Page 72 - Dominic
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della visita e, brevemente, mi fa incontrare prima
               le bambine che stanno mangiando e poi i bambi-
               ni presenti nella casa. Al piano di sopra c’è il più
               piccolo, nella culla. È stato abbandonato dalla
               mamma all’ospedale. La piccolina che prima mi
               ha dato il biberon mi tira una mano. La guardo.
               ‘Ma che bella cinesina!’ esclamo nel mio cervello
               che accomuna i tratti orientali indebitamente a
               quelli cinesi, anche dopo anni di discernimento
               e distinzione tra cinesi, giapponesi, coreani, vie-
               tnamiti e mongoli... Alla fine, per me, gli occhi a
               mandorla sono semplicemente cinesi.
                  Mentre il mio cervello muto esclama così,
               Padre Anthony mi chiede di prendere in braccio
               la piccola Hu Hi Li.
                  “Monsignore, la bambina è buddista. Loro
               accolgono solo gli orfani sani, quelli malati li
               scartano! L’abbiamo presa noi”.
                  La stringo forte forte al mio cuore e la picco-
               lina fa altrettanto spinta da un forte e naturale
               bisogno di affetto a lei negato.
                  “Padre Anthony, ascolta. Questa sera prendo
               la bimba, la impacchetto e la porto in Italia io,
               questa bambolina!”.
                  Il giovane sacerdote mi guarda e, a bassa
               voce, inizia a parlarmi:


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