#VoltiDiSperanza

PRESENTAZIONE: COLLANA #VoltiDiSperanza


“Volti di speranza” è la nuova collana di Instant Book, libretti nei quali Fondazione Santina ha voluto raccogliere le storie incredibili di alcune persone incontrate negli ultimi viaggi di solidarietà.
Le opere realizzate in Italia e in giro per il mondo – alcune delle quali raccontate nell’ultimo libro di don Ginami e Vania De Luca “Opere di luce” con prefazione di Mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo – sono molto importanti per l’Associazione Amici di Santina Zucchinelli e per la Fondazione Santina e sono lì a testimoniare come quanto raccolto in beneficenza sia stato poi tradotto in solidarietà. Ma quello che più segna profondamente il nostro cuore, quando si rientra in Italia e si torna alla vita di tutti i giorni, sono le persone che abbiamo incontrato e le loro storie di immenso dolore. Una sofferenza inaudita che abbiamo voluto raccontare per regalare a queste persone un po’ di speranza.

 “JOE” è il racconto dell’attentato terroristico subito da S. E. Mons. Joseph Alessandro vescovo di Garissa, in Kenya, località nota per la strage del gruppo islamista di Al-Shabab che il 2 aprile 2015 provocò la morte di 148 studenti universitari cristiani.
Mons. Viganò, prefetto della Segreteria per le Comunicazione della Santa Sede, nella prefazione scrive: “Provo un senso di gratitudine verso questi fratelli nella fede che pagano con la sofferenza, con le torture, con ogni genere di violenza, perfino con la vita, la loro fedeltà a Cristo e al Vangelo.”
E nel libro possiamo leggere: Quest’uomo ha amato così tanto questa terra da dare il suo sangue. L’assetata terra di Africa ha bevuto con avidità il suo sangue e lui così è divenuto africano e l’A­frica è divenuta più cristiana.”


 “Janet”, una dei 148 studenti universitari massacrati a Garissa in Kenya il 2 aprile 2015 dai terroristi islamici di Al Shabab, solo per il fatto di essere cristiani. In onore di questi giovani martiri del nostro tempo Fondazione Santina ha finanziato la costruzione di una chiesa a Bura Tana, inaugurata a distanza di un anno dal massacro nella Diocesi di Garissa . Scrive nella prefazione Riccardo Nisoli del Corriere della Sera: “ Don Luigi Ginami ci regala una storia, con un volto e un nome: gli ultimi istanti della breve vita di Janet Akinyi. Aveva solo 22 anni, Janet, tante speranze e un amore. E’ al suo ragazzo che indirizza l’ultimo sms, appassionato e commovente. Come la potenza del suo martirio”.

 “Dominic” è il nome di un sacerdote cattolico vietnamita e racconta della sua lunga e dura prigionia durante il regime comunista, con un carcere come nuova parrocchia e una cella come chiesa. La prefazione è di padre Federico Lombardi.

La prefazione a “Santiago” è del Cardinale Ernest Simoni: “ In tutte le esperienze della nostra vita, anche in quelle più brutte e dolorose, anche in quelle in cui persino le persone più care ti voltano le spalle, l’unica presenza che non viene mai meno è quella di Gesù. Io sono un testimone vivente di questo”. Nell’ultimo viaggio in Perù nel mese di Dicembre 2016, con un collega medico, ho avuto la fortuna di accompagnare don Gigi – dopo essere già stato con  lui a Garissa in Kenya nel mese di Aprile 2016 – e conoscere dal vivo questa sofferenza; abbiamo inaugurato un asilo alla periferia di Juliaca e un campetto di calcio a Challapalca, nel carcere di massima sicurezza; insieme, al ritorno dal viaggio, abbiamo scritto la storia di Santiago, un bambino peruviano che lavora ai margini di una strada di Juliaca per 12 ore al giorno, guadagnando pochi spiccioli.

  “Kelvin” è un pluriomicida incontrato in Perù, nel carcere di massima sicurezza a Challapalca a 5050 metri, “toccato dalla Misericordia di Dio e pentito” come scrive nella prefazione Luca Collodi di Radio Vaticana. Racconto di “vite spezzate che rinascono”.

 “Gaby” è la drammatica storia di una mamma alla quale hanno trucidato la figlia, ambientata nello Stato del Guerrero in Messico, dove la violenza feroce dei cartelli della droga ha raggiunto livelli inauditi. La prefazione è di Lucia Capuzzi di Avvenire.

 “Hazar”, donna irachena schiavizzata dall’Isis, dal quale è riuscita miracolosamente a fuggire con i figli, è il titolo del primo volumetto della serie con prefazione di Lorenzo Cremonesi, giornalista del Corriere della Sera. Scrive Cremonesi: “In questo libro ci sono foto, nomi e cognomi delle vittime. Le loro parole sono raccolte con amore. Paiono  racconti di un’era diversa dalla nostra”.   Ad “Hazar” sono seguiti “Gaby”, “Kelvin”, “Santiago”, “Dominic” ed infine “Janet”, nomi dietro ai quali si celano storie di vita piene di indicibile sofferenza.

Dottor Emanuele Berbenni

                                                                                          

 

 

                                                                                                                  Dott. Emanuele Berbenni