Page 122 - Nicola
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Calabria
          nicola                                                                       BREVE STORIA DI UNA PICCOLA OPERA “VILLA DELLA FRATERNITÀ”

         montagne che pare vogliono tenerlo sotto                         ni nostri di lotte e di esasperati egoismi da
         costante vigile protezione. A voler definire                     parte di ricchi terrieri (Baroni e Marchesi), e
         e precisare meglio la sua posizione geogra-                      ricordo tanta povera gente sfruttata, umile e
         fica nello stupendo scenario che lo avvolge                      buona, curva e troppo docile alle violenze e
         e lo attornia, si potrebbe dire che S. Andrea                    ai soprusi altrui.
         Ionio è un grande balcone sul mare, baciato                         Ci voleva poi la seconda guerra mondiale
         dal sole in tutto l’arco del giorno. Forse, per                  a dare il colpo di grazia a questi agonizzanti
         queste bellezze e per il clima mite e salubre,                   di fame e di miseria. Per essi, sola speranza
         non ancora sofisticato ed inquinato, paga,                       di sopravvivenza più umana e dignitosa era
         periodicamente come tanti altri paesi della                      l’emigrazione. E son i partiti, i calabresi, per
         Calabria, un tributo pesante di lacrime e sof-                   tutte le vie del mondo all’Interno e all’Esterno,
         ferenze alla stessa natura, che terribilmente                    e questa volta non soli, ma portandosi seco la
         si fa viva mediante scosse sismiche violente                     sola ricchezza che possedevano, la famiglia.
         e paurose inondazioni. Ma non sono queste                           E partono ancora, i giovani soprattutto,
         le vicende a scoraggiare e piegare la tem-                       delusi e frustati per le tante promesse di
         pra forte di questa gente dura come il suo                       pronta riscossa economica della Calabria fat-
         granito, che conobbe, nella lontana storia,                      te e non mantenute dalla nostra classe politi-
         giorni di trionfi e di vera grandezza umana                      ca e dirigente. Alla miseria materiale si è così
         a contatto con la civiltà ellenica nella Magna                   aggiunta l’altra miseria più preoccupante,
         Grecia, e giorni di pianto per le devastazioni                   quella umana: la Calabria ha perso i suoi figli
         vandaliche di pirati piombati dal mare, per                      migliori, le sue energie più valide.
         le contese, i soprusi e le angherie dei suoi                        Nei paesi pulsa ancora la vita, ma è la vita
         potenti Signori.                                                 di pochi bambini, di pochi giovani studenti, di
            Spesso dall’alto guardo pensoso queste                        molti anziani e di moltissimi vecchi. Si potreb-
         terre verdeggianti o brulle, teatro fino ai gior-                be dire che essi si sono trasformati in grandi

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