Regala un Sorriso

Adozioni in Camerun programma 2025 – 26 – 27


E’ la proposta di adozioni a distanza per tre anni (2025-26-27 ) di 10 bambini in Camerun ,  con una offerta annua di Euro 300 per un totale di 900 Euro per bimbo.

L’importo di Euro 3000,  suddiviso in 300 Euro per dieci bambini,  sarà versato in un’unica soluzione di Euro 3000  allo scadere dell’anno a Fondazione Betlemme di Padre Danilo Fenaroli.  La peculiarità del programma è il fatto che sarà gestito direttamente Padre Danilo.

ANNUALITA’ DATA IMPORTO EURO 3000
PRIMA RATA 2025 27 GIUGNO 2025  Euro 3000
SECONDA RATA 2026 GIUGNO 2026 Euro 3000
TERZA RATA 2027 GIUGNO 2027 Euro 3000
TOTALE  TRE ANNI  EURO 9000

Padre Danilo Fenaroli ci aveva rivolto una richiesta di aiuto con il nostro programma di adozioni a distanza con una lettera scritta il 5 maggio 2025 durante il nostro ultimo viaggio di solidarietà in Camerun, ecco la richiesta del padre.

Il Direttivo della nostra Associazione in data 18 giugno 2025 approva l’erogazione della cifra di euro 3.000 avendo trovato dieci persone, che per tre anni seguiranno i piccoli dell’Estremo Nord del Camerun. Ecco ordine di bonifico eseguito dal nostro tesoriere il Dottor Luigi Pacini

IN RISPOSTA AL NOSTRO BONIFICO DAL CAMERUN ORNELLA GREGORI COME COORDINATRICE DEL PROGRAMMA il 9 ottobre 2025 CI RISPONDE
Caro Don Gigi, spero tu stia bene. Come ti avevo promesso, ti invio una copia della contabile del 2 luglio 2025 relativa al bonifico di € 3.000,00 che abbiamo ricevuto.

Inoltre, ti allego cinque fatture riguardanti i bambini adottati presso la Fondazione, relative ai costi di vitto e alloggio per l’intero anno scolastico 2025-2026, per un totale di 985.000 franchi CFA (€1.500,00).

Troverai altresì cinque fatture relative al primo trimestre — luglio, agosto e settembre 2025 — per un importo complessivo di 246.000 franchi CFA (€375,00), relative alla consegna di arachidi, miglio e olio per i cinque bambini adottati nei villaggi.

Le fatture originali ti saranno consegnate personalmente al tuo arrivo in visita.Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento e colgo l’occasione per inviarti i miei migliori saluti, augurandoti un buon viaggio.
ORNELLA GREGORI 9 OTTOBRE 2025

REGALA UN SORRISO IN CAMERUN PROGRAMMA DI ADOZIONI A DISTANZA 2025-2028
Inizio a scrivere questo sesto report a Yaoundé, dove sono arrivato ieri nel pomeriggio. Voglio riprendere quell’episodio a cui padre Danilo in effetti ha quasi soltanto accennato nella sua autobiografia, per creare il contesto dal quale potrebbero venire anche i dieci bambini che prenderemo in adozione a distanza: secondo la nostra speranza, da giugno 2025 a giugno 2028 con 300 euro l’anno per ciascun bambino. «In uno dei tanti incontri nei villaggi, ricordo che mentre si parlava e si discuteva per aprire una scuola, si sentiva da lontano il lamento di una donna e il pianto di un bambino. Alla fine dell’incontro ho chiesto di potermi avvicinare alla capanna semi-distrutta e ho visto una donna incatenata con il suo bambino. Il capo villaggio mi disse: “E’ matta! E siamo costretti a tenerla incatenata”. Ho chiesto di liberarla e mi hanno dato il permesso, a condizione di portarla via con me. Ma le chiavi del lucchetto non si trovavano. Allora andai in parrocchia e presi il seghetto per tagliare la catena e liberarla. E la portai con me». Vorrei lavorare un po’ di fantasia e, giocando sui dettagli che Danilo ci rivela – sono dettagli semplici e all’apparenza innocui – provare a rivivere quella serata.

Ecco la mia storia. Immagino un tardo pomeriggio; padre Danilo arriva in un villaggio con un intento preciso: quello di aprire una scuola. Vedo davanti ai miei occhi la scena, con il capo villaggio e i notabili ad accoglierlo quando lui scende dal suo fuoristrada bianco; il consiglio del villaggio si siede all’ombra di un grande albero che mitiga il calore della sera, il clima è secco e la polvere è ovunque. Danilo saluta e si dispone ad ascoltare prima il saluto del capovillaggio e quindi la relazione del coordinatore degli eventuali lavori per la realizzazione della scuola. Il padre è molto attento, concentrato sull’argomento perché di questo progetto è follemente innamorato. L’argomento è importante, i pareri sono diversi e padre Danilo vuole assolutamente trovare “la quadratura del cerchio. In mezzo al confronto acceso, con voci in sintonia o divergenti, la gente è così concentrata sull’argomento-scuola che non si accorge che padre Danilo ha perso la sua concentrazione, sembra che qualche cosa lo disturbi. Se ne accorge il capo villaggio che gli chiede: “Padre, tutto bene? Sembra che qualcosa ti distragga!” – “Niente, niente…”, risponde un po’ brusco Danilo. La riunione continua, eppure il missionario – sempre concentrato sull’argomento – sembra al tempo stesso distratto, o piuttosto preoccupato. A un certo punto, Danilo interrompe il dibattito: “Scusate, ma non sentite anche voi il lamento che viene da quella capanna?”. Danilo punta il dito verso una casupola non molto distante: in mezzo alla polvere della sera si intuisce una costruzione diroccata, una capanna sventrata il cui tetto sta cadendo, più che una capanna è un relitto di una povera casa, i mattoni in fango cedono da un lato, i pali portanti sono storti e due sono addirittura caduti … Proprio da quel tugurio proviene un lamento a volte debole e a volte più forte, sembra una cantilena triste e buia. In quel tramonto dai colori meravigliosi, forte è il contrasto con l’oscurità di quel lamento. Danilo si rivolge alle persone riunite sotto il grande albero: “Come possiamo continuare a lavorare, cari amici, con questo lamento triste? Sicuramente qualcuno ha bisogno, qualcuno sta male e noi facciamo finta di niente? Se ascoltate bene, non si tratta solo di un lamento, ma al lamento risponde un pianto e sono sicuro che sia il pianto di un bambino! E noi, cosa facciamo, continuiamo con le nostre disquisizioni quando qualcuno palesemente ha bisogno di aiuto?”. Gli anziani sono interdetti, il capo villaggio arrossisce e un profondo silenzio scende sul villaggio, tutti sono in ascolto: lamento e pianto, pianto e lamento… Il missionario si alza, guarda il capo villaggio con un tono che non implicava una domanda ma un imperativo, gli chiede: “Mi puoi accompagnare a quella capanna?”. Con una certa soggezione e con gli occhi bassi, il capo villaggio fa cenno di sì con la testa. Si alza, precede padre Danilo e tutti i responsabili del villaggio lo seguono. Davanti alla capanna, il capo villaggio scosta il lercio telo e una scena agghiacciante e raccapricciante colpisce il padre italiano: immersa nella sporcizia, tra le proprie feci, vestita con un pezzo di stoffa che basta a malapena a coprirla, giace una donna, incatenata: è appena una ragazza e si chiama Valentine (il nome è di fantasia, preso in prestito da una bimba disabile adottata da Verena). Valentine palesemente soffre di un serio disagio mentale, gesticola animatamente ma la catena, vecchia ed arrugginita, non le permette di muoversi. Vicino a lei Damien, il suo bambino, che piange implorando dalla mamma non si sa che cosa: il lamento di Valentine e il pianto di Damien, un triste coro che sconvolge l’animo di Danilo che chiede al capo villaggio: “Perché è incatenata?”. L’anziano risponde: “E’ matta, siamo costretti a tenerla così!”. “Perché non la liberate?”. Con un sorriso di circostanza e quasi di scusa il capo villaggio risponde: “Se la liberiamo, tu sei disposto a portarli via con te? Lei ed il bambino?”. Danilo posa una mano sulla spalla del vecchio e con tono determinato afferma: “Non preoccupatevi, Valentine e Damien li porto via io con me, appena liberate Valentine dalla catena!”. Nel frattempo, il bimbo ha smesso di piangere quando una donna lo ha preso in braccio: stremato, è sprofondato in un sonno profondo. “Vai a prendere la chiave!”: il capo villaggio dà disposizioni, alcune donne si muovono in diverse direzioni a cercare la chiave e dopo alcuni minuti sono di ritorno – a mani vuote… “Padre – spiegano al missionario – abbiamo perso la chiave, non sappiamo dove sia…” Il volto del religioso si fa scuro, si vede che gli costa fatica controllarsi e che nel suo animo c’è il terremoto: «Non solo la tengono in catene, ma hanno pure gettato la chiave … quale destino può essere riservato a questa poveretta? Che senso possono avere, in queste condizioni, la vita di madre e figlio? La prospettiva può essere solo una morte squallida, abbandonati a loro stessi senza alcuna prospettiva – e solo perché secondo alcune antiche credenze, tutto il villaggio è convinto che Valentine sia posseduta dagli spiriti cattivi. È trattata peggio di un cane, senza rispetto, senza dignità …”.  Ma nella sua macchina padre Danilo ha anche un seghetto: con gli occhi velati dalle lacrime, si inginocchia accanto a Valentine in un’immagine di grande significato. Mentre il prete inizia a segare quella maledetta catena arrugginita, la gente del villaggio assiste ammutolita, pietrificata dalla potenza e dall’eversione di quel gesto. Finalmente la catena si spezza: nel frattempo, Valentine ha capito quello che sta succedendo e si è calmata: sorprendono i suoi occhi, gli occhi di una persona non pienamente consapevole di sé, ma occhi meravigliosi nei quali risplende una luce nuova: la ragazza ha capito di essere nuovamente libera – e sorride!, sorride di un sorriso meraviglioso che ridona pace al cuore devastato di Danilo. La folla lentamente si dirada; Danilo abbraccia Valentine, la prende per mano, in braccio porta, addormentato e con la testolina appoggiata alla sua spalla, Damien. Il missionario torna al suo fuoristrada, le ultime persone rimaste lo salutano con un misto di reverenza unita a una grande ammirazione, la stessa ammirazione che provo io, qui in Africa, mentre medito sul racconto che il mio amico aveva appena accennato ma che ha un grande valore, perché quello che lui racconta è ancora troppo diffuso in questi Paesi, e non sempre c’è un Danilo a portata di mano …

Mi chiederete perché io abbia voluto riscrivere in maniera più estesa questo evento. Solo per commuovervi, strapparvi una lacrimuccia e giocare a fare il romanziere? No davvero. Spero piuttosto che vi possa indurre – come è successo a me – a riflettere su queste tristissime situazioni e a voler fare un grande, bellissimo gesto di generosità e di solidarietà – come hanno già fatto Verena e Franca dopo avere letto questa storia ed essersi davvero commosse tanto – adottando uno dei dieci bambini a cui vogliamo promettere una speranza per il futuro. Verena e Franca ne hanno adottato i primi due – la strada è aperta … Questa iniziativa – intendo quella dell’adozione a distanza di dieci bambini nel poverissimo Camerun – prende forma dopo avere incontrato di persona i 10 bambini che l’Associazione vuole prendere sotto la sua ala protettrice: sono cinque bambini disabili del Centro di padre Danilo e cinque bambini che vivono invece nei poveri villaggi di Mouda e Sarmouzougui. Chi adotterà i piccoli disabili potrà consultare in dettaglio la situazione del rispettivo bimbo nella scheda medica preparata dalla Fondazione Betlemme – intanto, vi potete fare un’idea dalla breve presentazione dei bambini che vi farò di seguito. Invece, per quanto riguarda gli altri cinque bambini, sono andato di persona – accompagnato da André – a visitare le famiglie nelle loro capanne. L’idea che governa questa iniziativa è quella di tagliare – simbolicamente e realmente, e grazie al nostro piccolo contributo – quelle catene pesanti e arrugginite catene che avvolgono questi piccoli: sono catene fatte di povertà, miseria e malattia. L’aiuto che vi chiedo corrisponde a 300 euro l’anno per tre anni. Verena e Franca hanno fatto da apripista – ora tocca a voi: ci sono ancora otto bimbi che aspettano il vostro aiuto con il programma “Regala un sorriso in Camerun 2025-28”:

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IL REGOLAMENTO DEL PROGRAMMA DI ADOZIONE: REGALA UN SORRISO IN CAMERUN 2025-26-27

  1. La quota annuale per l’adozione a distanza è di Euro 300 a persona e l’impegno è triennale per un totale di Euro 900.
  2. Raccolte le 10 quote annuali per un totale di Euro 3000, con bonifico bancario e facendoci carico delle spese bancarie in ricezione, con qualifica OUR, eroghiamo l’intera somma alla “Fondazione Betlemme” e Padre Danilo  personalmente cura le adozioni a distanza..
  3. Padre Danilo ci invia ricevuta di Euro 3000
  4. Una volta al mese Padre Danilo dal Camerun  che segue  il programma,  dona l’equivalente di Euro 25 ad ognuno dei 10 bambini, in verità non dona denaro ma servizi comperati con quella somma, come si spiega al seguente n.5
  5. Padre Danilo, informando il Presidente, si incarica di usare i 25 euro nel seguente modo:
    5.1.    Educazione (tasse scolastiche e di iscrizione dei bambini adottati)
    5.2     Alimentazione (farina, fagioli, riso)
    5.3     Medicine e visite mediche, qualora che ne fosse bisogno per il bambino. In questo caso, se ci fosse bisogno di cure mediche l’intera somma sarebbe suddivisa in: spese mediche prima di tutto, poi per l’alimentazione ed infine nella educazione.
  6. Mensilmente Padre Danilo si curerà di scrivere un resoconto di come il denaro sia stato impiegato ed ogni semestre, od in occasione di un nostro viaggio di solidarietà provvederà a consegnarci ricevute originali di quanto speso e fotografie dei bimbi. Tali foto non possono essere divulgate in contesti social. A tale riguardo il nostro Avvocato  è molto severo e per il futuro chiedo a voi di fare altrettanto.
  7. Al termine dell’ anno in una approfondita revisione con Padre Danilo si provvederà a rinnovare l’annualità successiva
  8. Per tutti questi motivi di impegno sono ad esortare tutti i genitori adottivi a non abbandonare il programma di adozione, viste anche le precarie situazioni di salute dei piccoli.
  9. Le vie di informazione saranno solo 3:
    9.1. La pagina web dedicata al nostro programma, dove si troveranno i dati generali dei bambini, dei pagamenti e della situazione in cui essi vivono. Tale pagina è visibile a tutti.
    9.2. La chat del gruppo di adozioni a distanza. In questa a scadenza regolare Padre Danilo provvederà ad inviare notizie più specifiche.
    9.3 Una chat personale con Padre Danilo  attraverso la quale avere notizie più dettagliate sui bambini.
  10. Il programma è triennale e non rinnovabile.

San Gregorio Barbarigo
18 giugno 2025