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Lentamente offro la mano destra a Men e la
mano sinistra a Van e le stringo forte come avevo
stretto la mano di Tuyet la mamma di Anton. Una
sensazione bellissima di benessere spirituale dovu-
to alla meravigliosa natura, alla preghiera e al fatto
di stringere la mano a Men e a Van chiude la gior-
nata. Ci auguriamo con un bacio la buona notte.
La mattina dopo, alle ore 4.30, puntuale come
un orologio svizzero, Doan bussa una sola forte
volta alla mia porta. Salto giù dal letto, mi butto
sotto la canna dell’acqua la testa e mi precipito
giù dalle scale. La commozione entra nel cuore.
Doan e Van sono al centro. Al loro fianco i figli e i
bambini, che ancora dormono o sono semisvegli, e
… la preghiera corale inizia. Non capisco nulla, ma
gusto e respiro quell’aria di fede che nelle nostre
case non esiste più. Case, le nostre, che vivono in
completa asfissia spirituale. Ecco perché un viag-
gio a Yen Bai, in questa famiglia, è un tuffo nella
fede che rigenera le energie.
Quando tornerò in Italia, pensando di svegliar-
mi presto, mi farà compagnia il pensiero che già da
un’ora la famiglia di Doan è raccolta in preghiera!
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