Page 80 - MARIA
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davanti allo striscione rosso con scritte gialle.
L’ultima cosa che posso notare è una targa in
metallo blu su un palo di ferro cementato in ter-
ra. La targa di metallo, della grandezza di ottanta
centimetri, ha al suo interno una scritta bianca...
Un comunissimo cartello in cui si dice il nome
della via, della piazza, o di un ponte: ma la co-
sa che mi fa andare il cuore a tremila è leggere
“Fondazione Santina”.
Praticamente il ponte prende il nome della
nostra Fondazione, regolarmente registrato in
un catasto di un governo comunista. E qui non
riesco a trattenere le lacrime e dal profondo del
mio cuore, in modo spontaneo, nasce il senso di
gratitudine a Dio. Mentre le mie braccia sento-
no la pelle d’oca, quella vista mi acceca. Dio fa
proprio così. È proprio il suo autografo. Il nome
della piccola e sconosciuta Santina è grande agli
occhi di Dio e Lui la vuole celebrare e lo fa da
Artista, come sa fare solo Dio.
In un regime comunista, dove è difficile co-
struire un’opera sociale da parte di un privato,
dove è molto più difficile costruire un’opera so-
ciale da parte di un ente religioso, in un Paese
dove i permessi sono pieni di lungaggini... pro-
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