Page 39 - Danilo
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Danilo – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q     Danilo  – Camerun   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

 che, appena atterrata in Camerun,  ho   parlano, si aiutano, si conoscono, alle
 sentito  qualcosa dentro  di me risuonare   volte in un modo molto diretto, duro,
 forte. Un’onda di energia e di calore mi ha   senza  tanti giri  di parole o perifrasi.
 investita. Niente sembrava davvero al suo   Nessuno è  solo, anche in  mezzo alla
 posto, almeno secondo gli standard a cui   fatica. Io, che sono abituata a  centri
 ero abituata, eppure tutto aveva una sua   commerciali perfettamente organizzati ma
 coerenza. Tanti elementi all’apparenza   grigi, esaustivi ma impersonali, ho sentito
 contraddittori — la  mancanza di orari   forte il contrasto. Lì, tutto  è  diviso,
 precisi, la disorganizzazione apparente, il   compartimentato.  Qui, tutto si mischia  e
 traffico  incessante  —  mi  hanno  alla fine funziona. Ricordo la prima volta
 inizialmente disorientata.  Ma poi  ho   al mercato  centrale di Maroua. Un
 capito: non era disordine, era un ordine   labirinto di colori, odori, voci. Inizialmente
 diverso. Un modo diverso  di  abitare  il   ero sopraffatta. Mi sentivo anche un po' in
 tempo, di vivere lo  spazio, ed era   imbarazzo, bianca, straniera, fuori posto,
 bellissimo. Mi divertiva vedere dodici   alla fine quella diversa ero io. Bastavano
 persone stipate in una macchina da   tre passi e qualcuno  mi chiamava,
 cinque, o osservare le donne che   cercava  di  vendermi  qualcosa,  o
 vendevano frutta e arachidi per strada,   semplicemente mi salutava con un
 sotto il sole, tra i  clacson.  All’inizio  mi   sorriso  curioso. Mi sentivo osservata,
 chiedevo  se non preferissero  anche loro   giudicata. Ma col tempo e grazie a nuove
 un luogo dedicato, un banco ordinato, un   conoscenze e conversazioni rassicuranti,
 negozio vero.  Poi ho  compreso che   ho imparato a decifrare quegli sguardi e
 quello era il loro spazio. E funzionava. Il   quei richiami. Non erano invadenti. Erano
 marciapiede, l’incrocio, l’ombra  di un   interessati,  accoglienti, curiosi. In  un
 albero: tutto diventava luogo di scambio.   mondo in  cui spesso si abbassa lo
 In quella modalità così diretta e concreta   sguardo per strada per non incrociare
 di stare  al mondo, ho  cominciato  a   quello dell’altro, quanto è prezioso
 scorgere qualcosa che da noi a volte va   sentirsi guardati con stupore e  non  con
 perso: il contatto umano. Le persone si   diffidenza? Molti, prima della partenza, mi
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