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 miei mi vedono strana, ma io sono cambiata   Alver: attaccò con un discorso che ricorderò
 radicalmente dopo quella atrocità, muta e   per tutta la vita; il tono della voce era forte,
 scontrosa... Il mio ciclo era saltato, ma erano   freddo, chiaro e alto. Non ammetteva nessu-
 le prime volte che lo avevo e non ci ho fatto   na interruzione di gravidanza, il tono era esi-
 caso più di tanto, con una testa più da bambi-  gente e di una forza formidabile. Ecco, padre,
 na che di donna sviluppata. Ma poi iniziano le   le sue parole le ricordo bene: ‘Brutto delin-
 nausee e la pancia cresceva, finché vuotai il   quente, avete ragione, tu e quella delinquen-
 sacco con i miei genitori. Loro rimasero scon-  te di tua moglie Marta, su una cosa: questa
 volti... Mio padre Alver affrontò Jilmer: ‘Tu hai   bimba, mia figlia Dalìla, era da poco mestrua-
 messo incinta mia figlia: ammettilo, o ti inchio-  ta, forse era il suo terzo o quarto ciclo, e tu la
 derà la prova del DNA!’. Duro, chiaro e deter-  violenti! Una bimba non può crescere un’altra
 minato mio padre lo costrinse ad ammettere   bimba, ma questo è un problema mio, non
 e poi tornò a casa con l’intenzione di denun-  tuo... Il tuo problema è l’atroce crimine di vio-
 ciarlo. Furono Jilmer e Marta insieme a bussa-  lenza su una minore, brutto disgraziato abbru-
 re alla porta della nostra casa, il giorno dopo.   tito dal vizio perverso. Ma come ti permetti di
 Ero presente anche io. Jilmer parla per primo:   venire in casa mia e proporre di abortire? Ma
 ‘Vorrei scusarmi per quanto ho fatto e chiedo   tu non hai capito nulla: mia moglie e io ci pre-
 a tutti voi di perdonarmi e per dimostrarvi che   occuperemo di crescere questo bimbo; come
 sono pentito, ecco 10.000 soles (2500 euro):   cresciamo Dalìla cresceremo una creatura
 sono per Dalìla, solo ad una condizione con-  che potrebbe essere sua sorella... Ma tu, ma
 veniente per tutti e soprattutto per la piccola   tu, uomo malvagio divorato dal vizio: tu dovrai
 Dalìla, troppo giovane per avere un figlio:   marcire in una cella’. Don Gigi, mio padre ave-
 deve abortire!’. Jilmer parlava con un tono   va la forza di un puma delle nostre terre, era
 delicato, dolce e convincente... Ma non mi   un fuoco irresistibile e proseguì: ‘Fuori di qui
 sarei mai aspettata la reazione di mio padre   immediatamente, ci vedremo presto in tribu-

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