Interventi

MESSICO: MURALES IN RICORDO VITTIME DELLA VIOLENZA


In Messico, ad Acapulco, nello Stato di Guerrero, vogliamo costruire un murales in ricordo delle migliaia di vittime della violenza. Il costo è di Euro 22.000, come viene presentato nei due video di seguito proposti. Ci dai una mano?

Per l’anno 2018, la Fondazione Santina ha scelto come primo suo impegno quello di essere vicino alle vittime del narcotraffico in Messico. Per questo contribuirà alla realizzazione ad Acapulco di un colorato murales che avrà al suo fianco l’elenco delle migliaia di morti avvenute per violenza ad Acapulco e nel Guerrero. Solo nel 2017, le morti in Messico a causa delle violenze sono state 29mila. La Fondazione Santina ha preso contatto con l’arcivescovo di Acapulco per dare vita al progetto del murales che è stato seguito da padre Octavio, responsabile diocesano della Pastorale sociale. “Presto – spiegano dalla Fondazione – sarà pronto anche il disegno da realizzare”. La Fondazione Santina ha avviato la raccolta fondi per coprire le spese di realizzazione, quantificate in 22mila euro. È possibile dare il proprio contributo con un versamento sul conto corrente della Fondazione Santina onlus (Iban: IT04V0503403210000000005386 – Banco popolare società cooperativa) con la causale “Murales per le vittime della violenza nel Guerrero in Messico”.
Ecco la Lettera dell’Arcivescovo di Acapulco:

Facendo seguito a questa richiesta di Mons. Leopoldo, si potrà vedere più sotto, l’Arcidiocesi di Acapulco ha elaborato un bellissimo progetto per tale Memoriale che sarà inaugurato il 21 settembre 2018. In occasione del Nuovo Consiglio di Amministrazione di FONDAZIONE SANTINA ONLUS, che si è svolto a Roma nella nostra sede istituzionale il 9 marzo 2018, i Consiglieri all’unanimità hanno approvato il progetto per un budget di Euro 22.000 per il suo alto valore simbolico nella lotta alla violenza e per onorare tutte le vittime così numerose in tutto il Messico. Il  CDA ha chiesto che tale Murales possa fare particolare menzione dei giornalisti e dei sacerdoti uccisi, riservando ai loro elenchi una attenzione speciale. Padre Ottavio immediatamente mi ha inviato i due elenchi che sono consultabili in questo pagina, cliccando sulle seguenti due parole: ELENCO DEI GIORNALISTI VITTIME DELLA VIOLENZA (preghiamo di guardare elenco: dall’anno 2000 sono 114 morti in tutto il Messico) e ELENCO DEI SACERDOTI VITTIME DELLA VIOLENZA (Preghiamo di guardare elenco: dall’anno 2000 sono 43 i sacerdoti uccisi in tutto il Messico).
Dopo aver elaborato il tradizionale  protocollo di intesa abbiamo inviato tale documento in Messico e ci è stato restituito controfirmato. In data 21 MARZO 2018 ho chiesto così al nostro Vicepresidente e Tesoriere, Dottor Luigi Pacini, di erogare sul conto della Nunziatura Apostolica in Messico la prima parte della somma per un valore di Euro 7000. Qui di seguito riportiamo il documento controfirmato dall’Arcivescovo e dal Responsabile della Pastorale Sociale di Acapulco e formuliamo fervidi auguri di buon lavoro.

 
Prima pagina del documento controfirmato dall’Arcivescovo di Acapulco e dal Responsabile della Pastorale Sociale

 

Seconda pagina del documento controfirmato dall’Arcivescovo di Acapulco e dal Responsabile della Pastorale sociale

 

Terza pagina del documento controfirmato dall’Arcivescovo di Acapulco e dal Responsabile della Pastorale sociale

IN DATA 28 MAGGIO 2018 PADRE OTTAVIO DA ACAPULCO CI INVIA IL CONTRATTO FIRMATO CHE POTETE LEGGERE QUI. IL CONTRATTO PORTA FIRMA DEL 16 MAGGIO 2018.

MESSICO, UN OMICIDIO OGNI 16 MINUTI
Ottobre di sangue: è stato il mese più drammatico degli ultimi vent’ anni
Sedici minuti e nove secondi. Si è accorciato ancora l’intervallo tra un omicidio e l’altro in Messico: fino a settembre era di venti minuti. Mai – da quando le autorità hanno iniziato a rilevarli, nel 1997 – ci sono stati così tanti omicidi come quest’ anno.

SIR il Servizio Informazione Religiosa della Conferenza Episcopale Italiana ha dato la notizia, clicca sulla immagine per vedere il link

E il 2017 non è ancora terminato. Al 31 del mese scorso erano già 23.968. Di cui 2.764 solo ad ottobre: una media di 89 morti ammazzati al giorno. Dopo un decennio di guerra contro il narcotraffico – e di relativa retorica da parte dei due governi che l’ hanno gestita -, il Messico sembra aver perso tale conflitto. Non è solo questione di numeri. Interi pezzi di nazione sono sottratti alla legge della Repubblica.

Ecco la fotografia dell’ordine di bonifico della prima rata di euro 7000 eseguita il 22 marzo 2018

In seguito al primo invio di Euro 7000, da Acapulco, Padre Octavio, responsabile della Pastorale Sociale di Acapulco, secondo quanto stabilito dagli accordi assunti nel nostro PROTOCOLLO DI INTESA, ci invia una lettera in risposta che qui mostriamo nella logica della massima chiarezza che contraddistingue tutte le nostre opere di solidarietà. Ecco la lettera, del 6 di aprile 2018  che si può leggere cliccando sulla immagine riportata
 

Padre Octavio, al tempo stesso chiede al municipio i permessi per poter costruire l’opera muraria. Si tratta solo di un permesso formale, come mi assicura nella mail con la quale mi invia la lettera. Tali parole le riporto in spganolo, qui di seguito,riportiamo  il suo scritto del 10 aprile 2018: Estimado padre Luigi. Le envío el documento que se le.hizo llegar al ayuntamiento de Acapulco para proporcionarle la información necesaria sobre la construcción del MEMORIAL A LAS VÍCTIMAS DE LA VIOLENCIA. Aunque este trámite era solo una formalidad,  hoy hemos recibido de manera verbal una respuesta  satisfactoria para realizar dicha obra.Saludos y gracias por su apoyo. 

Si può leggere il documento originale, cliccando sull’immagine della lettera

MESSICO, UN OMICIDIO OGNI 16 MINUTI
E soggetti alle regole dei narcos. Nella zona di Montaña Baja del Guerrero, il crimine organizzato ha chiuso le scuole, lasciando senza classi 63mile ragazzi. Le comunità rurali del Sinaloa sono da mesi prive di assistenza sanitaria: i medici hanno troppa paura per andarci. Dal 2006, sono già 43 i sacerdoti assassinati. Nei cinque anni dell’ attuale amministrazione, è stato ucciso un prete ogni due mesi. Segno eloquente – nel Paese con il più alto tasso di cattolici questo interrogativo ruota il presente e il futuro del Messico.

Valdés Castellanos – come buona parte degli analisti – punta il dito sulla «fragilità delle istituzioni ». Dieci anni fa, all’ inizio del 2007, quando l’ allora presidente Felipe Calderón, del Partito di azione nazionale (Pan), schierò l’ esercito contro le mafie del narcotraffico – i cosiddetti cartelli -, sette potenti organizzazioni si disputavano il corridoio di passaggio della cocaina sudamericana verso il Nord del mondo.

Faro di Roma, mette in linea per primo la nostra iniziativa. Grazie di Cuore a Salvatore Izzo che da sempre segue iniziative nostra Fondazione Santina, clicca il link per vedere articolo

Queste erano cresciute nei 71 anni ininterrotti (1929-2000) di potere del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri). La strategia di Calderón – secondo molti motivata dall’ ansia di legittimare un’ elezione sofferta – ha puntato sulla decapitazione, “manu militari” dei vertici criminali. Il fenomeno ha finito per accelerare la frammentazione delle bande. L’ amministrazione successiva – che ha segnato il ritorno del Pri al governo con Enrique Peña Nieto – ha avuto una politica “cosmetica”. In pratica, si è limitata – e si limita – a minimizzare la violenza e la risposta militare dello Stato. Non sono state fatte riforme per rafforzare le istituzioni.

Il dramma attuale, dunque, è frutto del mix esplosivo di fragilità statale e polverizzazione dei cartelli. «Dei sette vecchi gruppi, cinque si sono atomizzati in 300 bande di dimensioni locali o regionali. Il business degli stupefacenti richiede un livello di organizzazione che queste non hanno. Ben 295 sono, così, dovute entrare in altri mercati illegali più “facili”, dal traffico di migranti, alla prostituzione estorsioni. Delitti che hanno un forte impatto sulla società. Le istituzioni, sempre più deboli, non riescono a farvi fronte», sottolinea l’ esperto. A ciò si somma il conflitto in corso nelle regioni del Pacifico tra i due cartelli “superstiti”: Sinaloa e Jalisco Nueva Generación.

ECCO LA SCHEDA RIASSUNTIVA DEI COSTI DEL MURALES
Si tratta di Euro 21.560,92

A titolo di chiarezza riportiamo qui il preventivo dell’Arcidiocesi di Acapulco e la relativa illustrazione in lingua spagnola del progetto.
Dopo aver verificato il progetto qui riportato e i relativi costi, si è provveduto a scrivere il PROTOCOLLO D’INTESA PER I LAVORI, che sopra abbiamo riportato controfirmato dall’Arcivescovo e dal Responsabile di Pastorale Sociale.

Questo è deciso ad approfittare del vuoto aperto nel rivale dall’ estradizione negli Stati Uniti – il 19 gennaio scorso – del boss Joaquín El Chapo Guzmán. In gioco c’ è, in particolare, il redditizio business delle coltivazioni di papaveri da oppio e relativo traffico di eroina. La sostanza dilaga negli Usa, con un record di 12.898 vittime di overdose in cinque anni. Tanto che l’ Amministrazione Trump ha dichiarato l’ emergenza nazionale. Eppure, al di là della retorica del muro anti-trafficanti, Washington stenta a trovare una strategia adeguata di cooperazione con il vicino per contrastare il crimine organizzato. «Dovrebbero invertire le loro priorità. Gli Stati Uniti destinano il 65 per cento delle risorse alla “guerra della droga”. E il 35 per cento alla riduzione della domanda attraverso la prevenzione.

Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana propone il nostro video, come potete vedere da questa immagine.

Dovrebbero fare il contrario – conclude Valdeés Castellanos -. E dovrebbero imporre un giro di vite alla vendita di armi e al riciclaggio di denaro». I proventi della droga vengono, infatti, investiti nel Nord del Continente e del mondo. Ecco perché la «narcoguerra messicana» è, in realtà, un conflitto globale. Una tessera di quella Terza guerra mondiale a pezzi di cui tante volte ha parlato papa Francesco. Sono già 23.989 le vittime nei primi dieci mesi del 2017: non erano mai state così tante. Dopo un decennio di «guerra alla droga», le atrocità dei narcos aumentano invece di diminuire: a farne le spese sono i cittadini.
Lucia Capuzzi
28 ottobre 2017