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apertamente, diffonderne la consapevolezza e
               rompere il silenzio e i tabù che la circondano.




               IO E LA MGF


                  Parlare di mutilazione genitale femminile
               (MGF) mette le persone a disagio. Lo capisco.
               Chi mai vuole pensare a vagine, in particolare
               quelle delle ragazze giovani, che vengono mu-
               tilate? Ma questo è quello che ho imparato dalla
               mia professione!
                  Nonostante tale pratica sia vietata in Eritrea
               dal 2007, il paese possiede ancora uno dei più
               alti tassi di MGF del mondo. Secondo l’UNICEF,
               circa l’83% delle donne e ragazze eritree vi ven-
               gono sottoposte. Ricordo la prima volta in cui
               mi resi conto della MGF. Avevo circa otto anni
               ed ero a casa di un parente. Era pieno di donne
               e bambini. Il cibo veniva condiviso e l’atmosfera
               era di festa. Sembrava un festeggiamento. Poi
               entrai in un’altra stanza, dove una mia parente –
               una bambina di tre o quattro anni – era distesa
               su un letto, coperta con un lenzuolo bianco,
               visibilmente in agonia. Chiesi a mia madre che


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