Page 123 - Nicola
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Calabria
 nicola               BREVE STORIA DI UNA PICCOLA OPERA “VILLA DELLA FRATERNITÀ”

 montagne che pare vogliono tenerlo sotto   ni nostri di lotte e di esasperati egoismi da
 costante vigile protezione. A voler definire   parte di ricchi terrieri (Baroni e Marchesi), e
 e precisare meglio la sua posizione geogra-  ricordo tanta povera gente sfruttata, umile e
 fica nello stupendo scenario che lo avvolge   buona, curva e troppo docile alle violenze e
 e lo attornia, si potrebbe dire che S. Andrea   ai soprusi altrui.
 Ionio è un grande balcone sul mare, baciato   Ci voleva poi la seconda guerra mondiale
 dal sole in tutto l’arco del giorno. Forse, per   a dare il colpo di grazia a questi agonizzanti
 queste bellezze e per il clima mite e salubre,   di fame e di miseria. Per essi, sola speranza
 non ancora sofisticato ed inquinato, paga,   di sopravvivenza più umana e dignitosa era
 periodicamente come tanti altri paesi della   l’emigrazione. E son i partiti, i calabresi, per
 Calabria, un tributo pesante di lacrime e sof-  tutte le vie del mondo all’Interno e all’Esterno,
 ferenze alla stessa natura, che terribilmente   e questa volta non soli, ma portandosi seco la
 si fa viva mediante scosse sismiche violente   sola ricchezza che possedevano, la famiglia.
 e paurose inondazioni. Ma non sono queste   E partono ancora, i giovani soprattutto,
 le vicende a scoraggiare e piegare la tem-  delusi e frustati per le tante promesse di
 pra forte di questa gente dura come il suo   pronta riscossa economica della Calabria fat-
 granito, che conobbe, nella lontana storia,   te e non mantenute dalla nostra classe politi-
 giorni di trionfi e di vera grandezza umana   ca e dirigente. Alla miseria materiale si è così
 a contatto con la civiltà ellenica nella Magna   aggiunta l’altra miseria più preoccupante,
 Grecia, e giorni di pianto per le devastazioni   quella umana: la Calabria ha perso i suoi figli
 vandaliche di pirati piombati dal mare, per   migliori, le sue energie più valide.
 le contese, i soprusi e le angherie dei suoi   Nei paesi pulsa ancora la vita, ma è la vita
 potenti Signori.  di pochi bambini, di pochi giovani studenti, di
 Spesso dall’alto guardo pensoso queste   molti anziani e di moltissimi vecchi. Si potreb-
 terre verdeggianti o brulle, teatro fino ai gior-  be dire che essi si sono trasformati in grandi

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