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SECONDO ANNIVERSARIO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE, ROMA 18 LUGLIO 2015


Lo scorso 18 luglio 2015 abbiamo compiuto due anni di vita! Poche parole per dire grazie a Dio ed alla intercessione della nostra cara Santina sulle opere di solidarietà. Il bilancio sintetico di questi due anni? Presto fatto: 4 inaugurazioni: cucina per i poveri in favela di Salvador de Bahia (Brasile), aula scolastica a Lango Baya (Kenya), ambulatorio per morbo di Chagas a Bergamo (Italia) e inaugurazione restauro chiesa di Conima (Perù). Inoltre il piccolo-grande miracolo del 5 marzo della nuova Fondazione Santina che ha avuto il suo riconoscimento civile il 18 giugno 2015 ed infine i nostri gioielli: 40 bambini in adozione a distanza e 6 feriti di Gaza in cura, per non parlare della cisterna di 10.000 litri in Kenya o la moto ai missionari del Kenya…

I. OPERE DI LUCE: SERATA DI RIFLESSIONE E CONVIVIALITA’ DEL 17 LUGLIO 2015
Il giorno 17 luglio 2015 segna la data di inizio della Festa dedicata al secondo anniversario della costituzione della ONLUS Amici di Santina Zucchinelli. La serata veniva dedicata alla visione di emozionanti video volti ad illustrare parte delle Opere benefiche realizzate nell’anno trascorso. La visione di questi spaccati di vita dei meno fortunati veniva intervallata dai commenti di coloro che hanno in qualche misura collaborato alla realizzazione degli eventi umanitari. I principali progetti ai quali don Gigi si è dedicato sono: 1) opere presso la Striscia di Gaza; 2) Progetto Chagas; 3) Opere per il Vietnam. Le opere svolte sono tutte di natura umanitaria ed in prevalenza indirizzate ai bambini poiché quest’ultimi erano molto amati dalla signora Santina Zucchinelli Ginami ed Ella raccomando’al figlio di averne sempre cura. Nel video della Striscia di Gaza abbiamo visto le rovine della guerra con tutta la loro tristezza.  Successivamente vi è stato l’interessante intervento nel dottor Marco De Murtas che grazie alle proprie competenze di psichiatra ci ha spiegato come al dolore consegue una certa dose di anaffettivita’. Ha portato la propria esperienza di incontro con un uomo di Gaza, il quale pur avendo perso tutti i suoi familiari davanti ai propri occhi a causa delle bombe quegli stessi occhi non erano più portatori di lacrime ma quasi di indifferenza. L’uomo si abitua a qualunque crudeltà, penso sia un elemento su cui riflettere…stiamo perdendo l’umanità che il nostro Creatore ci ha donato…! Il video del Vietnam ci ha fatto conoscere i bambini presi in adozione dagli associati. Ciascuna storia e’un esempio di come spesso la realtà superi i pensieri più funesti delle persone fortunate. Le storie però pur essendo di disperazione, sono storie di amore nella misura in cui vi sono delle suore che si curano di questi bambini dando esempio di come la vita può essere impegnata nell’amore ed al servizio di Dio anche quando il prezzo da pagare non è sicuramente basso ma tutto è leggero se c’è l’Amore. Il progetto Chagas è considerato la punta di diamante di quest’anno per diverse ragioni. In primo luogo è realizzato in Italia, presso l’Ospedale di Bergamo ed inoltre è volto a sostenere un’opera che senza il contributo della ONLUS doveva essere esclusivamente con impegno di danaro pubblico mentre rappresenta una partecipazione del privato nel pubblico, quindi, a servizio di tutti. Il progetto è volto alla cura del Morbo di Chagas ma rappresenta una occasione di approfondimento delle malattie tropicali. Detto progetto è stato accolto con enorme favore nella città di Bergamo e si conta sia un’occasione di cura e prevenzione per numerose persone. Anche questo progetto volge lo sguardo all’America Latina poiché il morbo affligge in prevalenza quelle popolazioni. Di detto progetto se ne occupa il dr. Emanuele Berbenni, il quale con una attenta relazione ha reso noto che nel breve tempo di un mese sono stati visitati 14 pazienti, alcuni dei quali già presi in cura e da come si esprimeva si comprendeva l’importanza di quanto realizzato. A parte i progetti che sono il fulcro principale della attività della associazione in questo secondo anno di vita si può affermare che la associazione si è resa portatrice di un più ampio progetto di amicizia e coesione fra i suoi partecipanti. Santina ha donato amore e amicizia a tutti coloro che ha incontrato dall’umile barbone  sotto casa al Santo Padre ed ora continua ad essere fonte di buoni sentimenti quali quelli che legano i vari  componenti della associazione. La cena di chiusura di questa prima parte di ringraziamento a Dio per le mete raggiunte non possiamo esitare dal definirla “bellissima” per lo scambio di idee e di progetti anche di vita personale che hanno impegnato i vari ospiti. Quella sera si è sperimentata l’amicizia gratuita, ciascuno con il proprio bagaglio e con le proprie debolezze consapevoli che aiutare gli altri fa più bene a se stessi! A conclusione della serata ritengo siano state molto significative le parole di Monsignor Ginami nel momento in cui ha affermato:” Sono felice di essere sacerdote” e ciò vuol dire grazie Signore perché per il Tuo infinito Amore ho dato un senso compiuto alla mia vita. La carità, la preghiera, l’amore servono all’uomo per riflettere e per comprendere che la nostra vita deve avere un senso, un impegno, un fine perché vedendo Dio un giorno davanti ai nostri occhi non dovremo abbassarli per la vergogna di aver sprecato i Suoi doni ma incontrandolo, pur nella nostra pochezza umana, potremo dire: ” Signore ce l’ho messa tutta ad onorarTi e ad amare il prossimo come tu volevi anche sbagliando ma con le migliori intenzioni…ho provato a seguire i Tuoi precetti dando da mangiare agli affamati e vestendo gli ignudi non per avere una ricompensa terrena, ma gratuitamente..”. Le associazioni sono l’occasione per seguire il Signore, per vivere il Vangelo e per essere amici. In conclusione, di quel 17 luglio 2015 penso conserveremo il ricordo oltre che dei tanti progetti realizzati anche dei nuovi amici incontrati su questo cammino: compagni di un viaggio unico e meraviglioso quale quello della carità e dell’ Amore.

Consuelo Squillaci

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II. SANTA MESSA DI RINGRAZIAMENTO NELLA BASILICA DI SAN PIETRO ALL’ALTARE DELLA CATTEDRA, SABATO, 18 LUGLIO 2015, ORE 17,00
Sabato 18 luglio 2015, l’Associazione Amici di Santina Zucchinelli ha festeggiato il secondo anniversario della sua nascita e lo ha fatto nel luogo di massima espressione della cristianità: all’interno della basilica di S. Pietro presso l’Altare della Cattedra alle ore 17.00, Mons. Luigi Ginami ha celebrato la S. Messa. Quale momento più importante di questo per noi cristiani che vediamo  il Signore come unico scopo? Non vi è altra circostanza ed occasione più significativa  per poter concretizzare la nostra vita in Colui  che è il “vero”, per dare forma alla nostra storia .E’  l’incontro con Gesù nella sua casa , nella vita di chi soffre ed è nel bisogno. Questo è il nostro intento, questo  il fine ultimo della nostra vita associativa. L’altare della cattedra è collocato nell’abside di fondo della basilica di S. Pietro  e  si raggiunge percorrendo per intero la navata centrale. Camminare verso questo altare è un po’ come simulare il cammino di ogni figlio di Dio verso la sua meta, facendo così un viaggio introspettivo, isolando la nostra mente ed  il nostro cuore, contando i passi percorsi ed infine  rivolgendo lo sguardo al finestrone in alabastro raffigurante una colomba, simbolo dello Spirito Santo vediamo dinnanzi a noi l’immagine della Chiesa nella sua vera essenza: attraverso la finestra, che fa pensare alla Chiesa stessa, penetra la luce che invade il mondo intero , la luce dello Spirito Santo che è Dio ad investire il cuore di ogni uomo. Nella parte sottostante la vetrata, alcuni angeli dorati  sovrastano l’ imponente  Cattedra lignea di  Pietro, la quale sembra librarsi leggera su nuvole dorate, poi quattro maestose statue in bronzo, raffiguranti i dottori della Chiesa( S. Agostino, S. Ambrogio , S. Atanasio e S. Giovanni Crisostomo)  rappresentati nell’atto di sorreggere il seggio. In questo particolare e soprannaturale  scenario, in un clima raccolto e familiare si è svolta la liturgia eucaristica : i partecipanti sono  per la maggior parte membri attivi  della Associazione ed insieme, riuniti nella casa del Signore, si è  reso grazie a Lui per aver dato la  possibilità di realizzare  molte opere caritative per i poveri, i deboli e per tutte le persone che versano in condizioni di bisogno. Elemento fondamentale perché si possa fare del bene è la preghiera e l’abbandono totale in Gesù: questo è ciò che ha sottolineato Mons. Ginami durante l’omelia. Nelle difficoltà occorre avere come punto di riferimento solo il Signore, perché è Lui la nostra forza e la nostra pace. Vivere con Dio nel cuore, carpire il suo infinito e totale amore per noi fa si che ogni situazione della vita terrena passi in secondo piano,  come i dispiaceri, come molte storie di vita drammatica a causa della miseria e di malattie. Lasciamoci pervadere dall’ Amore vero che solo il Signore può donare all’uomo e mediante quell’Amore vivere ogni giorno per gli altri non dimenticando mai che  nulla deve turbare, nulla deve distrarre che tutto passa, solo Dio resta(da un pensiero di Santa Teresa D’ Avila ). Tramite lo Spirito Santo chiediamo a Gesù abbondanti Grazie per poter , mano nella mano con Lui, continuare ad operare per la carità.
Francesca Triunfo

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III. MEDITAZIONE DEL CARDINALE ANGELO COMASTRI, BIBLIOTECA DELLA FABBRICA ORE 18,00 DI SABATO 18 LUGLIO 2015
Il Cardinale Comastri,come sempre,con la sua grande incisività, nell’incontro del 18 luglio scorso, ci ha indotto a profonde riflessioni sul nostro vivere cristiano. Ispirandosi alle parole di Madre Teresa di Calcutta: cio’ che non mi serve, mi pesa, ha posto l’accento su alcuni  aspetti della vita di noi che facciamo parte dei cosiddetti paesi progrediti e con un alto grado di benessere. Se ci fermiamo per un attimo a pensare come viviamo, ci rendiamo conto che tutti noi abbiamo la preoccupazione di acquistare il telefonino di ultima generazione, la macchina comoda, se non di lusso, gli oggetti belli e importanti per la casa che forse non verranno mai adoperati,e tanta altre cose di cui tranquillamente potremmo fare a meno senza che la nostra vita ne risenta. Se pensiamo che in Kenia una famiglia vive con 30 euro al mese, che sulle Ande Peruviane, dove il freddo è intenso, in casa non hanno acqua calda per  lavarsi, forse metteremmo in discussione tutto il nostro vivere e proveremmo un po’ di vergogna davanti a Dio, quando ci alziamo al mattino. Che cosa vogliamo di piu’, mentre ci sentiamo scontenti e insaddisfatti, nonostante tutte le cose che abbiamo? Ci manca forse la capacita’ di donare e di donarci, come ha fatto Madre Teresa nella sua infaticabile vita; ci manca quel qualcosa che trasforma l’esistenza umana in servizio agli altri e per gli altri. Io dico che ad ognuno di noi servirebbe oltre allo spirito di carita’, la sobrieta’. Mia madre in questo mi ha lasciato un grande esempio, scrivendo in un piccolo testamento con le sue ultime volonta’: una cassa modesta, niente manifesti, niente fiori, perché tutte cose che portano a soddisfare soltanto la nostra vanita’. Mia sorella ed io abbiamo rispettato la sua volonta’, comprendendo, anche se a fatica inizialmente, che quello che voleva nostra madre era giusto, perché bisogna sempre guardare alle cose importanti della vita, cioè a quello che si è fatto e a come si è vissuto, perché il resto è solo un di piu’, quel di piu’ di cui parla Madre Teresa, quel di piu’ che pesa perché non serve. Pertanto carita’ e sobrieta’ vanno di pari passo. Come fece la vedova del Vangelo, che diede al suo prossimo tutto quello che aveva, anche noi dobbiamo rinunciare alle cose futili, per donare con gioia agli altri; deve essere qualcosa che parte dal cuore, rinunciare ad un mio piccolo egoismo per donarlo con amore agli altri, a quelli che non hanno nulla, neanche il pane quotidiano. Proviamo a riflettere per un attimo e vediamo che ci sentiamo piu’ appagati nel donare qualcosa ad un povero che ci ricambia col suo sorriso, che nel comprare le scarpe o la borsa all’ultima moda.Spesso don Gigi con le sue opere di carita’, o il Cardinale Comastri con la sua catechesi, ci offrono lo spunto per cambiare la nostra vita e sicuramente in meglio.Vi posso assicurare che una volta soltanto, mi è capitato di non aiutare un povero che si stava intrattenendo con una suora che probabilmente non ha soddisfatto le sue richieste e, per diverso tempo, mi sono sentita male, pensando a quell’uomo, come se avessi girato le spalle a Gesu’. Percio’ voglio concludere la mia riflessione dicendo che bisogna ringraziare tutti coloro che Dio mette sul nostro cammino e che ci consentono, nei piu’ svariati modi, di fare il bene e di essere utili ai fratelli piu’ bisognosi di noi.Grazie Signore, per le tue meraviglie!
Franca Scordo

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IV. CENA CONVIVIALE DEL 18 LUGLIO 2015
Cenare. Si può definire un atto, il cenare. Ma cosa vuol dire veramente? Sotto questa parola vi è l’idea della convivialità e dello “stare insieme”. Quante cene abbiamo fatto nella nostra vita? Moltissime e ancora tante ne faremo. Ma quello che è successo il 18 sera presso il comprensorio di Santa Marta ai membri DEL DIRETTIVO dell’Associazione, ormai Fondazione, Amici di Santina Zucchinelli, non è stato solo cenare ma si è tramutato nel puro sentimento di condividere una sensazione e una bellezza tangibile a cui il cibo ha fatto da cornice. Dopo una bellissima visita delle parti più celebri della Città del Vaticano i membri dell’Associazione  si sono recati, sottoscritto compreso, nell’edificio con funzione di mensa del comprensorio di Santa Marta per ,appunto, cenare. L’ingresso è stato un‘esperienza indimenticabile dal momento che siamo entrati in un luogo in cui la tranquillità e la pace dominavano l’ambiente. Una volta seduti nei tre tavoli assegnati abbiamo condiviso tutti lo stesso sentimento di tranquillità che quel luogo ci suscitava. Il cibo, di una qualità altissima ma dalla forma semplice, ha fatto da cornice ad una serata che personalmente mi rimarrà per sempre nel cuore dal momento che ho avuto l’occasione di pensare intensamente a quello che avevo vissuto lungo tutto il week-end e al significato vero e sincero del condividere un sapore o una sensazione insieme a qualcuno. Ad un tratto i nostri occhi si sono sincronizzati verso una figura vestita interamente di bianco che faceva la coda per prendere l’insalata come chiunque altro, con semplicità e umiltà. Era Papa Francesco. Quello che mi ha stupito e che ancora adesso rimane latente nel mio animo è come il Papa con estrema naturalezza, si sia seduto a consumare la cena in un angolo appartato e lontano dallo sguardo altrui. É importante sottolineare come non sia stato importante, tanto vedere il Papa quanto in realtà, non solo durante la cena ma durante tutto il week end, entrare in contatto con Gesù. Una frase che ci ha detto don Gigi durante la cena mi rimarrà per sempre nel cuore: “ Se dovessimo scegliere di incontrare Papa Francesco o andare a messa, cosa sceglieremmo? Incontrare Papa Francesco… Sbagliato, andare a messa perché è lì che incontriamo Gesù e il  Papa è qui per insegnarci questo”. Questa frase rimane per me una lezione perché ci capita spesso di essere legati più al Pontefice che a tutto quello di cui lui è l’emblema. É importante perciò rendercene conto e imparare così ad agire di conseguenza. Posso dire che questa è la grande lezione mi rimane dopo la cena a Santa Marta oltre che quel sapore di quell’atmosfera che mai ho provato e assaporato.
Edoardo Zancanaro Rizzieri

V. VISITA AI GIARDINI DELLE VILLE PONTIFICIE DI CASTEL GANDOLFO, DOMENICA 19 LUGLIO 2015
Domenica 19 luglio abbiamo chiuso le celebrazioni per il 2° anniversario dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli, iniziate venerdi 17 a Roma, con una bellissima gita fuori città, ai Giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Accompagnati da Mons. Luigi Ginami, siamo partiti da Roma alle ore 10 alla volta di Castel Gandolfo. Dopo una sosta a casa di Franca Scordo per il caffè, abbiamo raggiunto con un gruppo di soci l’abitato di Castel Gandolfo. Alle 11 abbiamo varcato i cancelli del Giardino Barberini, in territorio del Vaticano, ed abbiamo così iniziato la nostra visita con il Giardino della Magnolia, il Viale delle Rose, il Viale delle Erbe aromatiche a quello dei Ninfei, il Piazzale dei lecci e il Giardino del Belvedere. Nonostante il caldo di questo afoso mese di luglio, è stato emozionante percorrere questi immensi e curatissimi giardini che occupano parte di quella che era l’area dove sorgeva una delle più importanti residenze di campagna dell’antichità, la villa dell’Imperatore  Domiziano. Circondati da bellissimi  e coloratissimi fiori di ogni tipo, all’ombra di alberi di rara bellezza, abbiamo avuto il privilegio di passeggiare in questa oasi di pace dove i Pontefici, a partire da Urbano VIII Barberini nella primavera del 1626, amavano rifugiarsi lontano da Roma per momenti di relax e per ricaricarsi dalle fatiche del loro ministero. Recentissimo è stato il soggiorno a Castel Gandolfo di Papa Benedetto XVI. Commoventi poi sono stati i ricordi di don Gigi sulle lunghe passeggiate con l’amata mamma Santina, accompagnata da Olinda, nei viali di questo piccolo paradiso. E così, immersi nel verde di questo luogo incantato, abbiamo rivissuto le bellissime giornate appena trascorse: la serata celebrativa di venerdì sera presso l’ESH Hotel di Roma, con gli interventi dei soci e la magnifica cena offerta da Franca nello stesso albergo; la giornata centrale,  attesissima da tutti, di sabato in Vaticano, con la messa in San Pietro e l’incontro con il Cardinal Comastri e, per finire, la cena in santa Marta presente Papa Francesco. Abbiamo commentato poi i progetti dell’Associazione in cantiere e quelli che stanno per prendere il via, con stati d’animo diversi: da un lato la gioia per quanto già stato fatto in un lasso di tempo così breve in Brasile, nella Striscia di Gaza, in Kenia, all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, in Perù; dall’altro la preoccupazione per quel tanto che dobbiamo ancora fare in questi luoghi e in Vietnam. In tutti, comunque, la convinzione che insieme – ognuno di noi per quello che gli è possibile – guidati da don Gigi, possiamo dare il nostro prezioso contributo all’Associazione nelle sue opere di bene e di solidarietà. Due ore e più di visita sono così letteralmente volate via. La bellissima gita non poteva che chiudersi all’insegna dell’ospitalità di Franca Scordo, che ci ha invitato al vicino ristorante “Castel Vecchio”, con vista sul lago di Albano. Un momento conviviale di ristoro, che ha rinfrancato l’amicizia e i nostri propositi, in un ambiente davvero suggestivo. Una giornata difficile da dimenticare, a coronamento di tre giorni di festa per la nostra Associazione.
Emanuele  Berbenni