi invece questo giorno 11.11.11 ha significato solo una cosa: il ricordo di san Martino, ed abbiamo scelto quella data proprio per mettere il nostro cambiamento di casa sotto il patrocinio del Patrono dei traslochi. Infatti la memoria liturgica di San Martino, fissata l’11 novembre, collocata alla fine dell’annata agricola e al principio della stagione invernale, diede origine a molte tradizioni legate all’attività dei contadini ed al mondo rurale. In quei giorni si completa la raccolta dei frutti, il mosto ribolle nei tini ed è prossima la svinatura. I boschi sono ricchi di selvaggina, di funghi, di castagne, di nespole. Tutto ciò è occasione di incontri e di feste.Sono i giorni in cui si rinnovano i contratti di affitto dei fondi rustici, dei pascoli, dei boschi. Molte famiglie caricano le povere masserizie su di un carro e cambiano padrone e residenza, devono traslocare, cioè “fare S. Martino”. L’anno lavorativo dei contadini terminava a inizio novembre e, nel caso il datore di lavoro (proprietario dei campi e padrone della cascina) non avesse rinnovato il contratto con il bracciante per un altro anno, egli era costretto a trovarsi un nuovo impiego altrove, presso un’altra cascina. In tal caso doveva abbandonare la casa (anch’essa di proprietà del padrone) e trasferirsi nella nuova dimora, con tutta la famiglia al seguito. La data scelta per il trasloco era quasi sempre l’11 novembre, giorno in cui la Chiesa ricorda San Martino di Tours, per tradizione e per ragioni climatiche (il periodo di tempo stabile e soleggiato che contraddistingue — in media — i giorni attorno alla prima decade di novembre sono definiti “estate di San Martino“). E così la povera contadina Santina caricate le sue povere ed umili cose, come tanti nostri avi, compie il trasloco venendo meno il contratto di locazione della sua casa. Sembra davvero che sia stato San Martino a predisporre tutto così bene e noi siamo contenti che il nostro trasloco sia avvenuto proprio nel giorno della sua festa. Tanti anni fa l’11 Novembre 1996 entravo in servizio in Segreteria di Stato, un altro trasloco importante del mio lavoro, chi avrebbe mai pensato che 15 anni dopo – nella stessa data – Dio mi avrebbe chiesto il trasloco della mia cara abitazione di Città Alta? Consultandomi con alcuni amici medici sugli effetti del trasloco in mia madre, due mi dissero: “Don Gigi, ma di che cosa ti preoccupi? Una donna forte che ha trascorso 3 mesi in terapia intensiva ed altri 6 in ospedale, vuoi che non abbia la forza di adattarsi nel nuovo bellissimo ambiente?” Avevano proprio ragione: Santina non sembra più pensare alla sua casa vecchia e a chi chiede se si trovi bene nella nuova abitazione risponde con un compiaciuto sorriso di sì! La luce, il calore e l’affetto di cui è avvolta rendono indolore il passaggio, e poi passare dal meno al più è sempre facile, ed infine Santina può vivere in uno spazio più ampio, con elettrodomestici e comodità che mai aveva avuto prima… Ma io sono convinto che nel suo cuore Mamma è contenta perché sa che questo bell’appartamento altro non è che una brutta immagine di un appartamento molto più bello che La sta aspettando in Paradiso. Ogni cristiano infatti deve sapere che “quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli”(2Cor 5,1). Il cambiare dimora si è così trasformato per me in una profonda riflessione su dove sia la mia casa. Molte volte ho fatto trasloco, ma questo in via Arena è stato il più denso di significati. Spesso mi attacco quasi morbosamente ad attimi che fuggono, ad abitazioni fugaci e fragili e divengo prigioniero di ricordi e se è vero il detto che: Ieri è storia, domani è mistero ed oggi è un regalo che chiamiamo presente, se Dio ha donato a noi una casa così bella nel regalo dell’oggi, chissà che meraviglioso castello ci regalerà nel domani che è un mistero e che noi cristiani chiamiamo Paradiso.

 

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…E mentre attendo il Paradiso, Santina nella sua nuova casa di Via Arena 5 sorride felice insegnandomi ancora una volta a trasformare il problema in opportunità.