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quale aveva trascorso del tempo come volontario
in Kenya e che mi accompagnò durante il volo
diretto a Londra, insieme con il Ministro Provin-
ciale. Entrambi rimasero con me finché le cose
all’ospedale di Middlesex furono sistemate.
A Londra trovai tutto l’aiuto necessario per
curare la ferita provocata dalla pallottola, poi fui
operato al fianco e al femore, che aveva subito
seri danni. I medici ripararono anche i danni
che la pallottola aveva causato alla mia uretra
ma non poterono rimuovere i piccoli frammenti
della pallottola per non causare ulteriori danni.
Questa cura a Londra richiese circa cinque mesi,
tre dei quali spesi nel letto con la faccia rivolta
verso l’alto, senza essere in grado di scendere
dal letto o girarmi sul fianco. Il letto divenne mio
amico, e lo immaginavo come se fosse il palmo
della mano di Dio, che mi sorreggeva con molta
cura e amore.
Anche qui sperimentai la presenza di Dio ed il
suo infinito amore per me. Anche se per me quella
fu la mia prima visita in assoluto nel Regno Unito,
e quindi io non conoscevo nessuno e nessuno co-
nosceva me, facevo però esperienza ogni giorno
della presenza e dell’incoraggiamento di qualcuno
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