Page 37 - Arminda
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LUIS E DAMARIS,TRAFFICANTIDI ESSERI UMANI

         gurare la palestra il prossimo lunedì, nutre
         una stima che è quasi venerazione e questo
         stempera un po’ la sua ruvidezza. Cerco di
         rompere il ghiaccio e le racconto che non è
         la prima volta che sono lì. Lei mi risponde:
         “Lo so bene, padre, mi hanno raccontato che
         qui dentro hai già portato l’asilo nido per i
         figli dei detenuti ed hai realizzato un refet-
         torio per detenuti con problemi psichici”. Le
         sorrido e lei, con tono quasi familiare, conti-
         nua: “Non è facile vivere qui dentro perché
         la corruzione arriva anche qui, padre. Oggi
         sta diminuendo, ma circa 10 anni fa – io ero
         una ragazzina – qui dentro succedeva di tut-
         to... Parlo di celle ‘a cinque stelle’ create dai
         detenuti con la compiacenza delle autorità.
         Altro che Cayenna. Gli ‘ospiti’ – è il caso di dir-
         lo – avevano a loro disposizione, don Gigi, un
         centinaio di tv al plasma, videogiochi, liquori,
         armi da taglio e un ‘harem’ di 19 prostitute,
         entrate chissà come nel penitenziario. Pensa,
         padre, che nei cortili del penitenziario zam-
         pettavano pavoni e pappagallini; in apposite
         gabbiette erano custodite dozzine di galli da
         combattimento con i quali si organizzavano

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