Page 36 - Santiago
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avuto una grande insegnante, la nostra Santina,
e da lei ha imparato la generosità del servizio e
questa bellissima opera la dobbiamo al suo impe-
gno e alla sua determinazione! Villa San Roman è
povera, ma quando ci arrivo imparo tante cose. Ieri
è stato bello poter inaugurare tra danze, colori e
canti questo piccolo asilo.
I bambini danzano, cantano con bellissimi
vestitini. Uno di loro mi recita una bella poesia
imparata a memoria. Abbiamo portato dei piccoli
‘babbo natale’ dall’Italia, che tutti si rubano, e an-
che un piccolo panettone a testa. I trentacinque
bambini felici ricevono panettone e giocattolo... Il
piccolo Marcos si avvicina, lui non ha ricevuto il
panettone. Mi tira i pantaloni. Lo prendo in brac-
cio e il piccolino scoppia a piangere nuovamente.
Vuole un panettone tutto per lui! Ma come fai a
dire di no a quei lacrimoni? Poverino, anche lui
vuole il panettone. Guardo Olinda. Josmell se ne
accorge e immediatamente mi offre uno dei pochi
panettoni rimasti. Lo consegno a Marcos che corre
felice da Gladys e glielo consegna. A quel punto
la donna si alza e mi viene incontro, mi abbraccia
forte e dice lo mangeranno a Natale in mio onore.
“Padre e grazie per quello che hai fatto per
noi!”.
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