Ecco il n. 52 della collana #VoltiDiSperanza: DANILO
UNA PAGINA APERTA DI VANGELO
PREFAZIONE
di S.E. Mons. Leopoldo Girelli, Nunzio Apostolico in India ed in Nepal, Arcivescovo titolare di Capri
Accolgo volentieri l’invito dell’amico don Gigi a scrivere una breve prefazione a questo piccolo libro dal nome “Danilo”, poiché conosco padre Danilo sin dagli anni giovanili e so che è un prete missionario stimato ed amato. Predore è il luogo di nascita e di provenienza per entrambi, incantevole nella sua posizione sulle rive del Lago d’Iseo. A metà del pendio sul quale si estende il paese, in due case non distanti tra loro, due famiglie visitate anche da lutti precoci hanno fatto crescere in loro il germe della vocazione sacerdotale.
Mio fratello don Ilario, io stesso e padre Danilo, pur distanti qualche anno l’uno dall’altro, facciamo parte di quest’ultima generazione che ha dato sacerdoti alla Chiesa. Ci accomuna, in particolare, la figura del compianto don Michele Signorelli, a quel tempo curato di Predore, indimenticabile ispiratore di tanta ricchezza vocazionale. I nostri percorsi di vita – quello di padre Danilo e il mio – si sono presto separati, ma sono rimasti anche legati, in qualche modo. Quando, nel 1990, padre Danilo arrivava in Camerun io stavo terminando la mia prima esperienza di oltre tre anni come segretario della nunziatura apostolica in Yaoundé. Non ci siamo frequentati, allora, ma il luogo dove egli iniziava la sua nuova missione, Mouda, mi era noto, avendolo personalmente visitato nel 1989. Padre Danilo è un autentico missionario: quel tema “antropologico e fortemente teologico” che è stato l’argomento della sua tesi al termine dei suoi studi in seminario, egli l’ha vissuto poi in prima persona. L’antropologia teologica che padre Danilo ci propone non è scritta in un libro di testo ma nelle opere della Fondazione Betlemme di Mouda, che deterge la stessa sofferenza del volto di Cristo che appare sui volti dei bambini disabili, di quelli abbandonati, degli adulti incatenati, degli ammalati lasciati a sé stessi, dei giovani senza speranza. Come per la Veronica della Via Crucis devozionale, un segno indelebile rimane nel cuore di chi dona e di chi riceve amore. Auspico che questo piccolo libro di don Gigi possa contribuire a far conoscere quella “pagina aperta del Vangelo” che è la Fondazione Betlemme – e il suo fondatore, padre Danilo.
+Leopoldo Girelli
Nunzio apostolico in India ed in Nepal

