Page 47 - Mauricio
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UN’AVE MARIA IN UN BORDELLO DELLA FORESTA AMAZZONICA
che quella è la mamma! Provo tanto rammari-
co, tristezza, desolazione, angoscia … veden-
do un angelo in quella situazione di degrado.
È un paradosso: come può crescere bene una
bimbetta così in un bordello? La piccolina mi
tortura il cuore: la guardo, stiamo per passa-
re oltre, la guardo ancora, torno indietro, la
prendo in braccio e le do un grosso bacio! La
piccolina è la mia chiave per entrare lì dentro
senza rischiare. Percy mi segue. “Di chi è que-
sta bellissima bimba?”. Mi rivolgo con que-
ste parole alla donna. Lei è una bella ragazza
dagli occhi neri, profondi e pieni di malinco-
nia: nasconde bene il suo stato d’animo, è
pagata per farlo. Io ho la bimba in braccio,
vicino a lei c’è un’altra ragazza dal volto scu-
ro, minaccioso. La ragazza dagli occhi neri mi
risponde in modo freddo e distaccato: “È mia
figlia!”. Appena dice la parola figlia, io do un
secondo grande bacio alla piccolina, che dai
suoi neri occhi tristi mi guarda come assetata
d’affetto. Mi si stringe il cuore. Sono dentro:
sono entrato nel bordello e la chiave che mi
ha fatto entrare è la piccola bimba. Percy è
con me. Sulla grande parete del postribolo
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