Page 20 - Sonico
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“Don Gigi, don Gigi, mi senti?”.                              la yeshiva ebraica, davanti al mio balcone, racco-
            Io inghiotto saliva e asciugo le mie lacrime                  glie osservanti ebrei intenti nella lettura e nello
         guardando la bella città di Gerusalemme e fis-                   studio della torah. Lontano la maestosa cupola
         sando lo sguardo sulla chiesa dove è la tomba                    della moschea di Omar risplende con il suo oro.
         di mamma.                                                        Mi raccolgo. Sono le ultime ore dell’anno e que-
            Poi rispondo al vescovo:                                      sta potente e misteriosa notizia è lì dentro il mio
            “Eccellenza, questo è il più bel regalo dell’an-              cuore. È la seconda bimba che si chiama Santina
         no! Ha ragione, è un forte segno che Acapulco                    in onore di mia madre.
         mi ama e che forse ha anche bisogno di me, Lei
         preghi la Morenita che mi dia il coraggio, se lei                    La prima Santina è africana e ha tre anni:
         lo vuole, di fare tale scelta! Nel frattempo ho                  figlia di Everlyne malata di AIDS, senza una
         il cuore che scoppia di gratitudine a Dio per                    capanna che abbiamo dovuto costruire, segre-
         questo enorme segno che mi raggiunge qui a                       gata dalla stessa famiglia per lo stigma di AIDS
         Gerusalemme. Ho bisogno di silenzio, di racco-                   della madre. Ora la mia Santina africana è orfa-
         glimento e di preghiera”.                                        na, la mia dolce Everlyne è morta di AIDS e in
            Il caro amico mi saluta:                                      febbraio dovrò pensare a come aiutare Santina,
            “Buon anno don Gigi! Al carcere ti aspettano                  Nora e Ramsey, probabilmente mettendoli in un
         per il battesimo…”.                                              orfanotrofio. Bella vita vero? Povera piccolina!
            Con una risata cordiale e lo scambio di au-                   Ho il suo braccialetto al polso, ogni giorno pre-
         guri si conclude la telefonata.                                  go per lei e mensilmente inviamo un aiuto. La
                                                                          mia principessina africana non vive in un pa-
                Ho bisogno di sedermi. La notte è fredda                  lazzo reale. Sembra che mia madre voglia con-
         a Gerusalemme, ma non lo avverto. Il muezzin ha                  tinuare a vivere in una vita povera e fragile: è
         finito la preghiera ed è calato il silenzio. Le luci             una grande provocazione per me!
         della sera illuminano tutte le finestre delle case;                  Santina e… mi sento totalmente inadeguato

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