Eventi, Eventi Fondazione

TERZO ANNIVERSARIO NASCITA ASSOCIAZIONE ONLUS AMICI DI SANTINA ZUCCHINELLI 18 – 7 – 2016


01 Inviti per 18 luglio 2016

Cari Amici di Santina, sono passati tre anni! Ne abbiamo fatta di strada e vogliamo per questo ringraziare il Signore con la preghiera, la riflessione e la convivialità.

LA MESSA
Celebreremo una Santa Messa di ringraziamento nella Basilica di San Pietro, all’ Altare della Tomba, pregando per la nostra attività di carità e in suffragio di tutti i nostri defunti. Per poter avere accesso in auto al cancello del Sant’Ufizio in Vaticano, sarà necessario fare due cose:
1. Registrare la propria targa comunicandola alla Signora Francesca Triunfo almeno sette giorni prima, entro lunedì 11 luglio 2016
2. Stampare invito e mostrare prima alle guardie svizzere e poi ai gendarmi pontifici.
Senza questi due requisiti, per motivo di sicurezza sarà vietato ingresso.

Articolo per 3 anniversario ONLUS

L’Eco di Bergamo, 16 luglio 2016 a pagina ventidue

LA RIFLESSIONE
Alle ore 19,00 la nostra serata proseguirà presso l’Hotel ESH di Via Torre Rossa n. 80. Nella sala convegni presenteremo per la prima volta il Fumetto Fondazione Santina ONLUS, realizzato dall’artista Bruno Dolif e che ritrae sia episodi significativi della vita di Santina che la nascita della nostra Associazione e poi della nostra Fondazione. Ogni fumetto sarà introdotto da una breve relazione, svolta da uno dei Membri del Direttivo, come lo scorso anno. Ai partecipanti verrà omaggiata una copia regalo, mentre vi invito a ordinare le copie che volete al prezzo di Euro 2 l’una. Anche questa raccolta sarà destinata a nostre opere di beneficenza.

IL MOMENTO CONVIVIALE E DI FESTA
La serata si concluderà con una buona cena al Ristorante dell’albergo, per vivere insieme anche un momento lieto di serenità e gioia. Il costo della cena con bevande incluse è di Euro 35; chi venisse da fuori può pernottare nell’Hotel ESH prenotando tutto dalla Signora Francesca Triunfo

VI ASPETTO TUTTI!

Sentite questa cosa pazzesca sul nostro neo-nato fumetto!

IL FUMETTO DI SANTINA IN METROPOLITANA 6 LUGLIO 2016 ORE 8,30
Salgo sulla metro, qui a Roma, la testa è intontita: fuso orario che è rimasto in Perù, il lavoro notturno per il videoclip promo di Challapalca, sono in una sorta di profondo sopore. E’ orario di punta si fa qualche fatica salire …e a scendere. Mi faccio strada tra zainetti, cartelle e borsette. Devo arrivare in ufficio per tempo, raramente prendo la metro, ma dovevo fare una commissione in centro. Assorto nei miei pensieri e nel mio sonno, con la preoccupazione di non far tardi in ufficio, non mi accorgo delle persone attorno. La gente legge, chatta, scrive freneticamente messaggi. Qualcuno tenta anche di telefonare. Mancano ancora tre fermate. Sono in piedi con il braccio destro fermamente ancorato alla sbarra di supporto che scorre in alto nella metro, abbasso lo sguardo e… e ritorno nella realtà! Un signore di mezza età sta leggendo un fumetto colorato. Stropiccio gli occhi e aguzzo la vista su quelle pagine colorate. No, mi sbaglio… non è possibile, mi sto confondendo, scherzi della stanchezza… ma la curiosità mi domina e scatena in me il desiderio di capire che fumetto stia leggendo!

Bergamonewsanche il quotidiano online di Bergamo ci ha dedicato un servizio molto ben fatto, cliccando sulla immagine lo si può vedere

L’uomo sorride alla lettura… e gira la pagina. Fulmine: è il fumetto di Fondazione Santina! Mi ridico, non è possibile, non è ancora in distribuzione… ne ho dato alcune copie solo agli amici. Come è possibile? Semplice, glielo chiedo. No aspettiamo, è una occasione unica per vedere come la gente reale legge il fumetto, diamo al nostro lettore misterioso alcuni secondi. Prima positività, enorme positività, incredibile positività: si può leggere in metropolitana. Seconda positività, dal sorriso e dal modo con il quale legge, si diverte e la lettura lo prende e lo appassiona. E’ vero: un fumetto così è una nuova Opera di Luce. Se questa mia cavia lo legge avidamente e io non lo conosco vuol dire che il lavoro è fatto bene e che, la gente della strada lo apprezza. E’ giunto il momento di intervenire. “Scusi Signore!” Signore… Signore! L’uomo infastidito dalla mia richiesta solleva un po’ indispettito la testa e mi guarda per dirmi: chi è, cosa vuole… Si accorge che sono un prete. “Mi dica padre!” “Mi può offrire un caffè anche se non sono il barbone del suo fumetto?” L’uomo apre la bocca meravigliato. “Lei sta leggendo questo mio fumetto?” “Beh… non ho una vista da aquila” “E allora come fa a sapere la storia? Dove lo ha comperato padre?” Non l’ho comperato, l’ho semplicemente scritto… quella è mia mamma Santina!” A questo punto il signore guarda il fumetto, guarda me, riguarda il fumetto e la sua bocca che era già aperta per lo stupore, ora si spalanca e gli occhi si fanno accesi di sorpresa. “No, non ci posso credere, Lei è don gigi! Ma che piacere conoscerla”. I soliti pettegoli delle metropolitane ridono, una signora con la borsa della spesa carica di pomodori sedano e carote, sorride compiaciuta. Mi rivolgo a quell’uomo: “Lei per me è un mistero! Mi spieghi come fa ad avere questa copia del fumetto e mi sembra che sia bella usata, stropicciata con qualche macchia… forse caffè, o di cucina”. “Monsignore, le svelo il segreto in due parole. Lei ha dato il fumetto alle suore di Villa Assunta dove abita, vero? Mia moglie è la vostra cuoca e lavora in cucina. Una suora dopo averlo letto lei il fumetto, lo ha lasciato in cucina, mia moglie lo ha preso e lo ha letto ed io sono la terza persona che lo legge. Davvero bello e pieno di significato. Mia moglie mi ha detto che vuole vedere il crocifisso di Santina nella sua camera, mentre io sono interessato a vedere la sua Bibbia…” “Senta se scende con me le offro davvero un caffè e le faccio vedere la Bibbia: l’ho sempre con me! Ci siamo bevuti un buon caffè bollente in onore di Santina, il signore mi ha pagato il caffè… ed io sono arrivato puntualmente in ritardo in ufficio, ma ne valeva proprio la pena.
E mentre attendiamo la gioia di abbracciarci vi lascio con un bel video che promuove il fumetto di Santina, buona visione:

DICIOTTO LUGLIO
Associazione Amici di Santina ONLUS compie tre anni. Una giornata carica di grandi significati per la vita associativa: giornata di purificazione, di preghiera, riflessione e condivisione, tutti questi elementi hanno colorato in modo inequivocabilmente cristiano la nostra festa, arricchita anche da qualche imprevisto risolto brillantemente. Non è stata la festa del trionfo, del potere, della opportunità; anzi il primo elemento di tale momento di questo nostro incontro  è stato costituito dalla purificazione.

PURIFICAZIONE
Molte volte appaiono nella vita associativa persone potenti, ricche che sfiorano la vita sociale alla ricerca di qualche posto di prestigio o di evidenza, oppure nella segreta speranza di incontrare Papa Francesco: sempre presenti a ricevimenti di classe come quelli di Palazzo Altieri il 4 dicembre, ma prudentemente, drasticamente lontani quando si deve pregare, ci si deve confrontare: loro non si confrontano con nessuno. Fondazioni dai nomi altisonanti, ricchi con il cuore povero, annoiati e scoionati non vi erano alla nostra celebrazione; alcuni proprio non si sono neppure fatti sentire. Da lontani a vicini… oppure miseri biglietti di tre righe di scuse formali, promesse vaghe di preghiera. Zero. Non vi era nessuna di queste persone. Personalmente questo ferisce il cuore: dove sono? Ti scrivono cuori in Whathapp, ti dicono che ti sono vicini, che credono in quello che fai: poi li inviti 2, 3, 10 volte… alla fine non ci sono! Ti fa male e ti fa credere: allora non è vero niente? Fumetto pronto, bellissimo, che ti coinvolge perché sei protagonista… libretto su Garissa che parla di te: zero, ancora una volta zero! Malattie che bruciano il cuore che diviene vuoto e sterile, nessuna cura riesce a sanarlo. Dunque una giornata dura in cui … ti conti e vedi che il numero è solo 35. Su 120 soci solo 35! Allora? Io sto sbagliando tutto? Sono un esaltato? La gente ti segue un po’ per le cose stravaganti che compi, fuori del normale, alla indiana Jones: tra carceri del Kenya ai 5050 del carcere di massima sicurezza sulle Ande è bello vedere questo libro di avventure. Ci si incuriosisce… ma si rimane alla finestra. E’ questo rimanere alla finestra che fa male, che ti disturba! Non ci sono critiche e la partecipazione nei social alle esperienze, fotografie, pezzi che scrivi dai posti più di merda del mondo ottengono molti like, cuori, vengono condivisi, ci si emoziona, forse qualche lacrima… si tenta un commento per i piccoli nell’asilo rosa, oppure per i disperati di Challapalca, ma poi quando devo muovere il culo per compromettermi, togliere tempo alla mia pastorale, ai miei impegni familiari, ai mie cani, gatti e canarini no! Le scuse sono tutte di ferro: mia moglie non mi permette, devo celebrare una Messa, ho una comunità da seguire, fino a: “A chi lascio i cani?” Questa ultima frase purtroppo mi fa saltare la testa: un cane blocca la vita, l’interesse per gli altri, per gli ultimi. E qui entriamo nelle solite polemiche animaliste alle quali io metto il termine con una frase di Papa Francesco: “Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!” Mi metto al riparo di critiche con questa bellissima frase del Papa che adoro più degli altri tre che ho servito. Forse Papa Francesco per primo ha amato il nostro incontro del 18 luglio 2016: 35 persone semplici, buone, sinceramente presenti non con il loro denaro che non hanno, ma con il loro cuore! Reduci da incontri con Fondazioni piene di soldi che fanno della solidarietà solo un marketing con funzionari spietati nel dire di no a proposte che non vedano un interesse diretto ed immediato per l’azienda a cui la Fondazione appartiene, vedermi davanti 35 persone con un volto pulito e semplice è stato veramente un balsamo per le ferite sentite durante questi tre anni.

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LA PREGHIERA
Il nostro incontro è stato caratterizzato dalla preghiera. Nell’Anno della Misericordia abbiamo avuto l’onore ed il privilegio di vivere una liturgia radicalmente semplice ed intima ma in luoghi di alto significato. La Tomba dell’Apostolo Pietro è stato il luogo suggestivo dove abbiamo celebrato la Messa: in sagrestia, scherzando i sagrestani mi dicono “Monsignore che onore poter celebrare all’altare della Tomba di Pietro, ma Lei è un raccomandato?” Io in modo sicuro, con un sorriso rispondo: “Io godo di una raccomandazione molto in alto…” Tutti aspettano di sentire il nome, lascio alcuni secondi di silenzio, in cui l’uomo si interroga su chi sia il mio sponsor… e poi rispondo “Io in paradiso ho la Santina!” Una pacca sulla spalla e un sonoro e benevolo sorriso sono la risposta del sagrestano. Iniziamo la celebrazione eucaristica alla quale ci siamo preparati con un ottavario di preghiera e la confessione sacramentale per avere l’indulgenza plenaria legata al passaggio della porta santa. Durante la messa sobria, senza molti canti con i paramenti bianchi, vedo i miei fedeli assorti. E’ l’occasione per ricordare e celebrare anche a Roma i miei 30 anni di Messa. Che bella occasione, se il 21 giugno ero con assassini e narcotrafficanti in un carcere di massima sicurezza oggi celebro nella semplicità e con una modesta immaginetta che viene dal Perù i miei 30 anni di sacerdozio. Sono convinto che “Nessuno è profeta nella sua patria!” come ci dice Gesù nel Vangelo. “Chi se ne frega se non celebro nella mia parrocchia di Città alta, se nessuno dei miei fa auguri…” Sono contento di celebrare con loro e di vivere con loro questo momento tanto bello per un sacerdote! E sono sicuro che quei 35 davvero pregano per me. Sto intessendo questo racconto del 18 luglio con cronaca, riflessioni sulla vita associativa e sulla mia vita sacerdotale. I miei fedeli ricevono con grande commozione l’immaginetta con il Signore dei Miracoli, e io rivivo con loro la grande emozione che ho vissuto nel mio amato Perù! Quando mi prende sconforto vado con il ricordo a Conima, Garissa, Lango Baya o Salvador de Baja… e mi passa ogni sconforto. La Messa termina e poi iniziano altri momenti liturgici di grande impatto. Improvvisiamo una modesta processione, siamo solo poche persone… forse con qualche ritardatario siamo a quaranta. Percorriamo la basilica al livello delle tombe dei papi e poi, recitando il rosario usciamo fuori e ci troviamo davanti alla porta santa. Che emozione! Anche questa volta una grande emozione, come quella provata nel carcere del Perù o del Kenya o a Gerusalemme, porte sante ricche di storie diverse, ma questa volta l’aspetto più bello è stato quello comunitario! Non ci si salva da soli: questo è un dogma della nostra fede, entrare uno per uno, ma come comunità: attraversare quella porta santa come Associazione Amici di Santina per me è stato inebriante. La salvezza non è una ascetica conquista personale, ma è una conquista comunitaria: sono convinto che entreremo in Paradiso dandoci la mano, non in modo isolato. “Signore Gesù abbi pietà di me peccatore!” Questa frase è stata pronunciata da ciascuno di noi baciando una croce che è sugli stipiti della porta santa. …e io ho provato intensa commozione, forte commozione, un momento di paradiso. Dobbiamo fare del bene agli altri, ma prima di questo dobbiamo fondare la nostra attività in Gesù, come abbiamo fatto quel giorno. Attraversano con commozione la porta Santa: Filippo, forse il più piccolo, Franca, Giampietro, Francesca, Manuel, Maurizio… tra i soci fondatori, poi Edoardo il più giovane socio di 20 anni, arrivato poverino da Milano per la sua granitica convinzione e amore per quanto facciamo, Emanuele e Marzia da Bergamo, la zia di Pasquale inferma: un gruppo di persone compatto e convito stava attraversando la Porta della Misericordia e lo facevano spinti da Santina. Io penso che Lei dal paradiso era felicissima di questa nostra preghiera, Lei che tanto pregava durate la sua vita e la sua malattia. Dopo questo momento, succede per noi un’altra cosa meravigliosa. Ci aprono le porte delle transenne nella navata centrale… e recitando il rosario saliamo fino all’altare della Confessione. Mai successo nella mia vita: recitando il rosario e sotto gli occhi di migliaia di turisti e pellegrini curiosi saliamo lentamente e con vera commozione la grande basilica per giungere all’altare che ricorda il martiro di Pietro. Il Signore oggi ci ha fatto dei regali stupendi: recitiamo il Credo, ultima preghiera richiesta per lucrare l’indulgenza: confessione sacramentale, Comunione, PaterAve Gloria e Credo… Con la benedizione finale usciamo da quel paradiso con tanta pace nel cuore e ci tuffiamo nel traffico caotico di Roma: una conduttura di acqua è saltata su via Gregorio VII. Arriveremo in albergo con un’ora di ritardo ma con profonda pace nel cuore.

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CONCLUSIONE: CROCE E VANGELO
Edoardo alza con molta attenzione il bel crocifisso dell’inizio del Seicento, ha vent’anni ma ha conosciuto Santina ed è rimasto affascinato dalla nostra Associazione di cui è membro e nella quale ha adottato due bambini del Brasile. “Questo è il crocifisso che la mamma di don Gigi ha salvato da sicura distruzione… era in un cestino, era sporco e Lei non capiva nulla di arte. Lei lo ha salvato da distruzione solo perché era in un cestino e perché era sporco e imbrattato di tempera bianca. Santina sceglie il crocifisso forse per il suo valore più profondo: non le interessa niente l’arte, non ha intenzione di salvare un pezzo di antiquariato del valore di circa 50.000 euro: ma vuole regalarlo al figlio perché abbia sempre davanti il suo esempio, questo è il valore di Santina, che lo stesso antiquario riconosce restituendo anni dopo il bel crocifisso al suo splendore artistico!” Edoardo continua a parlare, ma il mio cervello è partito: le mani del ricordo aprono tende e tendoni che coprono i fatti lontani nel tempo e finalmente davanti al ragazzo che delicatamente tiene il crocifisso mi riappare Lei, Santina che delicatamente svela il crocifisso a noi piccoli bambini, che con una spugnetta, quasi per non far male a Gesù, toglie la tempera, poi con un panno asciutto asciuga, tenta di lucidare, guarda con occhio attento se può fare altre cose… e poi ce lo fa baciare prima di appenderlo nella mia stanza… Grazie Edoardo, hai avuto il potere di mettermi brividi nella schiena con il tuo discorso e soprattutto con il tuo atteggiamento. E’ tardi altre relazioni devono essere svolte…
Giampietro mostra con un po’ di imbarazzo la mia bibbia, quella sulla quale il Cardinale Martini e Santina hanno individuato la medesima frase… oggetto di un racconto del bel fumetto. Questa volta la gente dice “Siiii ka conosciamo bene: è sempre con don Gigi, in Terra Santa a Garissa o in Vietnam. La mia cara Bibbia è più popolare ai miei amici, non come il crocifisso nascosto che mai esce dalla mia camera. Giampietro ha conosciuto mamma, ha fatto le buste paghe di Olinda e racconta con semplicità di quella Bibbia, che è stata sul feretro di Santina, sulla quale tre papi hanno scritto, nella quale ci sono ricevute di pane per una capanna povera del Kenya o il biglietto di auguri di un ergastolano di Challapalca. Giampietro parla: voglio molto bene anche a questo giovane che con passione segue la vita associativa, con i suoi casini, ma anche e soprattutto con la sua generosità… spero presto di portare con me Edoardo e Giampietro in qualche missione esplosiva.
Questa è stata la nostra festa, al centro una Porta, un Crocifisso ed un Bibbia… ricca di persone che magari non hanno il portafoglio pieno e il cuore vuoto, ma invece un portafoglio spesso vuoto, ma un cuore sicuramente pieno. …E abbiamo parlato di Papa Francesco: di una sua telefonata a Vittorio, o del suo incontro con Pasquale o infine della sua attenzione ai carcerati del Perù… ma questi sono argomenti nostri e ce li temiamo tutti per noi: sono fortemente radicati nel cuore pronti ad esplodere a favore degli altri. Li volete conoscere questi nostri segreti? Venite il prossimo 18 luglio 2017: in Terra Santa, a Gerusalemme dove ci recheremo per la prossima festa! … e non dite che non lo sapevate per tempo: Anna ti incarichiamo raccogli le iscrizioni: ti mando un bacio!