Libri Fondazione

VIVA LA VIDA


 

È appena pubblicato il nuovo libro di Luigi Ginami, “VIVA LA VIDA”.

 

Se vuoi puoi leggerlo gratuitamente qui

Ma se vuoi contribuire alle opere della Fondazione Santina Zucchinelli puoi acquistare la copia cartacea o quella digitale qui oppure chiamare o mandare un WhatsApp al numero 348 931 3224

 

 

VIVA LA VIDA
Dal Vaticano a Bergamo:
il diario di un cambiamento
3 maggio 2021 in Vaticano
3 maggio 2022 in Vietnam

Sono contento di aver avuto l’opportunità di conoscere don Gigi, che è una persona veramente straordinaria, di quelle persone che piacciono a me, quelle persone del “fare” che a
metà frase già si muovono.
Noi abbiamo bisogno in Italia e nel mondo di questa gente, gente concreta. A prescindere che si sia credenti o meno, questi sono i preti che io ammiro, che girano il mondo, rischiano, ma che soprattutto hanno la capacità della sintesi.

Nicola Gratteri

 

INTRODUZIONE.
“PARA QUE SIGAS SIENDO SIEMPRE UN PASTOR
QUE HUELE A OVEJAS Y NON PIERDA NUNCA AL ALMA”.

Sabato Santo, 16 aprile 2022. Sono le prime ore del mattino e ancora assonnato arrivo vicino alla macchina del caffè Nespresso, regalatami da don Dario, quando ho lasciato il Vaticano e come augurio di vita nuova. Ogni mattina è un rito il caffè bollente, sedente e che non costi niente! Il pensiero va alla solenne veglia pasquale che celebrerò a Montello con la comunità monastica e gli amici dell’Associazione. Metto la cialda del caffè, la macchina si scalda e meticolosamente preparo la tazzina con il piattino, il cucchiaino e il tovagliolino di carta… penso allo zucchero e mi ricordo che è da un po’ di giorni che scarseggia e mi domando se aprendo il coperchio ve ne sarà ancora o dovrò riempire prendendo dal sacchetto in dispensa. Sollevo la zuccheriera e sento un peso insolito, sembra piena, sollevo il coperchio e… trovo lo zucchero: la zuccheriera ne è piena! Mi commuovo, chi ha riempito? La risposta è fulminea: ieri Silvana, e senza dire niente, senza un rimprovero alla mia pigrizia su faccende domestiche sulle quali sono ancora, dopo un anno, un grande inesperto! Come, ad esempio, accorgermi solo dopo tre mesi che la pasta “4 Salti in Padella” – da me puntualmente chiamata “3 Salti in Padella” con figuracce al supermercato, dove la commessa si è messa a ridere quando ho fatto l’errore dicendomi: si vede don Gigi che non sei molto esperto in cucina – si cucina in padella e non in microonde! Bene, la mia nuova vita è fatta di queste umili cose che fanno tanto bene al mio orgoglio. Guardo la zuccheriera e diventa il mio oggetto di meditazione in questo Sabato Santo 2022: la zuccheriera è proprio qui davanti a me e mi interroga. Tante volte nella vita rimaniamo senza zucchero e la nostra esistenza si riempie di amarezza per un torto ricevuto, per una grande ingiustizia che ti cambia la vita, per una malattia, per un grande problema. Molte volte alla nostra vita manca la dolcezza e siamo amari, come il caffè senza zucchero: i nostri occhi si riempiono di lacrime, ci svegliamo angosciati con in bocca il sapore amaro della vita. Proprio in quel momento Dio ti riempie la zuccheriera di zucchero, ti svegli una mattina e trovi che Dio puntualmente mette zucchero nella tua giornata.

Le pagine che state per leggere in questo libro Viva la Vida! Sono le pagine in cui mostro come Dio, in questo anno, ha fatto come Silvana: mi ha messo zucchero nella zuccheriera vuota! Sono pagine in cui non si parla di amaro, ma di dolcezza: lo zucchero, il sapore che solo Dio mi ha regalato attraverso molte e molte persone in questo anno! Sono Cardinali, Vescovi, sacerdoti, comunità monastiche, amici e amiche che non sono presenti per il loro titolo o l’importanza sociale, ma per la loro forza di testimonianza: questi amici mi sono stati tutti vicini e hanno trasformato questo anno in un anno meraviglioso! Questo lungo anno, come nelle prossime pagine, è iniziato il 28 marzo 2021, Domenica delle Palme, quando Dio ha riempito il mio amaro con la formidabile frase: Fiat voluntas tua, tanto misteriosa quanto potente, perché frutto di una profonda Diosincidencia. E questo anno giunge ad oggi, Sabato Santo 16 aprile 2022 con una zuccheriera piena, traboccante di zucchero! Tra questi due giorni, che sono frutto di due Diosincidencias: il 28 marzo 2021 Domenica delle Palme e il 16 aprile 2022 Sabato Santo, vi è un anno pieno di zucchero di Dio che ha saputo riempire l’amaro della Vita che tutti incontriamo. Io spero che la lettura di questo libro raggiunga un unico scopo: quello di farti cercare cucchiaini di zucchero nella tua Vita quando invece sistematicamente vedi amaro. In questa Introduzione parto da un cucchiaino tanto bello quanto inaspettato – forse il più bello tra tutti – e ci introduciamo alle pagine di questo libro proprio con questo bellissimo fatto avvenuto sulle Ande del Peru e che non ho riportato nel libretto di Sol, perché forse la carezza di fuoco di Juana aveva offuscato la mia riflessione; ora in questo Sabato Santo quel fatto del giugno 2021 riappare con tutta la sua forza. Ascoltate. Sulle Ande, a Villa San Roman, un barrio povero di Juliaca, vi è un grazioso Asilo che abbiamo costruito negli anni per i piccolini che vivono nella miseria e quella Scuola dell’Infanzia è piena di colori, perché abbiamo voluto allietare la miseria non solo con la completa ristrutturazione dell’edificio, ma facendovi dipingere uno splendido mural. L’autore è un pittore famoso ben conosciuto a Puno per importanti opere: Wilbert Maidanada. Davvero il mural che ha realizzato è meraviglioso e sulle Ande il suo nome è molto conosciuto. Siamo diventati amici, mi segue con tanta amicizia nei diversi paesi del mondo, e pensate con Google traduce tutto in spagnolo. Bene, nel mio viaggio di giugno in Perù non poteva mancare un pranzo con lui a Puno. Ci incontriamo alla Plaza des Armas, pranziamo insieme in un locale e il mio amico è curioso: “Padre, perché hai lasciato il Vaticano? Non ti trovavi bene vicino al Papa? Hai fatto qualcosa di male?” Ecco l’amaro che mi arriva in bocca: l’essere fraintesi o giudicati! Inghiotto amaro e mi rendo conto che tante persone senza parlare pensano così e questo crea un disorientamento profondo ed intimo che in quei giorni spesso si tramutava in lacrime: mi ricordo lacrime a Puerto Maldonando, mi ricordo lacrime a Villa San Roman e ora… nascoste lacrime a Puno. Perché la gente pensa così? Spesso mi sono interrogato! L’amico non si rende conto dell’amaro che inghiotto, confuso da un Pisco Sauer al termine del pranzo. Dico a lui: “Usciamo fuori… ti spiego”. Il sole è caldo, in Peru siamo entrati in inverno il 21 giugno, ma il sole delle Ande è forte; facciamo una passeggiata nella splendida cittadina, costeggiamo il lago e poi ci dirigiamo a casa di Wilbert per un caffè. Lo guardo negli occhi, gli artisti hanno una singolare forza nell’interpretare la Vita, che spesso noi normali non abbiamo… “Wilbert, voglio risponderti partendo da quando ero piccolo! Tu lo sai che da quando ho l’età della ragione ho sempre pensato di diventare prete? Ero così convinto che già a 5 anni facevo il chierichetto in una chiesetta di nome Nostra Signora dei disperati. Mio papa era custode della curia diocesana…” (ed ora mentre scrivo al computer davanti alla zuccheriera piena ed alla tazza di caffè vuota, guardo fuori dalla finestra e vedo proprio la casa dove sono nato e mio padre è morto. Ora dopo molti anni torno a vivere nel luogo della mia nascita, anche questa non è una Diosincidencia, un tornare alle origini?). Wilbert mi guarda sorpreso e mi dice: “Non hai mai dubitato di diventare prete??”. “Mai, Wilbert; esisteva solo una possibilità che non lo diventassi: la morte!”. Bene, dai 5 ai 25 anni, il giorno della mia ordinazione sacerdotale, nel mio lungo ed accurato discernimento vocazionale in due seminari, quello di Bergamo e quello di Roma, con equipe di formatori eccellenti: mai e poi mai è risuonata nella testa la parola Vaticano o Segreteria di Stato! Mai, non sapevo neppure cosa era e mai questa parola ha influenzato la mia vocazione in alcun modo. Pensavo invece di fare il prete in modo tradizionale: messa, confessioni, catechesi, ecc. ecc. Ora ti devo dire che ho vissuto 25 anni in Segreteria di Stato per obbedienza, non per scelta: non ho mai fatto quello che volevo. Ora, dopo 25 anni, era per me importante dedicarmi a tempo pieno a questo, essere prete ed esserlo nel modo in cui mia mamma Santina, attraverso la Fondazione e l’Associazione, mi ha insegnato dal 2005, anno in cui con la “testa ed il cuore” ho lasciato il Vaticano per dedicarmi a mia madre prima, ed ai poveri alla sua morte, con questa Fondazione che mi porta in tutto il mondo. E non è un caso che oggi sono qui, che appena lasciato il Vaticano sia volato in Peru per inaugurare a Puerto Maldonado una parte nuova del seminario realizzata con i contributi della Caritas della mia Diocesi. In altre parole, Wilbert: sono tornato ad essere un pastore e spero di esserlo come sempre mi raccomanda la mia Amica Valentina Alazraki, che nella mia bibbia mi ha scritto: “Para que sigas siendo siempre un pastor que huele a ovejas y non pierda nunca al alma”. Era il 9 agosto 2017 e quella frase scritta dalla giornalista messicana non conosceva l’anno 2021. Ma prima di questa bellissima frase mi ricordo che nel Conclave del 2005 il Cardinale Martini mi disse: “Don Gigi, se ti accorgi di perdere l’anima negli ambienti vaticani: scappa!”. Non sono fuggito, la mia uscita dal Vaticano è stata serena e piena di gioia per quello che sognavo di fare: dedicarmi a tempo pieno alla Fondazione ed ai poveri, essere un Pastore con l’odore delle pecore, come dice Valentina, che considero come una sorella. E così mi sono trovato a rivivere la frase di Van Ghog: “Prima sogno i miei dipinti poi dipingo il mio sogno”. In Vaticano Wilbert sicuramente non stavo perdendo l’anima, ma l’odore delle pecore certamente sì: troppa gente in talare pensa di profumare di Dio e trascura l’odore delle pecore! Impeccabili nel vestito, procedenti con schiere di segretari e addetti… e privi dell’odore delle pecore e quindi di Dio; pieni di ricercati profumi e dopobarba, con ciglia curate, ma sulle spalle nulla: nessuna pecora, perché le pecore puzzano!”. Wilbert scoppia a ridere e mi dice: “Ho visto in YouTube un breve video tuo: eri qui sulle Ande ed eri vicino ad un gregge di pecore e improvvisamente un piccolo agnellino ti è corso incontro e tu lo hai preso sulle tue spalle”. Lo guardo con gioia, scende nel mio cuore dello zucchero: “Wilbert hai ragioneee! Era anni fa e quell’agnellino poverino era molto curioso, come tutti i piccoli, è corso vicino a me e, se guardi bene il filmato, mi ha annusato: erano giorni che non facevo una doccia e venivo dalla casa di Juana dove il letame e gli animali abitano, solo dopo aver annusato la mia puzza e non il mio dopobarba, si è fatto prendere in braccio… forse ha riconosciuto in me il pastore che puzza di animali. Gli scarponi erano sporchi ed anche i pantaloni ed i vestiti puzzavano; me ne rendo conto quando tornando in Italia ed aprendo la valigia rossa esce puzza, fango ed anche scorpioni dal Messico, a Roma le suore avevano il terrore ad aprire la valigia rossa!”. Ridiamo divertiti e con Wilbert ci incamminiamo verso la sua casa dalla quale si vede il meraviglioso lago Titicaca. In cucina la moglie mi offre del caffè americano, o meglio io direi peruviano, infatti non si mette zucchero ed il caffe è amaro, per noi italiani non è proprio buono. Ho il gusto amaro del caffè in bocca e Wilbert mi dice: “Gigi, ho un regalo per te – e dicendo così i suoi occhi si illuminano –. Seguimi al mio laboratorio!”. Mi alzo, usciamo in giardino, ed arriviamo al luogo dove Wilbert dipinge; mi fa entrare. L’odore dei colori è forte ed il suo studio è pieno di opere: disegni abbozzati, sculture… nell’angolo su un treppiede, vi è un panno che presumibilmente copre un quadro, l’amico mi dice: “Il tuo regalo è lì sotto, scoprilo!”. Lentamente scopro il quadro e… sono travolto dalla sorpresa, gli occhi hanno il sopravvento ammiro il quadro: sono io con in braccio quell’agnellino che, uscito dal gregge mi aveva annusato cercando in me il pastore che lo accudisca e protegga! Zucchero entra nel cuore: una dolcezza che mette insieme un uragano di emozioni: la frase di Valentina, il suggerimento del Cardinale Martini, la domanda di Wilbert sul perché avessi lasciato il Vaticano; il quadro in un istante mi offre la risposta: sono un prete con l’odore delle pecore! Scoppio a piangere e abbraccio forte forte Wilbert: davvero gli artisti hanno una forza spirituale incredibile. “Wilbert, oggi tu per me sei un conforto incredibile: come hai potuto domandarmi perché hai lasciato la Segreteria di Stato e dipingere questo quadro che è la risposta?”. Lui mi guarda fiero e mi dice: “La mia domanda era retorica, da quando ci siamo conosciuti a Villa San Roman, mi sono sempre chiesto: ma cosa ci fa quest’uomo seduto in un ufficio? Sai, non credevo molto che tu lavorassi vicino al Papa Francesco, ma per me sei più importante perché sei vicino a me qui sulle Ande! Per me sei importante per quell’agnellino, che dopo averti annusato, ha riconosciuto in te la puzza del pastore e ti è venuto in braccio. Prima di dipingere questo quadro ho guardato un milione di volte il video… i tuoi occhi erano pieni di commozione, di dolcezza verso quel piccolo agnellino e mi sono detto: se questo prete sa guardare alla gente con lo stesso sguardo con il quale ha preso in braccio la pecorella, sarà un bravo prete! Voglio dipingerlo così…”. Anche Wilbert si commuove ci abbracciamo forte e dico a lui: “Guarda bene il quadro, guarda i dettagli: cosa ho al dito? E cosa ho al polso?”. “Gigi, certo! Ho voluto curare bene i dettagli, soprattutto questi due: hai l’anello del Messico di Miroslava, Sofia e Romina ed hai al polso un braccialetto regalato da tuo nipote Paolo. So perfettamente quanto ami queste persone e quanto influenzino la tua vita questi due preziosi oggetti…”. Mi fermo e la commozione si fa ancora più forte; tolgo l’anello e dico: “Questo anello me lo ha benedetto il mio vescovo Francesco dicendomi: “Bentornato e Benedetto”. Era il 19 maggio 2021.

Da allora penso davvero di aver compromesso e sposato le mie pecore. Sono sicuro di una cosa nella mia vita: non ho mai profumato per dopobarba raffinati, non sono mai stato a fare pedicure o dall’estetista, ma… soprattutto dal 2005 puzzo di pecora: come la puzza del vomito e delle feci di mia madre sofferente, di Everlyne morta di ADIS in Africa, del terribile prigioniero Angel nel carcere delle Ande, di Doan in Vietnam del nord, oppure come quella che incontro oggi tra i poveri di tutto il mondo… o semplicemente la puzza delle sofferenze delle persone vicine a Bergamo, e di tutto questo sono orgoglioso!”. Wilbert sorride, non immagina di avermi fatto un regalo che è profezia… ci abbracciamo forte e ci lasciamo; nelle mie mani il prezioso regalo.

Questa profezia apre il libro Viva la Vida! in cui troverai tanta dolcezza che addolcisce l’amarezza e tra questa dolcezza vi sono Miroslava ed il suo anello e Paolo con il suo quadro! Proprio questi due segni – l’anello ed il quadro – percorreranno questo libro che spero ti piaccia ed aiuti anche a te a trovare zucchero nella zuccheriera vuota…. Si è fatto tardi qui a Bergamo e in questo Sabato Santo 16 aprile 2022 mi devo preparare per la Veglia Pasquale. Guardo alla zuccheriera piena davanti a me, ripongo il coperchio; lo sguardo va ora al quadro di Wilbert appeso in casa e nella commozione scoppia il ringraziamento: grazie Silvana e grazie Wilbert, mi insegnate che Dio pone dolcezza nella nostra Vita. Noi vediamo solo l’amaro, ma anche nell’amaro più disgustoso la dolcezza di Dio ti può raggiungere e spero che queste pagine possano aiutarti a scoprirla: io ci sono riuscito .