Page 84 - Dominic
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ze e a confortarli. Medito sulla passione di Gesù,
               e comincio a capire che inizia una nuova tappa
               della mia vocazione sacerdotale.
                  Si tratta di andare con Lui a morire “Fuori
               delle mura”, dove mi porteranno. Nell’oscurità,
               nell’umiliazione, la luce della fede ha cambiato
               la mia maniera di vedere le cose: la stiva di que-
               sta nave è la mia più bella cattedrale, e questi
               prigionieri, senza alcuna eccezione, sono il Po-
               polo di Dio affidato alle mie cure». 1° dicembre
               1976. Il vescovo Văn Thuận viene internato in
               cella d’isolamento nella prigione di Phu Khanh
               per nove anni. Una cella senza finestre, a volte
               sotto la luce elettrica per molti giorni, a volte
               nell’oscurità, si sente soffocare per il caldo e
               l’oscurità, al limite della pazzia. Non riesce a
               dormire. Sovente perde la nozione del tempo. Lo
               aiutano nei primi, durissimi tempi, l’abbandono
               nelle mani di Dio e il pensiero della sua famiglia.
               Riesce a pregare: «Signore, sono nelle tue mani.
               Se anche permetterai che io impazzisca, so che
               mi vuoi bene, e un giorno mi spiegherai perché
               lo hai permesso. Fai di me quello che vuoi».
                  «Il conforto più grande era il ricordo di mia
               mamma Elisabeth. Mi chiamava “Francesco”, e la
               sua voce quando diceva il mio nome era dolcis-


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