Regala un Sorriso

REGALA UN SORRISO IN BRASILE: CAMPAGNA ADOZIONI 2014-17


Bruna ricordo morte

SCARICA IL MODULO E LE LINEE DEL NOSTRO PROGRAMMA DI ADOZIONE A DISTANZA

REGALA UN SORRISO IN BRASILE PROGRAMMA IN TRE ANNUALITA’ PER 10 BAMBINI

2014 Luglio 2017

L’importo di Euro 3000 è versato per il primo anno in 2 soluzioni di Euro 2700 più Euro 300 nel gennaio 2015. La seconda annualità si è abbassata perché due bambini  hanno lasciato il centro e sono uscita dal programma

ANNUALITA’ DATA IMPORTO
PRIMA RATA 25 luglio 2014 -15 2700 + 300 in gennaio 2015
SECONDA RATA 9 Luglio 2015-16 2400 (2 bimbi in meno nel programma)
TERZA RATA 22 Luglio 2016-17  2400 (2 bimbi in meno nel programma 2015)
TOTALE  CONCLUSIONE EURO 7800

 

PROGRAMMA REGALA UN SORRISO IN BRASILE TERZA ED ULTIMA  ANNUALITÀ DI TRE 22 LUGLIO 2016 -2017
In data 9 luglio 2015, su mandato del Direttivo dell’Associazione – visto il report di giugno 2015 riguardo 8 bambini adottati a Novos Alagados, a Salvador de Bahia in Brasile – il nostro Tesoriere Luigi Pacini ha provveduto a bonificare sul conto dei Missionari della Consolata  Euro 2400 quale seconda annualità di tre. Giampietro Teodori  provvedeva al tempo stesso con lettera ad informare Padre Pietro Parcelli e l’Associazione Kilombo  dell’avvenuto pagamento inviando anche bonifico. Come nostra consuetudine alleghiamo in questa pagina prova dell’avvenuto versamento.
Ecco il link aggiornato dove trovare la ricevuta:

e FOTO BONIFICO

 

PROGRAMMA REGALA UN SORRISO IN BRASILE SECONDA ANNUALITÀ DI TRE 9 LUGLIO 2015-16
In data 9 luglio 2015, su mandato del Direttivo dell’Associazione – visto il report di giugno 2015 riguardo 8 bambini adottati a Novos Alagados, a Salvador de Bahia in Brasile – il nostro Tesoriere Luigi Pacini ha provveduto a bonificare sul conto dei Missionari della Consolata  Euro 2400 quale seconda annualità di tre. La nostra Segretaria Francesca Triunfo provvedeva al tempo stesso ad informare Padre Pietro Parcelli e l’Associazione Kilombo  dell’avvenuto pagamento. Come nostra consuetudine alleghiamo in questa pagina prova dell’avvenuto versamento.
Ecco il link aggiornato dove trovare la ricevuta:

8 adozioni a Salvador de bahia seconda annualità

 

PROGRAMMA REGALA UN SORRISO IN BRASILE PRIMA ANNUALITÀ DI TRE 25 LUGLIO 2014-15
Ci piace essere sempre chiari e limpidi, a costo di sembrare troppo puntuali e scrupolosi pubblichiamo qui il versamento che abbiamo fatto per 9 dei dieci bambini che la nostra ONLUS a preso in adozione a distanza. Manca ancora un bimbo all’appello. Abbiamo provveduto a versare alle Missioni della Consolata EURO 2700 per i bambini di cui qui vedrete le storie umane. Ecco il bonifico:

 

Nove adozioni a distanza Euro 2700 prima annualità

ecco il pdf per chi volesse salvare il documento: Salvador de Bahia 9 adozioni a distanza Euro 2700

 

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PANORAMA UMANO DELLE ADOZIONI

regala un sorriso

La favela di Novos Alagados è tristemente conosciuta a Salvador De Bahia per l’intreccio di gravi problematiche sociali e sanitarie: igiene precaria, droga, alcool, violenza e stupri. Avvengono frequenti assassinii che rendono molto pericolosa la vita quotidiana. Vogliamo raccontare alcuni di questi casi avvenuti proprio in questa favela, che una volta sorgeva interamente sull’acqua,  per meglio inquadrare il tessuto umano in cui abbiamo cercato i 10 casi dei bambini da adottare.

– Il primo caso è quello della giovane mamma del Kilombo di nome Jeane Cristina, morta a 27 anni, il 31 maggio 2009.Il suo mestiere era quello della pescivendola ed animatrice di un gruppo di mamme al Kilombo dove preparava anche le ceste di alimento. Era sposata con un uomo di 40 anni di nome Josè Francisco Dos Santos Neto . Jeane Cristina aveva avuto una figlia da una relazione precedente: la bambina aveva 10 anni e si chiama Graceane. Dal marito ebbe Ingrige di 6 anni e Juliani di 8 anni. Il marito era disoccupato, beveva e si drogava (il terribile crack). La storia nasce dai ripetuti tentativi di Josè Francisco Dos Santos Neto di violentare la bambina di 10 anni Graceane. Jeane sorprese il marito nel tentativo di violenza della propria figlia, la bambina confermerà il fatto. La giovane donna con forza impedì lo stupro. La situazione divenne  difficile in casa ed il Kilombo decise così di acquistare una piccola abitazione (cf. fotografia) dove Jeane andò a vivere con le tre figlie. Josè Francisco iniziò a perseguitarle ad invadere la nuova casa chiedendo che tornassero. Le persone del vicinato presero le loro difese. Passarono due mesi da quando Jeane aveva lasciato la casa del marito. Quel giorno la donna si trovava al Kilombo con le sue due figlie e dopo aver preparato la cesta degli alimenti(era  il 26 maggio 2009)si incamminarono verso casa. Josè Francisco la attendeva per strada, aveva una latta contente alcool e benzina, buttò questo liquido su di lei e le diede fuoco. Jeane reagì prontamente togliendosi la camicia del Kilombo in fiamme e di nuovo il marito gettò benzina. Juliani e Ingrige videro tutto e cominciarono a gridare. Passava un auto della polizia che si fermò immediatamente, spense le fiamme con l’estintore e la portarono in ospedale. La donna era cosciente ma con ustioni gravi e profonde che erano giunte a reni e fegato ed avevano bruciato circa il 90% del corpo. Dopo una terribile agonia la donna morì all’ospedale. Le tre bambine andarono a vivere con la zia che purtroppo,però, morì di cancro. Oggi vivono con un’altra zia a Fortaleza. Il Kilombo iniziò a distribuire volantini dell’assassino Josè Francisco Dos Santos Neto nell’intento di catturarlo. Dopo un po’ di tempo  riuscirono ad arrestarlo: oggi il criminale è in un carcere dello stato. A Jeane, prima martire del Kilombo è dedicata la cucina unitamente a Santina.

 

– Il secondo caso invece è avvenuto più tristemente durante il nostro soggiorno nella Favela di Novos Alagados, dal 1 al 7 maggio 2014. Il fatto ci viene tristemente raccontato da Padre Emilio, parroco della Favela dove sorge il centro del Kilombo. Lunedì 5 maggio 2014 il Padre viene chiamato in una scuola da una maestra, i ragazzi sono irrequieti più del normale e la maestra è preoccupata soprattutto per  una bambina di soli 9 anni. Il missionario giunge a scuola ,entra in classe e vede la bambina comportarsi in modo strano… barcollare, strappare i cartelloni dalle pareti, agitarsi e farneticare. Con molta prudenza tenta di istaurare un dialogo con la piccola, alla ricerca di un motivo che spinga a comportarsi così. Le spiegazioni purtroppo non tardano a giungere. Quella mattina ,l’uomo,compagno della madre, in preda ad un istinto sessuale che potremmo qualificare bestiale, forse ubriaco, svegliò la bambina, per renderla meno difensiva ,la drogò e atteso che la droga facesse effetto la  violentò  prima di inviarla a scuola.Ecco spiegato il triste motivo della irrequietezza della bimba.

Un altro caso che vogliamo descrivere per introdurci alla vita dei dieci bambini, che abbiamo portato in Italia per adozione ,mi viene raccontato ancora la domenica pomeriggio da Padre Emilio, mentre visitiamo alcune famiglie della favela nel rione Boiaderio.” Caro don gigi…” Inizia così il racconto di Padre Emilio.” Qui si uccide anche per soli sette euro. I bambini di questa favela vengono utilizzati dai narcotrafficanti come dei piccoli corrieri di droga. Come fanno? Semplicemente si chiama uno di questi ragazzini di 9-12 anni e nello zaino della scuola, nel  mezzo di un libro, nell’astuccio delle penne, in un risvolto della cartella si nasconde una porzione di droga del valore di 20-30 euro. Il bambino attraversa la favela, nessuno lo perquisisce,  giunge a destinazione dall’altra parte di Novos Alagados, consegna la merce e ritira i 30 euro. Al suo ritorno a casa consegna il denaro al narcotrafficante. Bene, qui in questa strada, in questo rione, è avvenuto un fatto del genere. Uno di questi ragazzini nel ritorno utilizza 3-4 euro per un pasto. Giunto a casa il narcotrafficante chiede a lui la cifra pattuita, ma manca del denaro…Non valgono le scuse del cibo o della modesta cifra: il narcotrafficante assassino uccide con un colpo di pistola il ragazzo per soli 3 euro. La vita in questa favela non vale nulla e le regole del tremendo gioco vanno osservate e non si può derogare neppure per 3 euro. Che squallore e che vita triste e di dolore!”

Infine un ultimo caso lo raccolgo da una testimonianza scritta di Padre Pietro Parcelli, il missionario della Consolata ,che ha fatto partire il progetto del Kilombo e che ben descrive il clima di paura in cui vivono le donne nella favela. Si parla di una pallottola nel pentolino del latte. Leggiamo: Cristiane, una giovane mamma di 19 anni, vive in una casa di legno nel Barrio Novos Alagados. Quella notte, Lorena, la bambina di un anno, si svegliò come sempre volendo mangiare. La madre sollevò sicura la bambina tra le braccia e mise il pentolino del latte a riscaldare. Nel momento in cui stava collocando il latte nel poppatoio, il pentolino fu raggiunto da una pallottola. Cristiane, spaventata, istintivamente si accovacciò con la bambina sotto il tavolo. Poi,nuovamente, una seconda pallottola raggiunse il lettino della piccola Lorena. Cristiane di solito non tiene la bambina in braccio mentre fa la sua poppata,ma quella notte, non sa perché, lo ha fatto.

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REGALA UN SORRISO: LA NOSTRA CAMPAGNA DI ADOZIONE A DISTANZA

L’Associazione Onlus Amici di Santina Zucchinelli ha pensato di dare seguito alla sua prima opera di solidarietà al Kilombo do Kioio, nella favela di Novos Alagados a Salvador De Bahia in Brasile, con una nuova iniziativa di importante sostegno a favore di bambini disagiati: le adozioni a distanza. Vogliamo colorire la nostra vicenda di solidarietà con i volti di dieci ragazzi: cinque bambine e cinque bambini, che vivono nella favela di Novos Alagados. Nel soggiorno a Salvador De Bahia, con il Dottor Marco De Murtas, abbiamo visitato molte famiglie ed – aiutati da Denys, Anna e Mariangela – abbiamo scelto dieci tra i casi di un certo significato per le gravi situazioni in cui versano i bambini: problemi di alcool, droga, violenza, disagio psichico. Siamo stati nelle loro case abbiamo fotografato la loro famiglia, le loro mamme ed abbiamo preso appunti sulle loro reali condizioni di vita. Siamo in grado oggi di fornirvi dieci storie di sofferenza e di dolore che vogliamo condividere con voi, nella speranza di poter fare del bene a questi bambini. Stiamo così formulando un protocollo sperimentale di adozione a distanza che si differenzi dalle altre diffuse pratiche di adozioni a distanza, proponendo un cammino che si articola in alcuni importanti elementi.

 

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in questo sito dedicato devi semplicemente compilare il modulo ed inviarlo per mail, oppure chiamare il numero 3290985258

PER CHI VOLESSE CONOSCERE MAGGIORMENTE I DETTAGLI DELL’INIZIATIVA PUO’ SCARICARE L’INTERO ALLEGATO DEL VIAGGIO IN BRASILE DAL 1-7 MAGGIO 2014

Novos Alagados, relazione del Primo viaggio di Solidarietà 1-7 maggio 2014