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Vietnam
          HIEN

         per attaccare qualsiasi cosa, ma soprattutto
         quanto si può, in una povertà che si veste di
         miseria.
            Quel cavo che corre per circa 30 km sospe-
         so su tralicci in cemento, mi affascina. Don
         Gigi, ma cosa abbiamo finanziato? Non ti
         immaginare una centrale elettrica, ma una
         cosa molto più semplice: un grosso cavo che
         supporta alta tensione, quando ci sarà, e dei
         tralicci di cemento sui quali i cavi sono stati
         montati. Non è un lavoro appariscente ma,
         come sempre, l’essenziale è invisibile agli
         occhi. Chiedo al ragazzo di fermarsi, faccio
         un breve video, mi fermo a toccare i tralicci,
         provo ingenuamente a verificare la loro soli-
         dità: il ragazzo ride divertito, ha capito quello
         che sto facendo perché il linguaggio dei gesti
         è universale. Ma, come ben sapete, questi
         viaggi non sono tanto per inaugurare, ma per
         controllare e a me piace toccare le opere che
         realizziamo, constatarne la solidità, e vi garan-
         tisco che l’operosità dei vietnamiti è granitica:
         questi tralicci certamente non cadono, anzi,
         sono abbastanza sicuro che potrebbero costi-
         tuire un pericolo per chi, come facciamo noi

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