Page 25 - HUGO
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HECTOR
Sto rientrando ad Acapulco da San Luis de
Acatlan; giornata molto intensa. Ho ascoltato no-
ve storie di parenti delle vittime della violenza
che pervade Guerrero e Acapulco. Sono atterrato
da meno di 48 ore nello stato del Guerrero e le
ore sono state riempite all’inverosimile per ogni
secondo.
A San Luis de Acatlan ieri abbiamo inaugura-
to Casa Esperanza e oggi ho visitato la casa delle
donne indigene – di cui parleremo –, incontrato
gruppi, condiviso dolore.
La macchina si ferma e Miguel, il mio autista
che mi sta riportando ad Acapulco, scende dalla
macchina con la figlia per ricaricare il cellulare
e mi sento subito a disagio. Giovani uomini mi
fissano... Forse per il colore della camicia aran-
cione, forse per il colore della mia pelle, forse
per il mio IPad. Respiro profondamente... Mi sto
suggestionando? Il ragazzo rientra, chiude la por-
tiera e mi dice:
“Forse ho sbagliato a lasciarti solo qui; uno
straniero è qualche cosa di insolito. Non mi pia-
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