Page 78 - Janet
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Sanacaffè. Maurizio, Francesca e Giampietro mi
danno l’ok. Non ci penso due volte e il giorno
dopo spedisco a Jimmy via moneygram il denaro,
chiedendo di poter inaugurare la capanna in oc-
casione del viaggio la settimana seguente. Jimmy
mi dice che è possibile ma, essendo la stagione
delle piogge, per ricostruire la capanna occorrono
giorni senza pioggia. Avrebbe fatto comunque di
tutto per ultimare l’opera. Non passano neppure
dieci ore che il bravo giovane mi invia una foto
di un tuc tuc stracarico di travi – ho faticato un
po’ a capire che fosse un tuc tuc – e una grande
commozione mi ha suscitato la povera immagine
del tuc tuc pieno di legno per la nuova casetta di
Daniel.
Poi è stata la volta del cemento, della lamie-
ra per il tetto. Fase dopo fase Jimmy documenta
la costruzione della capanna, fino al giorno della
partenza per il Kenya. Dopo il lungo viaggio Ro-
ma – Addis Abeba – Mombasa, abbracciandomi
all’aeroporto Jimmy mi dice:
“Padre la casa di Daniel procede bene”.
Il ragazzo è entusiasta di mostrarmi i reali pro-
gressi della ristrutturazione. Così il povero Jimmy,
in viaggio verso Bura Tana e al ritorno da Garissa,
è al telefono per seguire i lavori e mi tiene infor-
mato sul loro svolgimento.
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