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ci accompagna fa una cosa pazzesca: accende
             una pipa e si mette tranquillamente a fumare. Ho
             detto ‘pipa’ ma, in verità, è una grande canna di
             bambù in cui un certo tabacco viene bruciato con
             i tizzoni di carbone. L’impressione è quella di fu-
             mare tabacco, ma con un forte tanfo di carbone e
             cenere. Lui invece, il vecchietto, nei dieci minuti di
             sosta, si accende questo calumet e inizia a fumar-
             lo con gusto. A me sarebbero scoppiati i polmoni.
                 Finalmente il sentiero nella giungla ci conduce
             al primo villaggio di oggi. Sento la stanchezza nelle
             gambe. Ringrazio l’allenamento in piscina a Roma
             per il mio buon stato di forma, ma sono cinque
             notti che dormo per terra! Quando dormi per terra,
             quando premi, senti dolore perché gli spigoli delle
             anche sui pavimenti strusciano e rischi di produrti
             lividi. Se da una parte dormi più fresco, dall’altra è
             di un duro pazzesco. La notte, per addormentarmi,
             penso… ai materassi di Bergamo e Roma.


                 La prima casa del paese a me sembra molto
             graziosa nella povertà di questi ambienti. È una
             capanna con il telaio in bambù, sollevata circa
             due metri da terra. Una graziosa scalicciola per-
             mette di entrare nell’abitazione. Ci accolgono due

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