Page 78 - Felix
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sche di scorpioni e povertà, di mariti ammazzati, di
         madri morte, se parli sei un idiota! A Norma scen-
         dono lacrime. Unica cosa che puoi fare è asciuga-
         re! Asciugare le lacrime.
            Fare 10.000 chilometri per asciugare tre lacri-
         me in mezzo a scorpioni e pallottole, che senso ha?
         Ti cambia la vita, al ritorno… E fa bene al cuore. La
         donna mi lascia e torna al suo giaciglio. Lei dorme
         da una parte della stanza, in mezzo i bambini, e io
         dall’altra parte, in un angolo. Si fa giorno. Chiudo
         la porta del dolore della casa di Norma e torno
         lentamente alla parrocchia. La giornata è intensa
         e Magda mi viene a prendere per le nove. Alla
         porta mi attende padre Hugo. Mi chiede come ho
         passato la notte e lo scorpione la fa da padrone.
         Racconto dello spavento. Lui si mette a ridere e
         inizia a raccontarmi di lui. Siamo buoni amici:
            “Gigi, una notte stavo dormendo in canonica,
         avevo la bocca aperta e uno scorpione mi è caduto
         in… bocca!”.
            “Cosa? Non ci credoooo!”.
            Lui continua:
            “Pensavo fosse un insetto dei tanti e avevo
         paura che mi strozzasse. Con la mano destra lo
         tolgo dalla bocca, cerco di appallottolarlo, senza

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