Page 65 - Martin
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 Martín e di aiutare noi a non essere mai camaleonti!   MAGDALENA
 Nel  caldo della sera  ci concediamo poi una tequila
 gelata e facciamo festa pensando a Martín.  Scrivo dall’aeroporto di Città del Messico dopo
                   15 giorni di una vita “a un miliardo di giri” con giornate
                   estenuanti,  piene di emozioni,  storie  forti, pericoli,
                   incontri e preghiera. Sono stanco, ma il viaggio mi ha
                   caricato  e mi ha dato forti  motivazioni  interiori e
                   spirituali  per il vivere quotidiano a Bergamo  e nelle
                   altre parti del mondo dove la nostra Fondazione lavora
                   ormai da anni. Penso ai 10 anni dalla morte di Santina
                   che celebreremo a Roma il prossimo 3 e 4 dicembre.
                   Sono stanco, il cervello è stanco, il cuore è gonfio e
                   scrivo di getto quello che provo. Poi, prima di buttarmi
                   sul volo di Amsterdam vi invio il tutto e per circa 11 ore
                   potrò finalmente dormire!
                          Ogni volta che vengo in Messico mi sembra di
                   toccare il fondo, e poi una nuova storia ti fa pensare a
                   un nuovo dolore, come quello di Magdalena che all’età
                   di 76 anni si vede uccidere impotente il nipote in casa
                   e lo abbraccia mentre  esala l’ultimo respiro.  E il
                   racconto della storia avviene proprio nel luogo in cui
                   José Eduardo viene ammazzato. La scena del crimine
                   esercita  su di me sempre una forza atomica  perché
                   rievoco concretamente il delitto. Un conto è parlare a
                   distanza di migliaia di chilometri di un omicidio che è
                   avvenuto in Messico, un conto è parlarne nella colonia
                   Las Cruces di Acapulco, tutta un’altra cosa ancora è
                   trovarsi sulla scena del crimine e sentire il racconto da
                   chi questa storia l’ha vissuta, con l’orrore di una morte
                   violenta, ingiusta e  imprevista.  Una vita  uccisa,
                   traforata da 8 proiettili.
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