#VoltiDiSperanza

TEMPO DI LIBRI: FIERA DELL’EDITORIA ITALIANA, MILANO 19-23 APRILE 2017


La nostra collana #VoltiDiSperanza, sbarca a Milano e precisamente alla Fiera dell’Editoria italiana, che si tiene nel Capoluogo lombardo dal 19 al 23 aprile 2017. Per noi è un grande riconoscimento ed un onore. A fare la parte del leone è il nostro Instant-Book Joe, il Vescovo di Garissa incontrato nel Campo profughi di Dadaab in Kenya. Ecco la foto della nostra collana in esposizione.

 MILANO – Le polemiche, le mediazioni, i muri, sono ormai alle spalle. La Fiera dell’Editoria Italiana ‘Tempo di Libri’ ha messo in moto una macchina gigantesca ed è pronta a partire. Con 2000 autori e oltre 550 espositori, che si sono aggiunti fino all’ultimo, il 19 aprile si apre la prima edizione della Fiera milanese, che si concluderà il 23 aprile. All’inaugurazione ci sarà il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che nel 2016 fece un tentativo di mediazione cercando di lanciare un’intesa tra Torino e Milano. A dare il via alla nuova fiera saranno i presidenti Roberto Rettani, di Fiera Milano, Federico Motta, dell’Associazione Italiana Editori, Renata Gorgani, de La Fabbrica del Libro, Roberto Maroni, della Regione Lombardia e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.


Lo sdoppiamento dei Saloni è ormai una realtà e sia a Fiera Milano Rho che al Lingotto, dove dal 18 al 22 maggio si svolgerà la trentesima edizione del Salone del Libro, tutto procede alla grande. A placare le acque forse anche l’arrivo alla guida di due scrittori giovani, coetanei e amici: Chiara Valerio, responsabile del programma generale della Fiera milanese, e il premio Strega, Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone torinese.
Tra i 552 espositori presenti a Milano non ci sono alcuni degli editori indipendenti che avevano dato vita all’Associazione Amici del Salone e anche altre case editrici, ma molti degli assenti anche se non hanno uno stand in fiera partecipano alla prima edizione di ‘Tempo di libri’ e del suo ‘Fuori tempo’ in città che sfodera oltre 100 appuntamenti. E’ così per Adelphi che tra i suoi eventi ne ha uno speciale con la scrittrice Fleur Jaeggy all’Istituto svizzero. Anche Sellerio non ci sarà, ma verrà a Milano Marco Malvaldi e neppure La Nuova Frontiera, ma non mancherà alla fiera Diego Osorno. E così L’Orma editore, ma ci sarà Tommaso Pincio, e Nottetempo, ma ci sono Ida Amlesù, Barbara Alberti, Ginevra Lamberti. Mancano Marcos y Marcos ma c’è Paolo Nori, Archinto ma c’è Ranieri Polese.


Non ci sono proprio Minimum Fax, Sur, Iperborea, Voland, 66thand2nd ed e/o, ma tutti per motivazioni diverse. A restare sulle proprie posizioni di partenza è l’editore di e/o Sandro Ferri: “Noi andiamo a Torino dove siamo sempre stati bene. Non abbiamo mai capito e continuiamo a non capire la necessità di fare un’altra fiera nello stesso periodo dell’anno a 50 minuti di distanza. Mi sembra un’idea assurda, un ennesimo episodio di accentramento nelle mani di grossi gruppi. Non è una questione economica, le fiere si fanno per promozione, anche se Torino quest’anno ha fatto progressi, ha ridotto i costi”. E’ invece legata anche alle spese “che sono sempre impegnative” l’assenza di 66thand2nd, come spiega l’editrice Isabella Ferretti. “La mia speranza – dice la Ferretti – è che la finiamo di farci domande su chi va da una parte o dall’altra, sulle presenze alle due fiere. Il problema non è quello di riempire spazi – so che a Torino ci sarà una grande partecipazione di editori di diverse dimensioni – ma affrontare a livello più alto il problema della lettura”.


E proprio al lettore Chiara Valerio si augura, alla vigilia dell’apertura, che assomigli ‘Tempo di libri’ costruita a partire da un’idea semplice, quella dell’alfabeto. “E mi aspetto – dice la curatrice del programma generale – che sentir parlare Diego Osorno, Giancarlo Ceraudo, Miriam Lewin,
Pinar Selek, Lirio Abbate, Francesca Borri, Asli Erdogan, Marco Damilano ed Emiliano Fittipaldi, renda evidente che questa è una fiera di contenuto politico oltre che culturale”. Enorme anche il lavoro di Pierdomenico Baccalario, curatore del programma Ragazzi, che vedrà infiera l’autrice di ‘Wonder’ JR Palacio, David Almond, Aidan Chambers e Peter Kuper. Tantissimi gli appuntamenti della sezione Professionale curata da Giovanni Peresson e di quella digitale e tecnologica, a cura di Nina Klein. E sale la curiosità di vedere come destreggiarsi tra la Fiera e gli appuntamenti ‘Fuori Tempo di Libro’.

TEMPO DI LIBRI, DIRETTORI A CONFRONTO: SENZA CULTURA NON C’E’ INFORMAZIONE
Il dibattito delle idee consente di rispondere alle nuove esigenze del mondo che cambia

Una foto della rassegna Tempo di Libri (LaPresse)
Innovare nella tradizione. Tenere alta la qualità, ma aprendosi a sperimentazioni e linguaggi nuovi, per rispondere alle esigenze di un mondo che accelera. E di lettori sempre più preparati e pronti a partecipare, immersi nel flusso di internet e della conversazione social. Condividono questo scenario e questi obiettivi i supplementi culturali dei principali quotidiani italiani, i cui direttori si sono confrontati ieri a Tempo di Libri. Tutti d’accordo sul fatto che, proprio in questa fase storica, ci sia più che mai bisogno del dibattito delle idee e degli inserti che lo promuovono.
Luciano Fontana, «Corriere della Sera»
Luciano Fontana, «Corriere della Sera»

Si confrontano Luciano Fontana, direttore del «Corriere della Sera», Mario Calabresi de «la Repubblica», Maurizio Molinari de «La Stampa» e Guido Gentili del «Sole 24 Ore», che portano in fiera le esperienze, rispettivamente, de «la Lettura», di «Robinson», di «Tuttolibri» e della «Domenica».«Non può esistere un giornale senza informazione culturale», esordisce Fontana, ricordando le tappe fondamentali de «la Lettura». La nascita nel 1901, con l’allora direttore Luigi Albertini, «come spazio per l’informazione culturale che desse però anche conto del complesso della vita». Il supplemento uscì fino al secondo dopoguerra, poi si interruppe. Nel 2011, la decisione di rilanciarla e, nel 2015, quella di raddoppiare il numero delle pagine (ora sono sempre almeno 48), di portarla in edicola per tutta la settimana e di darle un prezzo, anche se modico, chiedendo di pagarla 50 centesimi. «La nostra parola chiave è contaminazione — dice il direttore del “Corriere” —, ovvero coniugare e far reagire tantissimi linguaggi, inclusi la graphic novel e il data journalism. Il risultato è eccezionale e questo significa che esiste un’esigenza dei lettori, ci sono una passione e un bisogno del Paese che sono stati intercettati».

Mario Calabresi, «la Repubblica»
Mario Calabresi, «la Repubblica»

È d’accordo che questa necessità ci sia Mario Calabresi, secondo il quale «l’inserto culturale non è un vezzo, ma una risposta di dialogo con il lettore, che negli anni è cambiato». «Oggi la cultura è vissuta più come esperienza che come conoscenza — spiega —: i lettori sono esigenti, preparati, hanno tante possibilità di incontrare loro stessi gli scrittori. Per questo chiedono quadri di riferimento e orientamenti, non una lezione frontale. Hanno bisogno di essere sfidati, non tranquillizzati».

Maurizio Molinari, «La Stampa»
Maurizio Molinari, «La Stampa»

«Proprio questa voglia di partecipazione, unita con l’esigenza di un’informazione di qualità, fa capire anche il successo degli eventi culturali», nota Maurizio Molinari. La stessa Tempo di Libri, ricorda sul palco Chiara Valerio, curatrice del programma generale, ha visto una proficua collaborazione con gli inserti. Molinari ripercorre poi la tradizione di «Tuttolibri», la nascita con Arrigo Levi, ma anche la «costante trasformazione». «Un inserto culturale — osserva — ha a che vedere con l’idea di comunità. Il giornale stesso è una comunità intellettuale che si rinnova e si ritrova attraverso i suoi contenuti. Se prima avveniva solo sulla carta, oggi si declina su più piattaforme. È una sfida emozionante, che ci spinge a immaginare nuovi prodotti». Ad esempio «Origami», di cui Molinari sottolinea il successo tra i giovani.

Guido Gentili, «Il Sole 24 Ore»
Guido Gentili, «Il Sole 24 Ore»

Parla di «sfida che si rinnova ogni settimana» anche Guido Gentili. A partire da quella del 1983, quando, sotto la direzione di Gianni Locatelli, fu lanciata la «Domenica» del «Sole 24 Ore». «Un quotidiano economico e finanziario decideva di giocare un’altra partita. Fu un’intuizione felice, che poi si è arricchita nel tempo», dice Gentili. Durante il dibattito nota anche che oggi «ci muoviamo in un contesto complicato, in un Paese in cui si legge poco». Proprio per questo, per allargare la base dei lettori, «mentre si è bombardati non più solo dalla tv, ma anche dai social, è importante più che mai selezionare e spiegare». Tutti i direttori constatano, infine, il calo delle copie cartacee, ma riconoscono che i lettori rimasti sono più che mai forti e motivati. Il che è fonte di speranza. Soprattutto se si aggiunge che, come nota Luciano Fontana, «considerando tutte le piattaforme, non abbiamo mai avuto così tanti lettori».