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         voce forte e chiara, e mi rendo conto della                      avevo 11 anni, vicino a casa mia viveva Jilmer,
         mia stupidità! Ti rendi conto della tua stupidi-                 nelle nostre piccole strade sterrate ci cono-
         tà non in Italia nelle tue comodità, ma qui,                     sciamo tutti. Una mattina lui mi incontra per
         mentre parli con Dalìla nell’inferno di Boca                     strada, mi chiede di salire a casa sua, io rispon-
         Union, oppure, peggio ancora, di Delta Uno.                      do di no, lui insiste una seconda ed una terza
         Dalìla è una bella ragazza, troppo presto                        volta. Ma io rispondo sempre no! Allora mi
         mamma, ma con un’enorme fortuna: di avere                        regala 20 soles: sono felice, lo ringrazio e
         alle spalle Gabriela e Alver, i suoi due genito-                 vado a comperare caramelle e bibite, poi feli-
         ri. Gabriela e Alver non li ho incontrati, ma dal                ce del mio acquisto rientro a casa. Mia mam-
         racconto preciso di Dalìla capisco che sono                      ma mi vede mi dice: Dalìla, chi ti ha dato tutta
         due grandi cristiani, due volti di speranza dav-                 questa roba? Lei è preoccupata, ma nella mia
         vero bellissimi. La ragazza inizia: “Grazie, Gigi.               ingenuità io percepisco solo un tono di voce
         I miei genitori e padre Persy mi hanno raccon-                   severo e rispondo: ‘Ho trovato 20 soles per
         tato di te e del tuo programma di adozioni a                     strada e ci ho comprato tutte queste caramel-
         distanza in cui hai inserito Adriana. E sono                     le!’. Alcuni giorni dopo, Jilmer mi incontra di
         felice di raccontarti anche il mio dolore e la                   nuovo e mi chiede di salire in casa, ma io nuo-
         mia storia. Vedi, a 11 anni sei una bimba, e                     vamente rispondo di no; passa circa una set-
         uno che si chiama Jilmer ha rubato la mia                        timana e accade una cosa inquietante. La
         vita!”. Grazie di cuore, Dalìla: sono convinto                   nostra vicina di casa, Karen, ha un piccolo
         che anche tu ci potrai aiutare davvero tanto                     negozietto come pettinatrice. Bussa alla porta
         raccontando la tua storia; se te la senti, io                    e chiede a Graziela, mia mamma, se posso
         sono pronto ad ascoltarti! Lei deve vincere                      andare al suo negozio perché deve fare un
         l’imbarazzo, lo intuisco dagli occhi, da come                    salto al mercato e non ha nessuno che possa
         accarezza Adriana mentre parla: non è facile                     accudire il locale. Mia mamma acconsente ed
         raccontare una violenza sessuale. “Quando                        io vado. Jilmer è seduto sul muretto, mi salu-

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