Page 82 - Ivonete
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si riforniscono. Dalla loro mano passa tutto il
denaro, un’enormità. E c’è di peggio. Ti devo
raccontare cosa è successo in un altro carcere
di Porto Velho, ti interessa?”.
Penso che i miei occhi rispondano immedia-
tamente un ‘sì’ prima della mia voce, ma padre
Juquinha mi chiama. Vuole pregare insieme ai
carcerati di una cella. Entro e vengo accolto dai
loro occhi. Alziamo le mani e insieme preghiamo
il Padre Nostro “Pai nosso…”. Li salutiamo. Pa-
dre Juquinha, mi dice che dobbiamo percorrere
più celermente il padiglione perché il direttore
del carcere ci attende per un saluto… Guardo
l’orologio e mi ricordo la frase di don Gianni
durante la colazione al seminario: “Don Gigi,
nel primo pomeriggio abbiamo l’aereo e quindi
alle 11 devi lasciare il carcere. Mi sono spiega-
to?”. Guardo il mio orologio… sono le 10 e 30.
Non abbiamo molto tempo. Iniziamo a saluta-
re i carcerati più celermente: Antonio, Erikson,
Elisondo… tre nomi, tre storie di traffico, forse
tre diversi cartelli Primeiro Comando da Capital?
Comando Vermelho? Família do Norte? Così mi
lascia intendere la guardia carceraria, in tre di-
verse celle naturalmente.
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