Page 75 - Felix
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SCORPIONE


            La povera casa ha il bagno fuori. Piove molto
         forte. Sono gli acquazzoni equatoriali della re-
         gione di Acapulco. Nel cuore della notte mi alzo
         con attenzione. In terra sono stesi materassini di
         gommapiuma rivestiti di stoffa blu. Devo orinare.
         Mi alzo e, a venti centimetri da me, è fermo uno
         scorpione. Soffoco l’urlo in bocca e sbianco. Se
         questo mi morsica sono casini. Prendo la ciabatta
         che ho sul piede destro e assesto un colpo forte,
         deciso, secco, come la paura sa fare nell’organiz-
         zare, in un millesimo di secondo, in ogni cervello,
         le azioni di difesa in situazioni di pericolo. Lo scor-
         pione rimane spiaccicato per terra. Norma si muo-
         ve nel sonno mentre i suoi bambini continuano il
         loro sonno profondo. Esco e, con la ciabatta, butto
         fuori dalla casa lo scorpione. Procedo a piedi nudi.
         Una piccola lampadina illumina il patio e mi dico:
         ‘Questi piccolini hanno un sonno così profondo
         che potrebbero essere morsi senza svegliarsi’.
         In effetti qui il pericolo non è solo la violenza ma
         anche questi animali che ti trovi in casa e che ti
         ammazzano nel sonno. In Italia non ci rendiamo
         minimamente conto di tutto questo. Lo spavento

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