In Perù le Suore della Carità di San Vincenzo de Paoli ci hanno chiesto di rinnovare la cucina che servirà a preparare pasti per “bambini di strada” per un totale di euro 5.000.
L’INAUGURAZIONE DELLA CUCINA PER I BAMBINI DI STRADA
Il primo report di questo viaggio vi arriva dall’Amazzonia del Perù al settimo giorno di viaggio. Questa volta, ahimè, complici gli anni che passano, l’altitudine mi ha dato un po’ fastidio, ma con la brillante assistenza e i chiari consigli del mio medico Emanuele Berbenni, che mi è sempre vicino nei viaggi, e con la scorta di medicinali appropriati offerti dalla generosità di Anita, la mia farmacista di Montello. Succede poi che le giornate siano dense di impegni che non lasciano spazio al riposo, e alla fine di ciascuna non ti ricordi più cosa hai fatto al mattino! Sembra di vivere tre giornate in una e ciascuna finisce con un senso di ubriacatura da sonno. A questo possiamo aggiungere l’adattamento al clima e al fuso orario che pure si fanno sentire, accompagnati da spostamenti lunghissimi in auto e pulmini scassati che ieri, per esempio, ci hanno portato dai 4.874 metri s.l.m. delle Ande del Perù fin nel cuore della foresta amazzonica, a Puerto Maldonado. E proprio qui, dall’Amazzonia, tra scimmiette, farfalle e serpentelli e una straordinaria natura selvaggia riesco finalmente a raccontarvi del primo giorno di viaggio, martedì 23 luglio 2025. È stato subito dopo il mio arrivo, ed è sicuramente tra i ricordi più belli ed importanti di questo viaggio, che abbiamo inaugurato – in onore di Luigi Belotti – una cucina per i bambini di strada accolti dalle Suore Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli nell’Istituto Taller Miranda, con le quali collaboriamo dal lontano 2014. L’idea, in realtà, è semplice: ingrandire e adattare la vecchia cucina in modo tale che non serva solo alle piccole orfane che abitano li, ma anche a quei bambini che hanno sì fisicamente una casa, ma che durante il giorno vivono per strada. E sono tanti. Le piccole orfane sono state inserite nel nostro primo progetto di adozioni a distanza già nel 2014. Ora abbiamo voluto aprire la nostra esperienza ai bambini di strada. Ne ho parlato con mons. Jorge Pedro Carrión Pavlic, vescovo di (San Carlos de) Puno, e poi con la superiora stessa e tutti due sono stati entusiasti del progetto. Ma prima di raccontarvi la meravigliosa giornata di martedì, voglio spendere due parole per raccontarvi chi siano le suore che hanno voluto ristrutturare la cucina dell’orfanotrofio. Io le ho conosciute in Vaticano, perché questa congregazione presta un prezioso servizio a Casa Santa Marta dove viveva Papa Francesco. Le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli arrivarono a Puno nell’anno 1875; gestivano l’ospedale San Juan De Dios e la scuola elementare frequentata da un centinaio di ragazze. Quando il 24 ottobre 1935 la signora Maria Conception Miranda Oblitas lasciò questa terra all’età di 78 anni, dispose nel suo testamento che diverse sue proprietà fossero vendute e con il ricavato si istituisse una scuola professionale per ragazze orfane, intitolata appunto a Miranda Oblitas. Suor Alizon avviò così la costruzione del Laboratorio Scuola Miranda con il contributo anche di altri benefattori e della medesima Congregazione. La costruzione fu completata nel 1939 e così il 15 agosto di quello stesso anno aprì la Escuela Taller Miranda con le prime sei orfane; gradualmente, il numero delle orfane aumentò. Nel 1953, le suore lasciarono la gestione dell’ospedale per dedicarsi unicamente alla Scuola. Molte delle ragazze accolte nella Scuola vengono da ambienti di povertà della città di Puno oppure dalle circostanti campagne povere dove gelo, grandine, siccità e inondazioni, unitamente a una politica agraria inesistente, rendono la vita difficile. Manca poi una adeguata istruzione della popolazione con ripercussioni molto pesanti sul vivere civile. Nella Scuola Taller Miranda, invece, le ragazze ricevono assistenza all’asilo e poi istruzione nella scuola elementare e media, dove vengono anche avviate ai lavori domestici.

Con questa premessa, vediamo come l’ambiente fosse familiare ad Associazione Amici di Santina: per questo, le sorelle ci accolgono con gioia. Per l’occasione ho chiesto ad alcuni amici di Puno di presenziare e così a nome del vescovo, che si trovava a Lima per motivi di salute e che incontrerò prima di rientrare in Italia, è venuto il cancelliere vescovile e poi il famoso pittore Wilder, che ha dipinto tanto bene il nostro mural a Villa San Roman, poi Betsy, una ragazza di Juliaca che si è iscritta alla nostra Associazione, e la famiglia della cara Olinda: tutti elegantissimi e vestiti a festa: il più casual ero proprio io! La giornata inizia con la celebrazione della Messa alla quale partecipano tutte le ragazze orfane: bellissimi canti, una liturgia ben curata e poi la dolcezza di quelle ragazzine provenienti da un contesto squallido. Sempre, l’incontro con queste forme di povertà estrema mi inducono a fare un severo esame di coscienza della mia vita, a volte insulsa. Loro guariscono la mia stupidità e io torno all’essenziale. In realtà, alla fine non sono io ad aiutare loro ma sono loro che aiutano me. E così, sono davvero felice di animare una Fondazione e un’Associazione che riescono a raggiungere gli angoli più bui ed angosciosi del mondo per accendere una piccola luce di speranza. Siamo nell’anno del Giubileo dedicato alla speranza e il motto che guida proprio questo viaggio ci dice che la speranza è il sogno di uomini che non dormono… di coloro che sono svegli! Questa affermazione viene da molto lontano nel tempo e diviene realtà oggi, qui, sulle Ande, a 6 gradi sotto zero e a 4.100 metri s.l.m., in mezzo al nulla. Nel corso della Messa racconto alle bambine la storia di un nonno che si chiamava Giovanni Belotti il quale ha lasciato in testamento al figlio Luigi una somma da dedicare alla carità e così con Luigi abbiamo deciso di donare parte della somma proprio per la realizzazione di questo bellissimo progetto. La maestria delle suore e la assoluta trasparenza del vescovo Jorge ha prodotto tutta la documentazione delle spese sopportate ed al mio ritorno a Bergamo sarà una grande soddisfazione portare tutto il malloppo di fatture a Luigi: una delle più importanti caratteristiche della nostra solidarietà è la trasparenza ed è giusto portare “ricevute” a chi ha donato!Una bambina apre la cerimonia con un bellissimo discorso pieno di affetto nei miei confronti e nei confronti della nostra Associazione e poi con la dolcezza e l’intensità dei bambini mi regala un generoso abbraccio che stringe forte il mio cuore. L’emozione è intensa: dopo tante fatiche, vedere un altro piccolo segno della nostra solidarietà realizzato a 4.874 metri di altitudine prende davvero il cuore e ti fa dire tra te e te: “Grazie, Signore: sono sulla strada giusta!”. Sento vicini in questo momento Luigi e la sua famiglia, il vescovo Francesco che condivide i nostri sogni, e tutti voi che proprio in questo momento mi state leggendo! Dopo il discorso della piccola Josmell, il figlio di Olinda taglia il nastro rosso e tutti i piccoli entrano nella nuova cucina, irriconoscibile rispetto a come l’avevo lasciata: pavimenti rifatti, pareti dipinte, nuovi spazi creati in un progetto di profonda ristrutturazione … ora c’è tutto. Dalla credenza tutta ordinata ai nuovi e grandi lavandini, ai fornelli, alla cappa per i vapori … e c’è pure l’estintore! Sembra di trovarsi in una pulita e attrezzata cucina di un ristorante! Poi il nostro associato, l’artista Wilbert, scopre la targa con la dedica e così appare, insieme al logo di Fondazione Santina in caratteri grandi, il nome di Giovanni Belotti. Mi emoziono sempre quando vedo come le persone buone, anche da morte, continuano a fare del bene e per questo è giusto che il loro nome appaia in queste piccole opere di luce. Sono seduto in mezzo ad una natura meravigliosa e una farfalla grande e colorata mi distrae dalla scrittura: una creatura piccola e fragile quanto elegante e meravigliosa nei suoi colori – noto il rosso, il giallo e il nero… – e poi vola via. Una scimmietta salta da una palma all’altra e un pappagallo colorato conquista la mia attenzione con il suo volo ed i suoi colori. Ecco: la nostra opera sulle Ande del Perù non è grande e potente, ma semplice e nascosta e assomiglia tanto alla farfalla volata via; ma quella cucina ha una grande forza nascosta, quella della meraviglia, perché è difficile immaginare di trovare sulle Ande del Perù una cucina da grande ristorante. La nostra cucina è una farfalla colorata nella sua eleganza, capace di creare sorrisi sui volti dei bambini che qui riceveranno buon cibo. Cosa rappresenta nella foresta amazzonica una semplice farfalla colorata? Nulla. Eppure, questa mattina è stata capace di regalarmi sorriso e stupore. Cos’è una nuova cucina, che serve a preparare i pasti per i bambini di strada che vivono in una spaventosa povertà e in un estremo degrado? Nulla. Ma quella mattina, la nostra cucina ha regalato a quei bimbi un buon pasto caldo nel clima quando fuori c’erano dieci gradi sotto zero. Proprio quella cucina – come la mia farfalla – è capace di regalare sorriso e stupore. Non è nulla, ma è capace di donare speranza, proprio in questo Anno Santo che è all’insegna della speranza. Ora il mio report attraversa l’oceano ed entra nel tuo cellulare e spero che sia capace di portarti il virus della speranza. Sto già pensando al secondo report: questo sarà una grande sorpresa, perché si tratta del nostro asilo a Villa San Roman. Non perdetevelo!
Ecco infine il video della richiesta dello scorso anno:
Le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, che arrivarono a Puno nell’anno 1875 ed accudivano l’ospedale San Juan De Dios ed assistevano cento ragazze della scuola elementare e primaria. Il 24 ottobre 1935 la Signora Maria Conception Miranda Oblitas di 78 anni lasciò in testamento diverse proprietà affinché fossero vendute e con il ricavato si istituisse una scuola professionale per ragazze orfane Miranda Oblitas. Suor Alizon intraprese così la costruzione del Laboratorio Scuola Miranda con il contributo di altri benefattori e della medesima Congregazione. La costruzione fu completata nel 1935. Il 15 agosto 1939 aprì così la Escuela Taller Miranda con le prime sei orfane e gradualmente il numero delle orfane o abbandonate è aumentato. Nel 1953 le suore lasciarono l’ospedale e si dedicarono completamente alla scuola. Molte delle ragazze vengono da ambienti di povertà della città di Puno oppure dalle campagne povere dove gelo, grandine siccità e inondazioni rendono la vita difficile unitamente ad una politica agraria inesistente. Manca poi una adeguata formazione culturale della popolazione con ripercussioni molto pesanti sul vivere civile. Le ragazze possono così godere di istruzione per asilo, scuola elementare e media e possono imparare lavori domestici. Oltre a servire queste povere ragazze (di cui come Associazione ne avevamo prese in adozione a distanza 10 per un triennio nell’anno 2016) la nuova cucina aiuterà molti dei bambini di strada che popolano le Ande del Perù.
Siamo a Puno a 4.100 metri sulle Ande del Perù, e moltissimi bambini non hanno di che mangiare. Quando i lavori saranno conclusi io partirò per il Perù ed andrò ad inaugurare tale opera ed al mio ritorno alla fine di agosto 2025 produrrò tutte le ricevute in originale a tutti voi ed al nostro Benefattore Luigi Belotti, i lavori sarnno dedicati a suo padre Giovanni Belotti. Grazie Luigi per la tua generosità! Ecco la Lettera della Superiora dell’Istituto Religioso.

qui vengono riportate le diverse spese sostenute per ristrutturare la cucina del Taller Miranda a Puno


Dopo attenta verifica delle spese si è provveduto ad inviare all’Istituto Religioso la somma di Euro 5.000 attraverso il conto della Diocesi di Puno. Ecco l’ordine di bonifico emesso dal nostro Vice-Presidente e Teosoriere Dott. Luigi Pacini, in data 14 maggio 2025.

Seguono ora tre documenti: il primo è la ricevuta della banca in Perù del denaro inviato, segue una lettera del Cancelliere che invia all’Istituto Religioso la somma ricevuta. Ed infine vi è una lettera di ringraziamento della Madre, al mio ritorno dal Perù vi sarà un preciso resoconto dell’opera.
RICEVUTA DALLA BANCA IN PERU’ DELLA RICEZIONE DEL DENARO

LETTERA DEL CANCELLIERE PER TRASFERIRE DENARO ALL’ISTITUTO RELIGIOSO

LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DELLA SUPERIORA DELLA COMUNITA’ RELIGIOSA DI PUNO

