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a fianco del mio letto. Alcuni dei visitatori erano
a me completamente sconosciuti. Tuttavia, molto
presto, godetti anche dell’amore e della vicinanza
dei miei fratelli e sorelle che vennero da Malta per
stare al mio fianco per alcune settimane e questo
mi riempì di coraggio e di goia.
L’unica reliquia di quell’incidente che custo-
disco con amore è la corona del rosario che sole-
vo portare sempre con me in tasca. Quando ero
all’ospedale di Lamu, tutto ciò che mi rimaneva
erano i vestiti che indossavo. Non appena arrivai
lì in ospedale, le infermiere mi diedero vestiti
nuovi, dato che i miei erano imbrattati di san-
gue. Trovarono però la mia corona del rosario in
una delle tasche e la diedero al padre che era lì
presente. Più tardi, quando questo padre missio-
nario venne a visitare Malta per le sue periodiche
vacanze, mi consegnò il rosario. Per me questo
fu una grandissima e gradita sorpresa. Qualche
tempo dopo, regalai quel rosario a una suora di
clausura delle Clarisse Povere nel suo monastero
a Malta. Prima che la suora entrasse in convento,
fece un’esperienza missionaria per due anni nel-
la nostra Missione di Garissa, durante il periodo
in cui lavoravo lì. Quando le diedi la corona del
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