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LUCE A KHE NHAO
te. Cerco Men perché mi aiuti a parlare con
qualcuno. Lei arriva con padre Sin e mi spiega
il programma: “Gigi, prima di tutto ci sediamo
e ci gustiamo queste belle danze contadine
tradizionali; poi prenderà la parola padre Sin,
e poi sarà il tuo turno. Il capo villaggio conclu-
derà i discorsi per poi procedere al solenne
taglio del nastro”. Ci sediamo, alcuni ragaz-
zini aprono sopra di noi dei grandi ombrelli
per proteggerci dal forte sole della mattina.
Il tempo corre via veloce: padre Sin apre la
cerimonia con un grande ringraziamento a
Fondazione Santina e scopro che, volenterosi
come sono, tutti hanno in qualche modo col-
laborato e per di più in modo assolutamen-
te gratuito. Padre Sin mi dà la parola e Men
traduce in simultanea dall’inglese al vietna-
mita. “Sono contento che questa inaugura-
zione avvenga in prossimità della festa del
30 aprile. In questi giorni ricordiamo come in
questa data nel 1975 la guerra sia finita con la
liberazione da una potenza straniera sulla vita
del Vietnam: ha un grande valore simbolico
portare la luce in questi giorni a Khe Nhao!”. I
contadini applaudono contenti… “Oggi è il 3
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