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Vietnam
HIEN
Qatar. Questa notte, da Doha un aereo mi
porterà a Milano. Loro ci sono, sono in me, le
piccoline e i piccolini che all’inizio del viag-
gio mi hanno ubriacato, mi hanno stregato.
Quando sono arrivato al Centro Mai Tam
una bimbetta sieropositiva che non ha più
di due anni, si intrufola tra le mie gambe ed
inizia a giocare con i miei scarponcini. Con il
suo gioco innocuo e semplice, la piccolina
mi fa capire – pur senza parlare – che devo
togliermi le scarpe, come è uso in tutte le
case del Vietnam. Torno indietro, mi levo gli
scarponcini ma lei sembra indispettita perché
le ho tolto un nuovo giocattolo. La guardo:
è dolcissima e mi chiedo quale sia la colpa
perché questa malattia sia così estremamen-
te diffusa in Vietnam! La bimba – Maria – non
si scompone: i suoi occhietti buoni e furbi,
propri dell’innocenza che fa trasparire ogni
sentimento, guardano i miei piedi con le cal-
ze bianche, poi guardano i miei scarponci-
ni da trekking e non ha dubbio: sceglie gli
scarponcini. Deve essere attratta dal color
arancione delle rifiniture e delle stringhe, e
così ha inizio un nuovo gioco: prende tra le
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