Page 84 - JUANA
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Nelle fredde notti dell’inverno andino, il mate
               era l’ultima bevanda che gustavo prima di dor-
               mire, avvolto nel pesante poncho di tre chili e
               imparando da Josmell, da Ernan, da Jofran e da
               Olinda le antiche tradizioni degli Incas, come la
               festa del solstizio invernale, il pago de la tierra,
               la pachamama... Le notti fredde trascorrevano
               nel profondo silenzio e spesso, prima di dor-
               mire, con tutta la famiglia recitavamo il rosario,
               come per sette anni abbiamo fatto con Santina.
                  Dopo questa esperienza è molto duro rien-
               trare a Roma! Se poi ci aggiungiamo l’incontro
               con i piccolini dell’asilo di Villa San Roman, i
               dieci bambini delle suore di Madre Teresa di
               Calcutta a Juli, oppure l’incontro con i sacerdoti
               bergamaschi in Bolivia a La Paz, la nostalgia è
               molto forte e si inghiotte amaro... Si vorrebbe
               rimanere qui e ricevere la carezza della piccola
               bambina Down, Daniela, che mi ha letteralmente
               strappato il cuore.
                  L’aereo vola verso Lima. Questa sera il gran-
               de balzo di 14 ore per Parigi e poi Roma dove,
               tra due giorni, riprenderò il mio servizio con
               motivazioni interiori forti e chiare, e dopo aver
               scoperto una grande ricchezza nella povertà!


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