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cosa ci fosse che non andava. Mia madre spiegò
               che era stata circoncisa o “purificata”.
                  Capii che era stato fatto qualcosa alle sue
               parti intime e che era stata richiesta una qual-
               che forma di taglio. Chiesi dunque a mia madre
               se era stato fatto anche a me. Mi disse di no e
               non ne parlammo più. Non ho mai pensato di
               chiederle il perché. Una volta cresciuta, non pen-
               savo nemmeno più alla MGF, non era una cosa
               di cui parlavamo. Non divenne mai una pagina
               nel libro dei ricordi della mia infanzia. Però man
               mano che mi avvicinavo all’età adulta e le mie
               amiche cominciavano a pensare al matrimonio
               e avere figli. L’argomento cominciò a insinuarsi
               nelle nostre conversazioni.
                  Fu solo allora che mi resi conto di quante di
               loro avevano subito MGF. Non c’erano ricordi
               del loro dolore e sofferenza perché molte di loro
               erano troppo giovani quando era successo per
               poterlo ricordare, ma c’era molta ansietà e paura
               riguardo a cosa avrebbe voluto dire quando fos-
               se venuto il momento di fare sesso o partorire.
               Tuttavia, era una cosa successa ad altre, una cosa
               nella quale non potevo davvero immedesimarmi.


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