Page 99 - JAMES
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Parcheggiamo la moto e Jimmy mi dice:
“Ora ti mostro il mio palazzo”.
È una capanna del valore di 500 euro. Lo so
perché quella di Daniel, che abbiamo riparato
grazie a lui, è più bella. Quella ha un tetto di
lamiera, questa piccola capanna ha il tetto in
paglia e i muri sono di fango seccato. Conosco
bene i miei due ragazzi Jimmy e Doreen, sono
per me dei figli. Tutti e due hanno una grande
dignità e sono molto schivi. Quando vengo in
Kenya e li invito a mangiare noto che mangiano
con molta voracità, un sintomo che in Italia non
conosciamo: si chiama fame! Fame hanno tutti e
due e sono tutti e due molto molto magri.
Il giovane si vergogna un po’, forse non
avrebbe mai voluto mostrarmi che vive in una
capanna più povera dei poveri che aiuta! Apre
la porticina di legno. Entriamo e la povertà è
totale, forse la chiamerei miseria. I pochi denari
che guadagna li invia ai suoi bambini a Mombasa
e a lui non rimane nulla. La capanna è povera
anzi, come dicevo, è misera, di una miseria for-
midabile, ma la miseria di Jimmy è pulita e la
piccola casa è pulita pur non avendo pavimento
e mobili. È divisa in due parti. In una c’è una
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