Page 20 - Grecia
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halcones camuffati da venditori ambulanti. Mi
guardano. Sento il gelo addosso e andiamo alla
macchina. Sto per aprire la portiera, guardo per
terra e mi accorgo di un proiettile inesploso ada-
giato sul marciapiede, prima pulito, in direzione
della portiera, meno di un decimetro. Apro la
portiera, raccolgo il proiettile e sento il freddo
nel sangue che mi giunge al cervello e mi pro-
voca un forte brivido di spavento. Apro il palmo
della mano e lo mostro a Magda. Il proiettile è lì
che luccica. Magda mi dice
“È di grosso calibro. Andiamo via padre, non
è sicuro fermarci qui ora. Guarda in basso e non
guardare nessuno in faccia. Ti porto via da qui”.
Da quel brivido di paura nel cervello mi so-
no ripreso solo alcuni giorni dopo il rientro dal
Messico, dormendo finalmente bene a casa mia
a Bergamo. Mi ha accompagnato in ogni respiro
e in ogni azione come un presentimento, una
paura, un’intimidazione...
Giunge così il giorno dell’inaugurazione tanto
aspettato e voluto.
È sicuramente, il memoriale alle vittime, l’o-
pera di più grande significato che abbiamo fatto
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