Interventi

IRAQ: COSTRUIAMO UN POZZO DI ACQUA


Viene presentato qui il progetto, sostenuto da Fondazione Santina per la costruzione di un pozzo di acqua per l’Iraq. Siamo a Mangesh nel Kurdistan iracheno. Si tratta di Euro 15.000. Ecco il progetto

La costruzione di questo pozzo in Iraq è sovvenzionata dalla Fondazione vaticana San Michele Arcangelo che è intervenuta con l’erogazione di Euro 15.000. Nostro dovere è stato informare il parroco di Mangesh Padre Yoshia Sana dove il pozzo sarà da noi costruito, l’Ecc.mo Nunzio Apostolico a Baghdad S.E. Mons. Alberto Ortega, e ringraziare l’Em.mo Signor Presidente di codesta Fondazione Sua Eminenza Re.va  il Signor Cardinale Giuseppe Bertello ed il Vice Presidente della medesima Dottor Domenico Giani, Comandante del Corpo della Gendarmeria vaticana. Di seguito vengono riportate le lettere di ringraziamento scritte dal nostro tesoriere e dal parroco di Mangesh. Nostro dovere scrupoloso sarà quello di rendicontare a Fondazione San Michele Arcangelo come i denari saranno impiegati, menzionare tale Fondazione nella targa da apporsi sull’opera realizzata e rendere noto a tutti su questa pagina lo stato dei lavori. 


Ecco il testo della lettera inviata in data 11 Settembre 2017 all’Em.mo Signor Cardinale Giuseppe Bertello da parte del nostro Tesoriere Dottor Luigi Pacini

INTRODUZIONE: LE SOFFERENZE DEI CRISTIANI D’IRAQ
Di nuovo in viaggio verso l’Iraq, dove il 1 maggio inauguriamo a mangesh  3 aule di catechismo. Questo viaggio si apre con lo sfondo del viaggio di Papa Francesco in Egitto dopo la strage della domenica delle palme, il 9 aprile scorso, di molti cristiani copti. Essere cristiani in Iraq non è semplice e come per l’Egitto significa incontrare gente che per il nome di Gesù ha lasciato tutto a Mosul ed è scappata dalla piana di Ninive.

Lo stato dei lavori alla fine del mese di luglio 2018

Questa gente mi ha stregato. Hanno un fascino magnetico. Vivono nella povertà di un campo profughi, oppure a Karaqos, Teleskof o Mosul rischiando la vita. Trascorrerò sette giorni con loro respirerò la loro stessa aria, quella della paura di Daesh, quella della forte preghiera che oppongono all’ odio, quella del perdono. Vado laggiù in quell’ inferno a leggere la vita a cercare di capire meglio chi è il cristiano è come si deve testimoniare Gesù.


Ecco il testo della lettera inviata in data 11 Settembre 2017 all’Em.mo Signor Cardinale Giuseppe Bertello da parte del parroco di Mangesh padre Yoshia Sana

Ieri il Cardinale Comastri nella confessione che ho fatto nel giorno di ritiro mi ha lasciato con una frase di Primo Mazzolari che molto mi fa riflettere durante questo quieto volo verso Istanbul. “Il rischio del cristiano in occidente è quello di costruirsi una bella stanza con l’aria condizionata e tutte le comodità vicino al Calvario!” Quanto sento vera per me tale profonda riflessione! Parliamo sì del Calvario e di Gesù ma nel frattempo ci costruiamo una bella stanza piena di cose che ci rendono la vita comoda. Guardo la mia vita e vedo quante belle comodità possiede, studio ben riscaldato, caffè a metà mattina, pranzo e cena assicurato è buono, doccia con acqua calda ed acqua fredda… Questi viaggi di solidarietà mi fanno aprire la porta e uscire fuori.

E fuori ti accorgi che la gente vive il calvario. Dormirò in un campo profughi nelle famiglie di cui abbiamo adottato a distanza i bambini, mangerò il loro cibo e probabilmente prenderò la dissenteria come la scorsa volta. Sentirò parlare di Daesh, entrerò a Mosul e vedrò in faccia la guerra. Entrerò a Qaraqos e vedrò i disastri le lacrime e la povertà dei cristiani. Che fai don Gigi? Perché? Perché il cristiano non può vivere in una comoda stanza con tutte le comodità vicino al Calvario, ma deve aprire la porta della stanza che con tante fatiche si è costruito e capire quanto è ridicolo.

Loro i cristiani dell’Iraq saranno i miei maestri. Io spero ogni volta di tornare migliore ma ogni volta torno e mi sento peggiore, vedo quanto ma quanto lavoro devo compiere per ritornare al Vangelo. Si in questi viaggi il Vangelo mi accompagna mi fa da cuscino quando dormo nei container dei profughi, oppure lo medito seduto nella poltrona dell’aereo… È un viaggio duro, difficile è pericoloso, ma proprio per questo credo che potrà purificare la mia vita. Trovare un piccolo bambino che ha visto in faccia gli orrori della guerra, un bimbo che vive una sindrome post traumatica da stress, raccontare la sua vita, come quella del piccolo Santiago è uno stimolo forte a scrivere ed a capire la vita.

Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieili. Da quelle parte i bambini soffrono molto, vorrei capire dai loro occhi la strada per il paradiso. E poi vi è lei: la paura, che in questo viaggio sento e avverto, che non nascondo è che vorrei trasformare in una provocazione. Il Signore la Madonna e la Santina mi aiutino. Sono le 18,15. Ci dicono o di allacciare le cinture, Atterriamo ad Istanbul. Questa sera un altro volo mi por terà ad Ankara e poi nella notte ad Erbil dove atterrerò all’ una e quarantacinque. Seminare speranza per raccogliere futuro!  


Ecco il testo della lettera inviata in data 11 Settembre 2017 al Dottor Domenico Giani  da parte del nostro Tesoriere Dottor Luigi Pacini

MANGESH
La prima giornata in Iraq è stata svolta nel viaggio da Erbil a Mangesh. Scrivo nella povera canonica adiacente alla chiesetta caldea. È ormai tardi e le luci tenui delle finestre del villaggio si sposano con le stelle in cielo, la mezzaluna ed un profondo silenzio che conferisce al paesaggio un qualcosa di misterioso. Sono stanco, il viaggio in jeep con i due peshmerga, poi le riunioni ad Erbil per programmare la visita di Mosul dilaniata dalla guerra con una guida cristiana, e soprattutto il lungo viaggio in aereo dall’ Europa per giungere fino a qui mi danno pesantezza alla testa. Ma prima di dormire non posso non descrivere il clima elettrico che si prova nella vicinanza con Daesh.


Ecco il testo della lettera inviata in data 11 Settembre 2017  al Dottor Domenico Giani da parte del parroco di Mangesh padre Yoshia Sana

Un conto è parlare in Italia di Daesh un conto è parlarne qui vicino a Mosul. Il primo fatto importante è che i cristiani stanno lasciando l’Iraq, primi tra tutti i sacerdoti. Sicuramente non siamo un buon esempio per i poveri cristiani che qui hanno perso tutto. I sacerdoti vengono inviati a Roma a studiare e poi… Come per africani, latinoamericani anche gli iracheni sentono il fascino prepotente e forte della bella stanza con aria condizionata vicino al calvario che l’Occidente propone e in più qui si muore, si muore per Gesù o si vive senza niente per Gesù e allora è meglio scappare. Dall’ Iraq i cristiani fuggono e se si continua così in 20 anni qui non vi saranno più cristiani. Grazie a Dio molti di loro cocciutamente restano ed è loro che sono venuto ad incontrare. In questo piccolo villaggio i cristiani vivono in una parte e i musulmani in un’altra. È molto difficile una convivenza pacifica e rispettosa. E la sfida è quella di amare i nemici, una sfida potente e grande che Gesù ci ha lanciato e che i cristiani qui accolgono. Amare i nemici, chi ci odia, chi porta via tutto, chi chiede la conversione all’islam o ti ammazza… Mentre scrivo qui a Mangesh in questo luogo sperduto del Kurdistan iracheno mi chiedo se sono in Iraq, oppure a Gaza o a Garissa. Il silenzio è formidabile e mi entra nelle ossa.

È una strana sensazione questa sera. Il silenzio così intenso così profondo così denso sembra volermi parlare, alcune volte mi incute paura sento il respiro dell’ISIS in esso, altre volte mi dà pace mentre guardo il crocifisso che porto al collo oppure il volto di Gesù nella immaginetta in tasca. E il silenzio diventa il luogo della sintesi, della riflessione e della preghiera in questa notte irachena. Sicuramente l’Islam è una concezione di vita totalizzante e assoluta che non ammette interlocutori. Qui tutto è Islam, sottomissione! Qui Islam non è solo religione o almeno non è solo quello. Per me la religione prima di tutto è il mio rapporto personale con Dio e con i fratelli. In questo sistema invece Islam è tutto, la religione è tutto. Qui mi sono reso conto che l’Islam è un processo globale: spirituale, sociale, intellettuale, familiari o, economico, politico, militare; include il modo di mangiare, di vestirsi, di stare con gli altri, di vivere. L’ Islam entra in ogni cosa. Non c’ è campo che sia esterno all’islam.  In questo piccolo villaggio nella parte musulmana il modo con cui relazionarsi con gli altri non è personale: se parlo con un uomo o una donna è l’ Islam a deciderlo. Se frequento uno straniero, come lo sono io italiano in Iraq, prima mi assicuro che lui sia credente e musulmano. L’ Islam penetra in tutto. Le scelte sociali, politiche, commerciali sono fatte a partire daII’ Islam! Ora il silenzio mi sta soffocando. Questa religione a me cristiano mi soffoca. Mi sento soffocare. Mi risulta difficile dialogare. Rimane un profondo rispetto per persone buone che praticano questa religione, ma la mia religione, quella cristiana, è un’altra cosa e mi regala fiumi di libertà! Mi rispetta, la mia religione! Non mi condanna, non mi punisce! La mia religione è una persona che si chiama Gesù. E lui mi ama, mi insegna ad amare, non ad odiare, mi insegna a morire non a vivere, mi insegna a perdonare non a vendicarmi. Penso alla vedova del cristiano copto morto tre settimane fa al Cairo, tra i tanti uccisi dal fanatismo islamico. La moglie intervistata in televisione perdona gli assassini ed il giornalista… Rimane sbigottito…Ora il silenzio invece mi commuove e si riempie di forza. Si riempie delle lacrime dei cristiani che proprio qui dove scrivo, nella piana di Ninive, il 6 agosto 2014 furono scacciati perché cristiani perdendo tutto. Il silenzio ora amico mi porta da lontano i loro singhiozzi intrisi di lacrime e testimoni di una fede profonda. La fede che sono venuto qui in Iraq a mangiare! La fede che sono venuto a riscoprire qui e non nei banchi dei miei vecchi studi teologici all’ università gregoriana. Questa è la fede dei poveri che qui sono poveri proprio per il nome di Gesù e che qui hanno dato la loro vita per Gesù. Mi scriveva Sellica in un Messaggio whatapp: sono per te giorni belli, ma molto duri. È vero sono giorni bellissimi e pieni di soddisfazioni. Domani inaugureremo le aule del catechismo, ma sono giorni densi di riflessione e di maturazione personale. E pensare che fino a qui, in questo inferno mi ha spinto la sofferenza di Santina. È lei che con i suoi sette anni di dolore ha trasformato il mio cuore e mi ha iniettato il desiderio di incontrare la carne di Gesù nei sofferenti e nei poveri. E poi è arrivato lui Papa Francesco che mi ha ricordato, come Santina e come tutta questa meravigliosa gente della piana di Ninive, che l’unico estremismo che il cristiano conosce è quello dell’ amore. Vado a dormire tranquillo. Questo silenzio bizzarro si è ora calmato davanti al crocifisso e porta la mio cuore una infinita pace. Chiudo gli occhi, le palpebre sono pesanti e penso che gusterò un profondo sonno. Sono al sicuro: tutti i cristiani che qui hanno dato la vita e che hanno bagnato con il sangue questa piana di Ninive mi proteggono e mi cullano e mi insegnano il fascino della libertà della religione cristiana, quella libertà che giunge a donare la vita. Buona notte dalla Piana di Ninive, Il Signore ci conceda una notte serena ed un riposo tranquillo…

LA RICHIESTA DI UN POZZO DI ACQUA
Il Parroco di Mangesh, Abuna Yoshia Sana, in occasione del 22mo viaggio di solidarietà per inaugurare tre aule di catechimo nella Parrocchia di Araden, avvenuta il 4 maggio 2017, ha formulato la seguente richiesta di aiuto per la costruzione di due pozzi di acqua nella terra di proprietà della Parrocchia. Come si può vedere tale richiesta è avvallata dalla firma di S.E. Mons. Raban Al-Qas, Vescovo di Zakho e Amadiyia

Unitamente a tale lettera è stata allegata anche una mappa catastale che comprova la proprietà della Parrocchia di Mangesh. che proponiamo di seguito:

Visti i documenti allegati, la richiesta è stata portata al Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina in data 4 giugno 2017 ed è stata approvata ecco il testo dell’accordo, che riproponiamo in modo integrale:

PROGETTO REALIZZAZIONE DI TRE AULE DI CATECHISMO NELLA PARROCCHIA GIORGIO A MANGESH IN IRAQ SOSTENUTO FONDAZIONE SANTINA ONLUS (ROMA 12 GIUGNO 2017)
In occasione del Direttivo svoltosi il 12 giugno 2017 alle ore 19 si approva il seguente protocollo d’intesa:
Gentilissimo Rev. Yoshia Sana
Parroco di San Giorgio, Mangesh Duhok – Iraq,
in occasione del recente Viaggio di Solidarietà della nostra Associazione Amici di Santina ONLUS – svoltosi dal 29 aprile al 7 maggio 2017 – per felicemente inaugurare 3 aule di catechismo nella parrocchia di Araden, ho formulato al Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina ONLUS la domanda di Euro 15.000 per poter realizzare questa volta 1 pozzo di acqua con il desiderio di “trasformare una terra deserta in terra fertile che possa servire la chiesa e la comunità cristiana di Mangesh”, come Lei scrive nella sua richiesta.

Sono lieto di annunciare che in data 12 giugno 2017 il Consiglio di Amministrazione, riunito nella Sede di Roma della nostra Fondazione, all’unanimità ha deciso di stanziare l’intera somma da Voi richiesta con lettera del 3 maggio 2017 per un totale di Euro 15.000. Dopo aver fatto questa importante premessa ecco le condizioni del nostro accordo:

  1. La somma sarà suddivisa in tre rate:
    PRIMA RATA EURO 5.000
    SECONDA RATA EURO 5.000
    TERZA RATA EURO 5.000
  2. Le spese bancarie di spedizione saranno come nostra tradizione con accordo con la nostra banca OUR, nostre, dunque a voi giungerà intero corrispettivo della rata stanziata.
  3. Le tre rate saranno erogate sul conto corrente e codice bic swift e precisamente sulle seguenti coordinate bancarie da Lei indicate:
    – nome della Banca: IOR
    – conto corrente: 169850012085
    – BIC/SWIFT:
    – Beneficiario/Titolare del conto corrente: Yoshia sana
    – indirizzo del Beneficiario: Yoshia Sana
  4. A fronte di tale nostre erogazioni siamo a chiedere a voi di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà.
    1. Per ogni rata a voi bonificata chiediamo:
      • Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma
      • Puntuale rendiconto di come i soldi sono stati spesi e ricevute di quanto da voi speso
      • Documentazione fotografica dello stato dei lavori
    2. Al termine dei lavori chiediamo di apporre targa della nostra Fondazione che sarà nostra premura inviare, con opportuna traduzione in lingua caldea.
    3. Si stabilirà insieme una data per inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, da me guidata, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
    4. Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Fondazione come avviene per altri progetti, nel nostro sito: fondazionesantina.org 

Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendo da Lei:  Rev. Yoshia Sana, Parroco di San Giorgio, Mangesh Duhok – Iraq una risposta firmata e con timbro della parrocchia a tale mia lettera nella quale si afferma di accettare le 4 condizioni qui menzionate. Reverendissimo Padre Yoshia Sana, anche a nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina, voglio esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.

MONS. LUIGI GINAMI
PRESIDENTE

DOTTOR LUIGI PACINI
TESORIERE

DOTTOR GIAMPIETRO TEODORI
COORDINATORE DEL PROGETTO

Dopo avere ricevuto la firma di Abuna Yoshia al protocollo da noi inviato, il nostro tesoriere, in data 7 luglio 2017 ha provveduto ad inviare la prima rata di Euro cinquemila come comprova il bonifico qui di seguito riportato:

Ed ecco la lettera, a firma del Tesoriere, che accompagna l’avvenuto versamento, si può leggere qui
Qui di seguito ecco la tabella dei nostri pagamenti:

EROGAZIONE DI EURO 15.000 PER COSTRUZIONE DI UN POZZO DI ACQUA A MANGESH IN IRAQ
RATA DATA AMMONTARE
PRIMA RATA 7 LUGLIO 2017 EURO 5000
SECONDA RATA   EURO 5000
TERZA RATA   EURO 5000
TOTALE POZZO   EURO 15.000