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 sol                                                     Dalìla

 ta. Io entro nel negozio e Karen esce, lui vede   patate e pollo. Mentre finisco di mangiare
 uscire la padrona, dopo alcuni minuti entra   arriva Jilmer e lei esce... Rimaniamo soli, e lui
 nel locale chiude a chiave e inizia a palparmi   chiude la porta e poi...”. Dalìla si ferma un
 il seno e le parti intime. Io provo disgusto, tut-  momento, inghiotte amaro e mi dice: “Lui mi
 to questo dura ‘solo’ pochi minuti, riapre la   aggredisce e mi violenta più volte! Dentro di
 porta e se ne va”. Interrompo la ragazza: “Scu-  me il cuore si ghiaccia, provo dolore, ango-
 sa, Dalìla, ma cosa hai fatto? Hai gridato, lo hai   scia e affogo tutto nelle lacrime, la bocca
 detto ai tuoi genitori?”. “Niente, padre... ho   chiusa dalla sua disgustosa grossa mano; poi,
 avuto paura, disgusto e mi sono chiusa in un   stanco di piacere, apre la porta e se ne va
 totale silenzio. I miei se ne sono accorti:   dopo avermi minacciato di non parlare!”. I
 domandavano, ma io non rispondevo nulla;   fogli mi cadono a terra: abbraccio forte Dalìla.
 Jilmer mi aveva anche minacciata ed avevo   Dico: “Penso che quell’uomo sia un essere
 paura, soprattutto avevo paura di incontrarlo   disgustoso già per sua costituzione, per di più
 di nuovo!”. Scuoto la testa con la rabbia nel   abbrutito dal lavoro nelle miniere... Ma lo
 cuore... Dalìla continua il suo racconto con gli   stesso, tutto questo, Dalìla, non è giustificabi-
 occhi lucidi: “Giorni dopo, la mia amica Rosal-  le”. Prendo in braccio Adriana e continuo a
 bina mi invita a giocare con lei nella stessa   scrivere. Ho paura a fare domande, paura che
 casa di Jilmer. Queste abitazioni hanno il   si chiuda nel silenzio. Non voglio essere un
 bagno in comune. Vado al bagno e Jilmer è lì   elefante in una cristalleria, non mi conosce ed
 ad aspettarmi. Mi mostra foto pornografiche   è un argomento delicato! Dalìla, invece, con-
 dal suo cellulare. Io scappo dalla casa. Alcune   fortata dal mio abbraccio, continua con più
 ore dopo rientro per tornare a giocare dalla   sicurezza. “Padre, ritorno a casa quella sera,
 mia amica e incontro Marta, la moglie di Jil-  mi chiudo in un silenzio ermetico, perché in
 mer, che mi invita a mangiare a casa sua. La   realtà sono proprio incapace di parlare: mi ha
 seguo fiduciosa e lei mi serve un piatto di   polverizzato l’anima e la vita, quel bastardo! I

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