Page 100 - JAMES
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specie di cucina con quattro pietre per il fuoco,
               poi una piccola parete di legno la divide dalla
               parte dove dorme. Un vecchio e consunto mate-
               rasso coperto con una zanzariera e quattro sedie
               scassate. Questa è la casa di Jimmy.
                  “Dad papà, se vieni a dormire qui, tu sei sem-
               pre il benvenuto. Io qui dormo con mio cugino,
               che condivide le spese, ma possiamo mettere per
               noi un materasso per terra e tu dormi qui. Se ti
               accontenti, mi riempi di gioia!”.
                  L’emozione è più forte del pensiero. Guarda
               quest’uomo! Vive nella miseria e aiuta i poveri
               che stanno meglio di lui. I pochi scellini che
               guadagna li invia a Mombasa e lui sopravvive.
               Provo ammirazione per il giovane ma, mentre
               sto pensando a tutte queste cose e facendo que-
               sti bei pensieri... l’occhio mi scappa inavvertita-
               mente vicino al giaciglio e, nella penombra della
               capanna con il sole ormai al tramonto... La forma
               e la grandezza mi sembrano proprio le sue. Mi
               avvicino e guardo con attenzione. Guardo Jim-
               my. Lei è lì, la valigia scassata. Ricordo anche i
               tagli, le ammaccature. È lì come una regina, è lì
               elegante e pulita in questa miseria e, se fuori fa-
               ceva schivo, in questa casa di miseria lei è forse


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