Page 56 - Asma
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Kenya
          asma                                                                                                            3. fatma

         dal loro affetto, bevo poi una bottiglietta d’ac-                   Con Esha torniamo alla sua capanna e tra
         qua. La piccola mi aggiusta il braccialetto al                   noi parliamo.
         polso e mi dice:                                                    “Gigi, sei stato davvero coraggioso. Non ho
            “Muzungo, non dimenticarti di me!”.                           mai visto un muzungo come te. Ora devi ripo-
            Le do un bacio:                                               sare la tua testa, poi scriverai questa sera… e
            “No, Asma, dopo questo incontro è impos-                      non ti preoccupare, nessuno Shabaab entrerà
         sibile”.                                                         nella mia capanna… qualche serpente forse
                                                                          sì. Ride divertita. Solleviamo la tenda e man-
                                                                          giamo un piatto di ugali con verdure.
                                                                             In questa notte, a Madogo, capisco molto
                                                                          più cosa sia la parola ‘educazione’. Guardo il
                                                                          braccialetto della mutilazione di Asma, racco-
                                                                          mando l’anima a Dio e a San Pietro e sprofon-
                                                                          do in un sonno allucinato. Mi sento come se
                                                                          mi fossi fatto una robusta dose di marjuana…
                                                                          ma qui la marjuana non esiste! Esiste l’incubo
                                                                          della fame, dell’acqua e del non saper né leg-
                                                                          gere né scrivere.
                                                                             Tutto questo è una droga ben più forte,
                                                                          purtroppo.
                                                                             Un caldo saluto da Madogo!









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