Page 42 - Arminda
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Messico
          arminda

         mo insieme a una quarantina di detenute. La
         provoco con una domanda: “Ma dunque qui
         dentro negli anni passati, e nelle carceri mes-
         sicane negli scorsi anni, davvero era enorme
         la corruzione, c’era un gran casino?”. Sita mi
         risponde con dovizia di dettagli, è davvero
         molto bene informata: “Ti chiederai, padre,
         come sia stata possibile nel 2016 – l’anno
         in cui poi sei venuto – la strage di ventotto
         prigionieri, vero? Devi sapere, don Gigi, che
         insieme ai generi di consumo spesso arrivano
         pure le armi. Pensa che durante una perquisi-
         zione al «Cereso» di Ciudad del Carmen sono
         state trovate 12 pistole e 450 proiettili. Poca
         cosa, in realtà, se paragonate alle mitragliette
         usate da una banda di detenuti per liquidare
         i rivali – sotto gli occhi delle guardie. Più volte
         la stampa ha denunciato come le 429 prigioni
         messicane siano un mondo a parte, dove l’au-
         torità dello Stato si ferma spesso davanti alle
         mura esterne – che non sono mai abbastanza
         alte per fermare le evasioni: quasi 500 solo
         in un anno, in passato, con una fuga di massa
         – che tutti ricordiamo – dal carcere di Nuevo
         Laredo da dove sono evasi in 153.

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